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SUMMARY:I Fondi Pensione e l'Economia reale
DESCRIPTION:La lezione si svolgerà partendo dalla classificazione dei fenomeni economici con particolare riguardo a quelli che attengono alla “economia reale” e alla “economia finanziaria”\, passando ai punti di contatto e reciproca correlazione e la supposta “indipendenza della finanza”. Il problema del trasferimento della ricchezza nel tempo: le pensioni. I fattori che influenzano significativamente il valore finanziario dei beni. Le “strategie di difesa” del valore nel tempo delle pensioni. Metodo contributivo e metodo a ripartizione. Sostenibilità dei vincoli matematici e mediazioni politiche. \nRELATORE: Pierfranco RISOLI
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SUMMARY:Il sonno
DESCRIPTION:Il sonno\,grande ristoratore\, è un bisogno istintivo\, indispensabile alla vita dell’uomo. La prolungata assenza di sonno\, osservata sperimentalmente nell’animale\, può portarlo alla morte. Ma perchè dormiamo? Per fatica muscolare\, per “affaticamento” dei neuroni? Anche\, il sonno è determinato dal corretto funzionamento di due strutture encefaliche antagoniste delle quali una mantiene lo stato di veglia\, l’altra favorisce il sonno: viene così mantenuto un ritmo del sonno personale per ciascuno di noi e comunque sufficientemente ristoratore in condizioni fisiologiche. Saranno le malattie di varia natura o nostri comportamenti dissennati a provocare alterazioni di quel ritmo e quindi i nostri ben noti disturbi del sonno. Ma come dormiamo? E’ ancora il funzionamento di quelle strutture encefaliche a determinare il sonno polifasico del bambino\, il cui encefalo è ancora immaturo\, il sonno monofasico dell’adulto e il sonno bifasico dell’anziano\, il cui encefalo non funziona più come vent’anni prima. Registrazioni EEG poligrafiche permettono di riconoscere varie fasi del sonno\, costanti e ripetentesi: fase di addormentamento\, di sonno superficiale\, quella di sonno profondo\, la fase REM che ci fa sognare e disturbi vari come le apnee notturne. Per dormire meglio\, accettando il ns ritmo personale\, dobbiamo conoscere e rispettare sia cosa ci fa addormentare\, sia semplici norme di “igiene del sonno” che insieme costituiscono le “regole d’oro” per dormir meglio\, Solo in una seconda fase potrà entrare in scena la farmacologia \n  \nRELATORE: Andrea COGNAZZO
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SUMMARY:Giovannino Guareschi: 1954 vince il premio Bancarella in prigione
DESCRIPTION:Il 14 agosto 1954 nella piazza della Repubblica di Pontremoli il voto segreto di 95 “librai pontremolesi” decretava che il libro più venduto e apprezzato nell’anno 1953 è Don Camillo e il suo gregge di Giovannino Guareschi. Lo scrittore emiliano stava scontando la pena nel carcere di San Francesco a Parma per la tanto triste\, quanto pasticciata vicenda delle «false» lettere di De Gasperi. Guareschi non appoggiava più la Democrazia Cristiana\, da cui si sentiva tradito\, e nel gennaio ‘54 iniziava su «Candido» il duro attacco contro De Gasperi con la pubblicazione di una lettera attribuita a De Gasperi\, che chiedeva agli Alleati il bombardamento di zone periferiche di Roma. Nel successivo numero di «Candido» veniva riprodotta una seconda lettera\, sempre a firma De Gasperi\, non dattiloscritta ma autografa\, in cui sperava «di ottenere da Salerno il colpo di grazia». Guareschi aveva una dichiarazione del notaio Stamm di Locarno\, che garantiva che gli originali erano in perfetto stato\, e l’attestato di Umberto Focaccia\, perito calligrafico del Tribunale di Milano\, in cui si dichiarava che le grafie e le firme in queste lettere erano autentiche di De Gasperi. Il 6 febbraio 1954 l’esponente democristiano sporgeva querela per il reato di diffamazione. Il processo iniziava martedì 13 aprile 1954. Il tribunale respingeva tutte le richieste della difesa e giovedì 15 aprile la corte lo condannava «un anno di reclusione e 100.000 lire di multa oltre al pagamento delle spese processuali». Di fronte a un simile processo Guareschi non ricorreva in appello e accettava di andare in prigione\, provocando uno scandalo e un clamore internazionali. Non solo non chiedeva la grazia o agevolazioni\, ma anzi gli veniva anche assommata la pena di otto mesi per una precedente condanna per oltraggio al Presidente della Repubblica\, causata dalla vignetta sul «Nebbiolo-Einaudi». Il 26 maggio 1954 entrava nel carcere di Parma\, con sulle spalle lo zainetto della prigionia nazista\, per uscirne in libertà vigilata il 4 luglio dell’anno successivo\, dopo 409 trascorsi sotto la più stretta sorveglianza. Il 26 gennaio 1956 Guareschi terminava la libertà vigilata. All’improvviso\, il 15 agosto 1954\, gli comunicarono di aver vinto il Premio Bancarella. Guareschi dal carcere scriveva: «Il premio Bancarella mi ha colmato di soddisfazione». Lo colpiva il gesto di non conformismo del librai pontremolesi e aggiungeva: «Il Bancarella è l’unico premio serio\, proprio perché è in mano a veri librai indipendenti\, che basano le loro valutazioni unicamente sulle vendite: vedrai che il regime troverà modo di renderli meno indipendenti». \n  \nRELATORE: Giuseppe BENELLI
