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SUMMARY:Consegna diplomi in compagnia degli allievi del Liceo musicale Ego Bianchi
DESCRIPTION:Consegna diplomi in compagnia degli allievi del Liceo musicale Ego Bianchi
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SUMMARY:La missione Rosetta\, alla ricerca delle origini della vita nel sistema solare
DESCRIPTION:La questione se la Terra sia veramente l’unico pianeta abitato nell’universo è molto antica\, ma ha assunto un nuovo significato con lo sviluppo della moderna astronomia. La domanda se siamo veramente soli nell’universo\, se tra miliardi di stelle il nostro sistema solare sia un’unica eccezione ha assunto nuove dimensioni. In particolare\, con l’avvento dei satelliti artificiali e lo sviluppo di tecnologie molto sofisticate\, un nuovo capitolo si è aperto con la scoperta sempre più frequente di sistemi planetari attorno a stelle anche molto distanti dal Sole. Le osservazioni cominciate con satelliti artificiali nel 2006 hanno rivelato l’esistenza di oltre duemila pianeti solo nella nostra galassia e ci si aspetta che presto si riuscirà a trovare un pianeta simile alla Terra in tutto e per tutto. Restando più vicini a noi\, intanto la domanda da porsi è: come si è sviluppata la vita nel nostro sistema solare? La Terra ovviamente ha una posizione centrale in tutta la questione\, ma altre possibilità esistono\, specialmente sul pianeta Marte e probabilmente su alcuni satelliti di Giove. La vita come la conosciamo noi sulla Terra\, basata sul carbonio\, è inestricabilmente legata alla presenza di acqua liquida e la teoria corrente è che l’acqua e le molecole organiche che sono all’origine della vita sulla Terra siano state portate dalle comete. Questa teoria ha cominciato ad affermarsi dopo la missione Giotto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA)\, che nel 1986 ha raggiunto la cometa di Halley fotografandone per la prima volta il nucleo a distanza ravvicinata e confermando la presenza di molecole organiche complesse sulla superficie del nucleo. Sull’onda di queste scoperte l’interesse scientifico delle comete è cresciuto enormemente\, tanto da giustificare una nuova ambiziosa missione ESA. La sonda Rosetta\, lanciata nel 2004\, per la prima volta nella storia ha portato un piccolo modulo di atterraggio\, chiamato Philae\, a posarsi sul nucleo di una cometa\, la 67P Churyumov – Gerasimenko\, il 12 Novembre del 2014. Il prossimo passo nella ricerca di tracce di vita\, riguarda adesso l’esplorazione di Marte\, un pianeta oggi molto freddo e arido\, ma dove esiste la possibilità che la vita si sia sviluppata in tempi passati e abbia lasciato tracce misurabili. E’ questo lo scopo della missione ExoMars\, cui l’Italia ha dato un grande contributo tecnico e scientifico. La missione\, in cooperazione con la Russia\, consiste di due sonde interplanetarie\, di cui la prima\, destinata ad analizzare l’atmosfera di Marte\, è stata lanciata con successo il 14 marzo 2016 da Baikonur. Raggiungerà il pianeta il 19 ottobre 2016 rilasciando un modulo di atterraggio per le analisi al suolo. Lo scopo principale del modulo è di testare la tecnologia per l’atterraggio su Marte\, in vista della missione seguente che utilizzerà un modulo di atterraggio di dimensioni molto maggiori. Il lancio della seconda sonda è previsto nel 2018. \nRELATORE: Bruno GARDINI
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SUMMARY:Il cinema\, arte di pensare\, specchio del reale\, fabbrica dell'immaginario
DESCRIPTION:IL CINEMA: GUIDA ALLA VISIONE CONSAPEVOLE L’esperienza del film: emozione\, intelligenza\, pensiero Come il racconto cinematografico interagisce con la sensibilità di ogni singolo spettatore\, con le sue esperienze personali e i propri interessi specifici. Perché la visione di un film è un’esperienza unica\, che non potrebbe avvenire se lo spettatore non proiettasse sullo schermo desideri ed emozioni\, memoria e immaginazione\, cultura individuale e cultura collettiva. Utilizzata in questa prospettiva\, l’immagine cinematografica diventa un’esperienza centrale per potenziare abilità quali l’autoriflessione e l’espressione di sé\, per individuare nuove risorse strategiche legate alla crescita personale\, per elaborare nuove soluzioni con cui affrontare le transizioni e affrontare cambiamenti e trasformazioni. La presentazione del “Metodo Psicologia Immagine”\, che si occupa dei rapporti multimediali tra opera filmica e spettatore\, metterà in luce le grandi possibilità scatenate dall’immagine come strumento insostituibile di comprensione del sé e del mondo\, ma anche come stimolo dei processi creativi più profondi. \n  \nRELATORE: Umberto MOSCA
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SUMMARY:Gli Angiò\, Conti di Provenza e Signori di Cuneo
