Ha studiato cucina all’Istituto Alberghiero di Dronero (classe 1982),  Lettere a Torino e una laurea specialistica in Culture Moderne Comparate …tesi su leggendarie creature dell’irrazionale, fate delle acque e romantiche fanciulle che vivono in provincia e nei romanzi…).

“Sono cresciuta a Valdieri, nel cuore delle Alpi Marittime, e da piccola volevo fare la pizzaiola perché quando il sabato sera qualche volta accompagnavo il mio papà a prendere la pizza mi sembrava che lì fossero tutti davvero molto felici. Poi volevo anche fare la scrittrice, con vita avventurosa alla Agatha Christie, perché scrivere mi sembrava un modo bellissimo di andare per il mondo. Anche da grande ho continuato imperterrita su entrambe queste strade, e alla fine non ho mai scelto definitivamente tra impasti e parole (sono della bilancia).  Non a caso dal 2012 curo “Betulla: cucina, letture e altri nutriMenti” (www.betulla.eu): in questo spazio racconto, cucino e fotografo piccole storie golose mescolando sapori antichi a libri bacucchi su centrini “dell’amica di Nonna Speranza” (sì proprio Carlotta quella del 1850 di Gozzano, che senza dubbio è una mia “anima affine”). Con il tempo mi sono specializzata sulle pratiche alimentari dell’arco alpino occidentale, sui ricettari (storici e domestici) e sui riti della civiltà contadina piemontese, con un occhio riguardo al folclore e agli strumenti della cucina (che io chiamo “carabattole”).
Leggo tanto, assaggio tutto, e mi piacciono gli acquerelli, i boschi, le ceramiche d’antan, le miniature medievali e i mercatini delle pulci…

Il blog si chiama Betulla in onore dell’albero che i miei genitori hanno piantato in giardino quando sono nata. Penso che la Betulla sia una pianta bellissima, poetica, forte e portatrice di luce…e poi “Betulla” è sempre stato il mio “nom de plume”, sin da quando firmavo un feuilleton strampalato dattiloscritto per la mia famiglia, la cui protagonista era una bambina curiosa che esplorava una soffitta. Vivo a Torino, città che mi incanta tanto quanto le mie care montagne, con grazia e eleganza.”