DESCRIPTION:La nostra terra\, solcata da lunghe radici della pianura padana\, ha una storia millenaria che racconta i suoi abitanti di oriigine Ligure montana\, Celtica\, Etrusca\, Romanica\, Sarmatica\, Arduinica\, Aleramica. La sua posizione geografica\, tramite le sue valli\, facilitò i commerci\, il contatto con le nazioni vicine.Troppo spesso\, però\, i facili accessi dei circostanti colli e la pianura padana\, oltre al commercio\, permisero il passaggio di numerosi eserciti invasori bramosi di impossessarsi del nostro territorio. La dedizione del Comune di Cuneo al casato degli Angiò\, conti di Provenza\, del Maine\, della Loira\, Signori di Cuneo\, del Contado del Piemonte e Re delle due Sicilie. Le leggendaria regina Giovanna I\, la Reino Jano saranno oggetto della spiegazione di una parte della nostra e ricca storia . \n  \nRELATORE: Silvano TARICCO
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SUMMARY:Le prescrizioni alimentari nelle tre religioni monoteiste: Ebraismo\, Cristianesimo e Islam
DESCRIPTION:” Si torna a parlare di religioni\, delle tre religioni monoteiste che si sono diffuse nel mondo intero: l’Ebraismo\, il Cristianesimo e l’Islam. E questa volta per conoscerle e confrontarle dal punto di vista alimentare. E’ risaputo che il modo di cucinare il cibo\, di presentarlo ed i riti che lo accompagnano\, attengono a pieno titolo alla cultura\, sono un fatto culturale di primaria importanza. “Noi siamo ciò che mangiamo” affermava L. Feuerbach\, un filosofo a metà Ottocento\, e l’antropologia moderna ne attesta la veridicità. Ma come sono nate le diverse consuetudini alimentari\, e relative proibizioni\, in seno alle tre religioni? Quale è stata la loro rispettiva origine? Quale rapporto si è venuto instaurando fra cibo e religione? Queste ed altre domande si è posta la nostra relatrice\, prof.ssa Antonina Gazzera\, che già conosciamo come studiosa di storia\, di filosofia e di letteratura. Il cibo non rappresenta solo il modo con cui noi garantiamo la nostra sopravvivenza\, ma è anche\, e di più\, condivisione\, (si pensi all’importanza dei banchetti)\, riconoscimento reciproco\, processo di identificazione. Infatti il cibo è artefice di coesione sociale e culturale. Sedersi a tavola per consumare i pasti è il collante che ci unisce\, come famiglia\, come popolo\, come civiltà e\, non ultimo\, come appartenenti alla stessa religione. Il concetto di tabù\, o proibizione\, nelle diverse religioni\, è utile per creare fra gli stessi credenti una forte identità di gruppo e per evitare di contaminarsi con gli altri non-credenti\, non-eletti\, o infedeli\, che dir si voglia! ” \nRELATORE: Antonina GAZZERA
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SUMMARY:Andar per ville e cascine\, sette percorsi nella campagna cuneese
DESCRIPTION:Cuneo\, per la sua dislocazione e per la sua vocazione essenzialmente agricola\, da sempre ha avuto un rapporto privilegiato con la campagna. Un legame dalle antiche origini che ha fatto crescere\, intorno al nucleo cittadino\, vere e proprie comunità autonome con una loro storia e una loro precisa identità. Tutto ciò è stato raccontato in modo molto esaustivo in un libro\, curato da Antonio Albanese\, Chiara Mongiardino\, Laura Marino e Alessandra Gallo e pubblicato qualche anno fa con il titolo “Eravi tutto intorno una piacevol pianura – le campagne di Cuneo tra XVIII e XX secolo”. Questo primo volume ha trovato una sua naturale integrazione in un secondo tomo\, che individua invece sette itinerari nelle periferie agresti cuneesi; percorsi che si snodano tra splendidi cascinali rustici\, ville patronali e antiche grange monastiche. Proprio da quest’ultima pubblicazione nasce l’idea del nostro incontro presso l’Università della Terza Età di Cuneo\, nel tentativo di divulgare e far conoscere quanto di bello e di prezioso ha da offrire il nostro territorio. Un patrimonio artistico e architettonico troppo spesso sconosciuto\, in primo luogo\, agli stessi cuneesi. \nRELATORE: Chiara MONGIARDINO
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SUMMARY:Memorie di carta: storia e cronaca di Cuneo nei manifesti del 1945
DESCRIPTION:Nel 1945 a Cuneo\, sui muri di città\, furono pubblicati oltre quattrocento manifesti (che oggi sono le “Memorie di carta”). Occorre dire che i manifesti non possono raccontare in modo completo la storia di quel periodo\, ma forniscono elementi importanti per la conoscenza della storia\, che allora era cronaca quotidiana di vita dei cuneesi. I manifesti del 1945 si possono suddividere in due gruppi: quelli pubblicati negli ultimi mesi del fascismo\, da gennaio ad aprile\, e quelli del periodo successivo\, dalla Liberazione fino al 31 dicembre. Dai manifesti del primo periodo\, si rileva che a Cuneo si viveva in un clima di paura e di guerra civile\, segnato dall’oscuramento\, dal coprifuoco notturno\, dal suono lacerante delle sirene d’allarme per i bombardamenti degli aerei alleati\, che obbligavano la gente a scendere nei rifugi anti bomba\, e dalle sempre più frequenti uccisioni di partigiani e di fascisti. Nonostante l’ammasso obbligatorio dei prodotti agricoli\, il cibo a disposizione dei cittadini era scarso e le razioni alimentari che si potevano acquistare con la dei prodotti agricoli\, il cibo a disposizione dei cittadini era scarso e le razioni alimentari che si potevano acquistare con la tessera annonaria erano insufficienti\, per cui notizie quali la vendita straordinaria di cipolle\, di latte in polvere per i lattanti\, di acqua salata per uso di cucina o di 50 grammi di sale e 50 grammi di salame a persona meritavano già la stampa di un manifesto! Stupisce il fatto che le autorità fasciste volevano dare l’impressione che a Cuneo la vita scorresse normalmente\, e a questo scopo servivano anche le numerose rappresentazioni teatrali\, musicali\, cinematografiche e sportive; fino all’ultimo numero pubblicato (24 aprile) “Il Piemonte Repubblicano. Bisettimanale fascista politico – economico” di Cuneo non lasciò mai trasparire l’imminente crollo del fascismo e del nazismo. \nRELATORE: Giovanni CERUTTI
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SUMMARY:Evoluzione e nuove frontiere della finanza aziendale
DESCRIPTION:La lezione del Prof. Tardivo evidenzia “l’invasione” della Finanza aziendale nell’economia\, che ha portato all’attenzione del vasto pubblico un insieme di tematiche in precedenza riservate ai soli studiosi della materia e un linguaggio prima ignoto\, se non addirittura inesistente. Traccia\, quindi\, un profilo evolutivo della disciplina e ne focalizza il contenuto in ottica manageriale. L’oggetto della finanza d’impresa ha\, nel tempo\, avuto molte e differenti definizioni da parte degli studiosi che se ne sono occupati e questo ha contribuito a una migliore individuazione delle sue linee evolutive e dei suoi contenuti\, nonché delle sue correlazioni con le altre discipline aziendalistiche. In questo contesto\, la lezione traccia un excursus storico della letteratura di riferimento\, evidenziando l’evoluzione del ruolo della finanza aziendale all’interno dell’impresa in contesti storici differenti e sottolineando la nascita di nuove figure all’interno della funzione finanziaria (il treasures e il controller)\, di nuovi modelli di analisi (es. CAPM) e di fattori che caratterizzano\, nell’attuale scenario di riferimento\, la “nuova frontiera” della gestione aziendale: l’etica e la sostenibilità ambientale. Particolare attenzione sarà dedicata alla evidenziazione dei principali compiti del manager finanziario nell’ottica di creazione di valore. \n  \nRELATORE: Giuseppe TARDIVO
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SUMMARY:N.N. Storia di trovatelli in provincia di Cuneo tra ottocento e novecento
DESCRIPTION:“Questa è una storia vecchia come il mondo. E’ la storia dei figli abbandonati da chi non poteva\, o non voleva\, riconoscerli ed allevarli. E’ la storia di migliaia di bambini\, ragazzi\, uomini e donne che portando impresso l’invisibile marchio di un’ascendenza ignota\, trascorsero la vita alla ricerca di un riscatto. E’ la storia di balie che li nutrirono\, delle famiglie in cui vissero e di un territorio che da quell'”affare” traeva risorse…..” \nRELATORE: Alessandra DEMICHELIS
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SUMMARY:Quando in Italia si facevano i computer
DESCRIPTION:“Grazie alla lungimiranza di Adriano Olivetti negli anni 1950 e 1960 l’Italia sviluppò una propria industria dei grandi computer elettronici\, ottenendo eccellenti risultati con la gamma “Elea”\, avanzata e competitiva con i concorrenti americani. La scomparsa prematura dei creatori dell’impresa e l’insipienza del mondo imprenditoriale e finanziario italiano pose fine a quella straordinaria intrapresa. Con gli stessi progettisti italiani\, General Electric\, erede del sogno Olivetti\, realizzò in Italia gli elaboratori GE 115 e GE 130\, distribuiti in tutto il mondo. L’Autore di questa autobiografia\, allora giovane progettista al lavoro nei grandi centri di ricerca di Borgolombardo e Pregnana\, descrive azienda\, macchine e protagonisti di quel periodo d’oro dell’elettronica informatica italiana. Il testo si pone come la continuazione\, ma a ritroso nel tempo\, del libro\, anch’esso autobiografico\, che l’Autore scrisse sulla Fiat degli anni 1976-1996 (“Fiat – I segreti di un’epoca” reperibile come e-book). Usando il medesimo approccio narrativo\, non si esime dal toccare anche temi scottanti\, denunciando senza remore le debolezze dell’oligarchia finanziaria del Paese che condusse all’abbandono del settore\, e delinea i grandi temi socio-economici del tempo\, dal “miracolo economico” con l’emigrazione di massa dal sud e dalle montagne\, fino all’ “autunno caldo” del 1969. Si spinge fino a valutare quanti guai avrebbero potuto essere risparmiati all’Italia se l’illuminata visione di un capitalismo etico e moderno\, come propugnato da Adriano Olivetti\, avesse prevalso\, invece della miope speculazione di industriali e finanzieri e del parassitismo dirigistico di sindacalisti e politici. Il ciclo storico si conclude idealmente con l’ultimo capitolo che racconta della cessione della telefonia Olivetti\, che l’Autore visse nel 1996 da vice-presidente dell’azienda d’Ivrea guidata da Carlo De Benedetti\, ormai prossima alla fine.” \n  \nRELATORE: Giorgio GARUZZO
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SUMMARY:Milano Linate-8 ottobre 2001 Il più grande disastro aereo degli ultimi 100 anni
DESCRIPTION:Il giorno 8 ottobre 2001\, alle ore locali 08.10\, sull’aeroporto di Milano Linate su cui gravava una fitta nebbia\, si è verificato il più grave incidente aereo occorso in Italia negli ultimi 100 anni. L’aereo della compagnia SAS\, programmato per operare il volo da Linate a Copenhaghen\, durante la fase di decollo impattava un aereo taxi tedesco programmato per effettuare un volo da Linate a Parigi Le Bourget. L’aereo Boeing MD 87 SAS\, identificato con il nominativo radio “SK 686”\, aveva a bordo due piloti\, quattro assistenti di volo e 104 passeggeri. L’aereo taxi Cessna 525\, identificato con il nominativo radio “D-IEVX”\, aveva a bordo due piloti e due passeggeri. La collisione tra i due aerei è avvenuta sulla pista di decollo principale dell’aeroporto\, identificata come “RWY 36R” (Runway 36 Right – Pista 36 Destra). L’aereo taxi – Cessna si spezzava in tre tronconi e rimaneva in fiamme sulla pista. L’aereo SAS – MD 87 continuava la sua corsa oltre la fine della pista impattando violentemente una costruzione aeroportuale destinata allo smistamento dei bagagli. Tutti gli occupanti dei due aeromobili perdevano la vita insieme a quattro addetti allo smistamento bagagli che stavano lavorando all’interno della suddetta costruzione; altri quattro operai\, che si trovavano nel locale\, riportavano lesioni di varia entità. L’inchiesta è stata condotta dal Comandante Giancarlo Cagnoni\, investigatore incaricato dall’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo. Allo svolgimento delle operazioni hanno collaborato gli investigatori danesi\, norvegesi\, svedesi per conto della compagnia aerea SAS; investigatori tedeschi per conto dei piloti dell’aereo taxi e investigatori americani per conto della casa costruttrice dei due aeroplani. Il Comandante cercherà di spiegare\, nel modo più semplice possibile\, gli eventi che hanno causato questo terribile evento. \nRELATORE: Giancarlo CAGNONI
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SUMMARY:L'Iran visto da una donna
DESCRIPTION:L’Iran… raccontato da una donna! L’Iran è un paese che colpisce subito il visitatore per la cordialità della gente e per la voglia di comunicare con gli stranieri. Chi meglio di una donna può avvicinarsi ad altre donne e farsi raccontare piccole e grandi storie di forza e tenacia nel cercare la libertà. Solo una donna può entrare nella parte femminile dei luoghi di culto ed essere catturata dalle persone che pregano e scrivono poesie al loro interno. Un viaggio nell’antica Persia ed un racconto fatto di sguardi e gesti di un popolo in bilico tra il passato ed il futuro. \n  \nRELATORE: Grazia BERTANO
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SUMMARY:La tradizione dei librai pontremolesi in Piemonte ed il premio Bancarella
DESCRIPTION:Dall’alta val di Magra\, terra di confine tra più regioni\, sono partiti tanti lunigianesi che\, trascinati dal fascino dell’avventura\, hanno percorso le strade del mondo come venditori ambulanti di libri. È alla fine del Settecento che “pontremolese” diventa sinonimo di merciaio girovago che\, tra le varie mercanzie che offre in vendita\, presenta anche almanacchi per i contadini\, libri devozionali\, immagini sacre. Nel corso dell’Ottocento il fenomeno dei librai ambulanti si fa vistoso per il contributo dei venditori di Montereggio\, Parana\, Cerro\, Pozzo\, Busatica del comune di Mulazzo. Il luogo di vendita preferito erano le piazze centrali delle città\, dove stendevano i libri sui muriccioli e sui marciapiedi. In seguito\, aumentando la portata della loro merce\, la gerla è sostituita dal carretto che si trasforma sulle piazze in bancarella ricca di libri di ogni genere. I “bancarellai”\, poveri di capitali e costretti a praticare i prezzi bassi\, puntano sul passante frettoloso\, cui offrono un tipo determinato di merce: stampe\, calendari\, libretti religiosi\, romanzi e opere teatrali. Per i venditori ambulanti pontremolesi l’appuntamento in primavera era al passo della Cisa\, che lungo l’antico itinerario della via Francigena divide la Lunigiana dalla Padania. Dopo il canto del Maggio si ritrovavano sul valico assegnare le piazze delle città dove andare a vendere\, in modo da evitare l’inutile e dannosa concorrenza. I loro nomi appartengono tutti ad uno stesso ceppo\, in quanto imparentati fra loro\, e tutti dopo aver svolto la vendita ambulante si sono fermati con le loro bancarelle e hanno aperto negozi nelle varie città del nord e centro Italia. I librai pontremolesi che hanno venduto libri in Piemonte sono: i Vannini ad Acqui; i Giovannacci a Vercelli\, Chiavenna\, Domodossola\, Casale Monferrato\, Biella\, Alessandria e Courmayeur; i Bertoni a Domodossola; i Fogòla a Torino; i Lorenzelli a Bra; i Tarantola a Novi Ligure; i Lazzarelli a Biella\, Vercelli\, Novara; i Pellegrini a Cuneo; i Lorgna a Biella\, Chiavenna e Acqui; i Cattoni nell’Astigiano; i Caldi ad Asti; i Giorgini\, i Mancini\, i Paolazzi\, i Tomasinelli\, i Galeazzi\, i Cattoni e i Donnini in giro per il Piemonte. Dal fenomeno dei librai ambulanti ha origine nell’agosto del 1952 il Premio Bancarella\, l’unico premio letterario gestito esclusivamente dai librai. \n  \nRELATORE: Giuseppe BENELLI
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SUMMARY:Costumi e società del '400 nelle pitture tardo medievali del cuneese
DESCRIPTION:Una ricerca nella produzione pittorica dell’Alto Medioevo fino alle soglie del Rinascimento in luoghi e territori scarsamente censiti dalle edizioni di settore. La pittura del nord d’Italia nei secoli dall’XI al XV nel territorio cuneese fino alla costa ligure ed alla terra francese di confine. Fonti iconografiche che hanno conosciuto una contiguità culturale che consente di riunirle in un’unica rassegna.Una ricognizione che indaga la presenza artistica in centri minori ricca del fascino che le deriva dall’influenza della pittura gotica europea\, che nel luogo e nell’ambito di confine in cui si collocano i luoghi che ospitano le opere considerate\, la costringerà a coniugarsi con la sorgente della grande maniera italiana. \n  \nRELATORI: Franco ACTIS ALESINA
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SUMMARY:Il delitto Galimberti: i fatti e i dubbi
DESCRIPTION:Sergio Costagli scrive nel 2014 il libro “Cuneo 1944 –1945 assassini\, violenze\, torture. Il delitto Galimberti” in occasione dei 70 anni dal delitto (3 dicembre 1944). Come è noto\, l’avvocato cuneese fu arrestato in una panetteria a Torino il 28 novembre 1944. Galimberti\, alias Antonio Garnero – trattenuto in questura – non fu riconosciuto subito\, nonostante due giorni di duri interrogatori. Casualmente\, in questura a Torino si trovava un funzionario dell’Ufficio Politico Investigativo (UPI) di Cuneo\, il brigatista nero Pansecchi che riuscì ad identificare Galimberti. Il 30 novembre\, l’avvocato fu trasportato nel carcere giudiziario e sottoposto ad attenta sorveglianza; tuttavia riuscì in più occasioni a far uscire tre biglietti. In uno di questi Galimberti scrisse: “Se rimango a Torino il tempo passa (…) ma se mi portano a Cuneo è la fine”. Seguono le trattative segrete del CLN torinese con il responsabile della polizia tedesca per uno scambio tra prigionieri. I vertici del CLN erano consapevoli che Galimberti\, nelle mani dell’UPI di Cuneo\, non avrebbe più avuto speranza di scampare alla morte. Purtroppo\, sia il ministro degli Interni della RSI\, Buffarini Guidi sia l’Ispettore Generale per il Piemonte Paolo Zerbino\, decisero per l’immediata condanna a morte del prigioniero. Tutta la vicenda del delitto fu preordinata: Galimberti\, durante un trasporto a Cuneo per un interrogatorio nella sede dell’UPI\, moriva durante un tentativo di fuga. Giunto da Torino\, il detenuto entrò nel cortile dell’UPI in Corso IV Novembre n.11 verso le 20 di sabato 2 dicembre 1944. Domenica mattina (3 dicembre)\, il corpo dell’avvocato fu ritrovato in prossimità di Tetti Croce lungo la strada statale n. 20 tra Cuneo e Centallo. Il processo per gli esecutori del delitto si svolse presso il Tribunale di Cuneo il 16 ottobre 1945 e il 20 ottobre 1947. La sentenza della Corte Straordinaria di Assise di Cuneo decretò la pena capitale per gli imputati; con ricorso degli stessi\, il 7 marzo 1946\, la Cassazione annullò la sentenza di morte della Corte di Cuneo. In seguito\, con l’”amnistia Togliatti” gli imputati\, alla spicciolata\, furono liberati. Nessuno pagò per quel delitto e per tutti gli altri crimini commessi a Cuneo. Ancora adesso manca una targa in Corso IV Novembre n.11 per ricordare sia Tancredi Duccio Galimberti sia tutti gli altri detenuti orrendamente torturati. Dalla lettura degli atti del processo\, da alcuni documenti trovati presso l’Istituto Storico di Cuneo\, dai ricordi di agenti del Servizio X\, sorgono alcuni dubbi sui testimoni di allora e sulle ricostruzioni di quel delitto… \n  \nRELATORI: Sergio COSTAGLI
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SUMMARY:I nonni\, i loro figli e i loro nipoti: l'incedere delle generazioni
DESCRIPTION:Nel loro incedere l’una dopo l’altra\, le generazioni comunicano tra di loro rendendo possibile il tramandarsi della cultura\, di esperienze\, di riferimenti valoriali\, ecc. La vita quotidiana di ogni singolo individuo ne è riguardata attraverso i concreti modi relazionali con cui si rapporta con chi lo precede e con chi lo segue nella successione delle generazioni. Ponendosi nella prospettiva dei nonni e delle nonne\, si possono ravvisare atteggiamenti comunicativi che favoriscono l’instaurarsi di un positivo clima relazionale con figli\, figlie e nipoti. Altri atteggiamenti possono\, al contrario\, contribuire all’insorgere di tensioni e difficoltà. L’analisi di alcune situazioni esemplificative rende conto delle possibili conseguenze di tali atteggiamenti relazionali. \nRELATORE: Egidio CIOLA
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SUMMARY:L'approccio mininvasivo nella cura del paziente: un atteggiamento in espansione
DESCRIPTION:Il concetto di mini-invasività\, nato con la chirurgia laparoscopica\, è in evoluzione. Esso\, affermatosi con la dimostrazione\, peraltro lapalissiana\, che il paziente che necessita di un determinato intervento\, non necessita inevitabilmente di una laparotomia\, tende ormai sempre più a rappresentare un atteggiamento in espansione da estendere a qualunque approccio terapeutico. Può apparire singolare che il concetto di mini-invasività sia partito proprio dalla disciplina medica il cui modo di correggere le patologie è tradizionalmente aggressivo: ma\, se è pur vero che la chirurgia rappresenta sin dalle sue origini il modo più istintivo ed in qualche modo primitivo di curare\, le va comunque riconosciuto che le è sempre stato connaturato l’intento di arrivare a “togliere” concretamente e materialmente il male con gli strumenti disponibili. Non c’è pertanto da stupirsi se\, avvalendosi dell’apporto imponente di materiali e dispositivi tecnologici verificatosi negli ultimi decenni\, essa sia arrivata a maturare un atteggiamento filosofico di fondo sempre più mirato alla correzione\, che ne è il fine\, e non necessariamente alla invasione\, che ne rappresenta soltanto il mezzo: si tratta in fondo della logica evoluzione del principio storico “Primum non nocere” patrimonio comune della scienza medica sin dai suoi albori. \nRELATORE: Leonardo LUCARINI
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SUMMARY:Antropologia del velo
DESCRIPTION:La storia dell’umanità è da sempre stata legata al velo\, compagno di viaggio nell’evoluzione della specie. Indumento creato da mani umane\, esso ha nel tempo e nelle diverse società assunto significati differenti. E’ stato utilizzato per coprire\, per proteggere\, per scoprire\, per sedurre. I suoi più svariati usi non permettono\, dunque\, dei paragoni\, poiché da oggetto è diventato concetto\, il più delle volte ambiguo e sfuggente. E’ questo velo\, così intriso di significati\, il soggetto della lezione. In un percorso che\, rivolgendosi all’esperienza occidentale\, si sviluppa dal religioso all’antropologico\, dal politico all’artistico. In particolare\, le tre grandi religioni monoteiste fungeranno da filo conduttore in un cammino di studio e analisi di un oggetto ancora oggi profondamente misterioso. \nRELATORE
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SUMMARY:Donne\,donne\, eterni Dei
DESCRIPTION:Omaggio alle donne in occasione dell’8 marzo. La frase tratta dall’operetta “la vedova allegra” darà lo spunto ad Oscar Barile per regalare un siparietto sulle Innumerevoli sfaccettature delle caratteristiche femminili. La chiacchierata verterà sull’universo femminile\, visto nei suoi molteplici aspetti\, attraverso la presentazione di personaggi teatrali. Verrò coadiuvato da un’attrice della mia compagnia che interpreterà con me alcuni brani delle varie opere prese in esame. Da Antigone a Mirandolina\, da Nora (Casa di bambola) a Violetta\, passando per tante altre donne simbolo della condizione femminile. \n  \nRELATORE: Oscar BARILE \n 
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SUMMARY:Incredibile India dal deserto del Thar...alle città del Gange....alle etnie tribali dell'Orissa
DESCRIPTION:scrivono Giovanna e Valter “Le nostre avventure in India hanno mosso i loro primi passi qualche anno fa quando\, zaino in spalla siamo partiti alla scoperta delle sorgenti del fiume Gange \, perché ci affascinava l’idea che per gli indiani non fosse solo un corso d’acqua ma un’aspetto del divino Da questa esperienza abbiamo maturato la convinzione che l’India fosse un paese da vivere \, vedere \, scoprire \, per cui appena rientrati a casa da quell’avventura abbiamo pianificato la nostra “Incredibile India “ Partiti pieni di entusiasmo ci siamo addentrati in un mondo affascinante fatto di spiritualità \, antiche corti e fortezze dei leggendari guerrieri Rajput \, imponenti templi\, villaggi \, antiche tribù e un mondo fatto di sguardi\, di incontri ….” \n  \nRELATORE: Giovanna BORTOLI \nValter TORELLI \n 
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SUMMARY:Archeologia del territorio cuneese dalla preistoria alla romanizzazione
DESCRIPTION:La tipicità del paesaggio alpino cuneese e la particolare posizione geografica\, inserita all’interno di un complesso sistema di passaggi e scambi intervallivi\, ha permesso fin dalla Preistoria lo stanziarsi di gruppi umani che con il tempo dal Neolitico fino all’Età dei Metalli si stabiliscono in villaggi. Nella lezione proposta verranno affrontati alcuni degli aspetti più caratteristici del popolamento del nostro territorio attraverso le tracce archeologiche giunte fino a noi oggi. In particolare l’approfondimento riguarderà i cambiamenti degli stili di vita attraverso il tempo a partire dalla Preistoria fino all’arrivo dei Romani. Dove e come vivevano? Come erano le abitazioni? Che cosa mangiavano? Quali attività praticavano per vivere? Di quali malattie soffrivano e quali erano le cause di morte? Quali contatti con altre genti intrattenevano? Perché oggi ci restano labili tracce? Tra gli indizi principali che contribuiscono a ricostruire le caratteristiche del popolamento: le strategie di sussistenza\, le risorse ambientali sfruttate\, l’organizzazione degli abitati\, le attività artigianali\, i rituali funerari\, i contatti commerciali. L’obiettivo dell’intervento è\, nell’ottica di una archeologia globale\, fornire una panoramica sui molteplici aspetti che contribuiscono alla ricostruzione archeologica del territorio cuneese e valorizzarne la loro importanza\, offrendo ulteriori spunti di approfondimento per la conoscenza del territorio \n  \nRELATORE:
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SUMMARY:Etiopia:il fascino delle diversità
DESCRIPTION:L’acrocoro etiope è rimasto fermo nel tempo con paesaggi mozzafiato ed una popolazione gentile ed ospitale che ha saputo conservare antiche tradizioni e una cultura millenaria incentrata sul cristianesimo copto e sulla presunta presenza ad Axum delle famose tavole della legge che Dio consegnò a Mosè sul Monte Sinai. \n  \nRELATORE: Domenico SANINO
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SUMMARY:Problema energia\, energie rinnovabili e non rinnovabili tra passato e futuro
DESCRIPTION:Quanta energia si consuma in Italia? Da quali fonti? Quanta energia elettrica si consuma in Italia\, Piemonte e Provincia di Cuneo? Come viene prodotta? Cosa è cambiato in questi ultimi anni? Le rinnovabili ci obbligano a parlare e capire cos’è il DISPACCIAMENTO dell’ENERGIA ELETTRICA e cos’è il DIAGRAMMA DI CARICO GIORNALIERO tra passato (combustibili fossili) e futuro (rinnovabili). Cosa vuol dire essere CONSAPEVOLI nel consumo di energia?…. non solo più “quanta” e “quale”\, ma anche il “quando”…. ovvero il cittadino che vive nella nuova SMART GRID. \nRELATORE: Luca BASTERIS
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SUMMARY:La memoria: usarla o perderla?
DESCRIPTION:Gli stimoli che\, raccoltidai nostri sensi o creatisi nel cervello stesso\, raggiungono le aree cerebrali della memoria possono diventare ricordi che si conserveranno per anni\, forse per tutta la vita. Quersto processo cerebrale di memorizzazione avviene in tre fasi: La fissazione dei ricordi\, la loro conservazione in “depositi”\, infine la loro rievocazioneper riportarli all’oggi. Un processo apparentemente semplice se così schematizzato: in realtà sappiamo che fin dalla prima fase la quasi totalità degli stimoli è annullata e ci chiediamo come\, anche se il motivo ci pare ovvio; nella seconda fase\, quella della conservazione dei ricordi\, ci sorprende la capacità del cervello di archiviare\,catalogare\, modificare i ricordi e ci chiediamo come faccia; nella terza fase i ricordi vengono richiamati all’attualità con meccanismi vari\, spesso sorprendenti e talora misteriosi. Questa evidente complessità del processo di memorizzazione richiede l’intervento di una molteplicità di strutture cerebrali che devono pertanto venir coinvolte in tale processo: non solo le aree cerebrali “specifiche” della memoria\, ma anche aree responsabili dello stato di vigilanza e dell’attenzione (memorizziamo poco e siamo disattenti)\, del ritmo sonno-veglia (la sonnolenza non favorisce certo la formazione di ricordi)\, dell’affettività (ricordiamo molto meglio avvenimenti\, luoghi\, persone cui siamo affettivamente legati)\, dell’emotività (quanto\, agli esami\, l’ansia può aver danneggiato le nostre capacità mnemoniche)\, etc.etc. Il discorso sarebbe lungo: queste poche osservazioni sono comunque sufficienti per farci comprendere che esiste una molteplicità di fattori che influenzano la nostra memoria e sui quali occorre far leva per sviluppare e utilizzare al meglio le nostre capacità mnemoniche e rallentare l’inevitabile declino\, al di là di ogni illusione farmacologica\, Quel che è certo è che il non uso favorisce il declino. E poi\, non allarmiamoci\, wesiste pur sempre la “smemoratezza benigna dell’anziano” \n  \nRELATORE: Andrea COGNAZZO
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SUMMARY:Falkland e lo Stretto di Magellano
DESCRIPTION:Il foto documentario realizzato da Toni Caranta illustra un viaggio a contatto con tantissimi animali sub artici e una natura praticamente incontaminata. Si visitano cinque isole\, di cui quattro abitate da una sola famiglia\, si incontrano cinque specie di pinguini\, leoni ed elefanti marini\, svariati uccelli dalle petrelle giganti agli albatros dal sopracciglio nero\, dai cormorani reali ai caracara\, anatre e beccacce endemiche. Ci spostiamo quindi nella Terra del Fuoco\, con una spedizione che per la prima volta ripercorre parte degli itinerari che due grandi esploratori piemontesi\, Giacomo Bove e Padre Alberto Maria De Agostini\, seguirono durante le loro esplorazioni nello Stretto di Magellano. Vedremo grandiosi panorami tra cime innevate e ghiacciai\, incontrando megattere\, leoni\, elefanti marini\, foche leopardo e ammirando una rara flora endemica. \n  \nRELATORE: Toni CARANTA
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SUMMARY:La Corona di delizie Sabauda: storia e attualità
DESCRIPTION:A seguito del trasferimento della capitale del ducato sabaudo da Chambéry a Torino\, operata da Emanuele Filiberto nel 1563\, inizia quel processo di fortificazione\, di abbellimento architettonico e di ampliamento dell’antica “Augusta Taurinorum”. Nel 1682\, viene stampato ad Amsterdam il “Theatrum Sabaudiae”: centoquaranta tavole raffiguranti le meraviglie di Torino e delle città del Piemonte\, tra le quali Cuneo.Lo scopo di questo ponderoso documento\, prezioso dono per principi\, regnanti ed ambasciatori in visita\, era quello di evidenziare e sottolineare il primato urbano di Torino e la sagacia dei suoi governanti. La “Capitale per una Stato” viene progressivamente circondata da una “corona di delizie” fluviali\, venatorie\, militari\, atte allo svago\, alla villeggiatura dei duchi\, alla difesa del territorio. Regio Parco\, Mirafiori\, il Valentino\, Villa della Regina\, la Reggia di Venaria\, i Castelli di Rivoli e di Moncalieri e poi la Palazzina di Stupinigi…. poli urbanistici che\, mediante assi viari rettilinei alberati\, si collegano al centro del potere: il Palazzo Ducale\, poi Reale\, di Torino. Nel corso del tempo\, ogni Residenza Sabauda si arricchisce di storia e di curiosità\, custodisce al suo interno un patrimonio artistico inestimabile invidiato dai frequentatori di allora e dai visitatori moderni. La collocazione strategica di ciascuna di esse\, studiata a priori\, permette poi un’originale e inedita fruizione del territorio che le circonda. Purtroppo\, la stagione delle “maisons de plaisance” è destinata a tramontare verso la fine del XVIII secolo sia per via della progressiva e inesorabile mancanza di interesse economico della Corte\, sia per colpa della soldataglia napoleonica che le deprederà e le metterà a ferro e a fuoco. Successivamente\, molte di esse muteranno la loro funzione o cadranno nell’oblio. Nella maggior parte dei casi\, grazie ad interventi privati o ai fondi europei\, oggi sono entrate a far parte del Patrimonio dell’Unesco e stanno vivendo una seconda felice esistenza. \n  \nRELATORE: Elena GARELLO
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SUMMARY:Confucio e Gesù\, due leaders religiosi
DESCRIPTION:Stabilire un rapporto tra i due è estremamente complicato\, ma anche particolarmente interessante. Si tratta di un rapporto tra una filosofia ( Confucio) e una religione ( Cristianesimo) oppure tra due culture oppure tra due religioni? Per i gesuiti del ‘600 il confucianesimo rappresentava una religione\, addirittura\, per alcuni\, era la stessa religione cristiana\, espressa in una altra lingua. Il neoconfucianesimo si ritiene una filosofia razionalista \, mentre alcuni filosofi cinesi attuali pensano che il confucianesimo sia una autentica religione. Per alcuni si tratta di un dialogo interculturale per altri interreligioso. Vedremo che all’interno di questi due mondi\, che più diversi non potrebbero essere\, ci sono tuttavia dei punti di sorprendente somiglianza a più livello: a) antropologico\, b) linguistico\, c) tematico\, in particolare sulla regola d’oro\, sulla colpa e sulla morte. \nRELATORE: Giovanni DEMARIA
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SUMMARY:Conservatorio G.F. Ghedini per la città
DESCRIPTION:Che ruolo ha oggi un conservatorio di Musica? Cosa significa per la Città l’azione del Conservatorio? Nel corso dell’incontro Francesco Pennarola\, Direttore del Conservatorio “G.F.Ghedini” illustra il profilo del Conservatorio cuneese\, alla luce del nuovo ruolo formativo assegnato dalla riforma agli Istituti Superiori di Studi musicali\, descrivendo la sua attività nella e per la Città di Cuneo. Nodo centrale dell’intervento sarà il legame con la Città tenuto stretto anche simbolicamente grazie al nome che l’Istituto porta: Ghedini\, un grande compositore del ‘900\, che ha lasciato un segno nel mondo musicale\, didattico e artistico in Italia. Di Giorgio Federico Ghedini Francesco Pennarola illustrerà più da vicino pagine meno note della sua produzione musicale\, come le musiche per la costruzione dello stabilimento di Fiat Mirafiori e la colonna sonora del primo film sulla vita di Don Bosc. \n  \nRELATORE: Francesco PENNAROLA
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SUMMARY:"Oltre quel filo" per non dimenticare
DESCRIPTION:Nel giorno della memoria Giancarlo Nova\, appassionato di viaggi e di fotografia\, viene invitato dall’amico René Mattalia\, alla commemorazione dei caduti nei campi di concentramento nazisti. Decide di filmare la cerimonia e di intraprendere un viaggio per visitare i campi tristemente noti: Auschwitz\, Dachau\, Terezin\, Mautahausen\, Buchenwald……per non dimenticare. \n  \nRELATORE: Giancarlo NOVA
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SUMMARY:Dagli Impressionisti a Picasso- in margine alla Mostra al Palazzo ducale di Genova
DESCRIPTION:Tra la nascita dell’Impressionismo e le prime opere cubiste di Picasso trascorrono all’incirca trent’anni\, gli anni cruciali nei quali in Europa tutto cambia: l’arte\, la storia\, la società. E’ un’età straordinaria durante la quale si sperimentano nuovi orizzonti espressivi\, nuovi stimoli culturali. Da Monet a Van Gogh\, da Kandinsky a Modigliani a Picasso \n  \nRELATORE: Silvana CINCOTTI
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