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SUMMARY:Abitare il bello: la città decorata
DESCRIPTION:Alla fine del 2018 è stato dato alle stampe dalla casa editrice Primalpe il volume “I segreti di Via Roma” curato dall’architetto Roberto Albanese. Laura Marino si è occupata di uno dei capitoli del libro\, dedicato al tema delle facciate dipinte\, emerse in gran quantità (e qualità) lungo la Contrada Maestra di Cuneo. Lo studio è stato lungo e affascinante\, poichè la scarsissima documentazione non consentiva ancoraggi cronologici e stilistici saldi; è stato quindi necessario scavare a fondo\, elaborare confronti e ipotesi e leggere oltre la superficie di queste “quinte” narrative. L’intervento vuole quindi raccontare il percorso filologico che ha condotto alla lettura delle opere\, inquadrando il tema della facciata dipinta a livello più ampio\, come rappresentazione ed esaltazione di una casata\, un ideale politico\, una volontà di affermazione. \n  \nRELATORE: Laura MARINO
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SUMMARY:Alle Svalbard nella storia del dirigibile Italia
DESCRIPTION:Viaggio spedizione sul percorso effettuato dal Capitano Gennaro Sora e dai suoi alpini alla ricerca del dirigibile Italia di Umberto Nobile precipitato sul pack il 25 maggio 1928 dopo aver raggiunto il Polo Nord. Percorriamo 1347 miglia marine a bordo della barca a vela Artica II\, navighiamo lungo la costa occidentale e settentrionale dell’arcipelago\, superando l’80° parallelo nord e raggiungiamo Alpinioya\, l’isola mappata da l capitano Sora e dedicata appunto agli Alpini.Lo spettacolo dei ghiacciai e delle montagne è stupendo\, i tramonti e le albe sono mozzafiato e ripercorrere la storia dell’esplorazione polare da alla nostra avventura un valore aggiunto particolare. La spedizione è stata organizzata e accompagnata da Piero Bosco e si è svolta dall’1 al 17 settembre 2018 (T. Caranta) \n  \nRELATORE: Toni CARANTA
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SUMMARY:"il vento soffia tra i pini" una fiaba cinese senza parole
DESCRIPTION:La politica\, i media stanno allontanando l’Italia dal resto del mondo. Il mondo corre veloce\, cambia in profondità e l’Italia sta ferma o va indietro. Rischiamo di non capire in che mondo viviamo. La Cina è vicina\, è nelle nostre teste\, già oggi. Non ce ne accorgiamo. Oltre ad essere una potenza economica\, finanziaria e militare\, la Cina è anche un soft-power. Pensiamo alla letteratura cinese\, al cinema\, all’arte\, ai vari tipi di ginnastica cinese\, al buddismo ( la religione che si sviluppa più velocemente in occidente)\, alle varie forme di taoismo ecc. La fiaba ” Il soffio del vento tra i pini” è un bell’esempio di un testo di pura filosofia taoista che ha una grande fortuna non solo in Cina\, ma in Europa\, in Africa\, in America. Il testo scritto è brevissimo\, ma la forza del disegno fa si che sia compreso da persone di cultura profondamente diversa. Ognuno che prenda in mano questo testo ne resta affascinato e piano piano assimila\, senza accorgersene\, un mondo ideale che\, in teoria gli è totalmente estraneo. Dopo un certo tempo si pensa secondo i precetti del testo letto\, ritenendo magari che sono cose che ha pensato lui\, talmente gli sono diventate familiari. Occorre renderci conto che diventiamo diversi da come siamo anche se non lo abbiamo deciso o magari non lo vogliamo. \n  \nRELATORE: Giovanni DEMARIA
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SUMMARY:Funne-Le ragazze che sognavano il mare
DESCRIPTION:In occasione dell’8 marzo\, Festa della Donna\, vedremo la poetica storia di dodici ragazze ottantenni e del loro sogno di vedere il mare\, perchè molte di loro il mare non l’anno mai visto. Katia Bernardi\, regista\, ha realizzato un film che ci parla di donne viste da una donna….. \n 
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SUMMARY:Antologia World Fest Fest (Festival delle Feste)
DESCRIPTION:Il Presidente della Fondazione Casa Delfino (onlus) presenterà l’ANTOLOGIA DEL WORLD FEST FEST. Cosa è il World Fest Fest? È una rassegna cinematografica internazionale\, intenta\, inizialmente a far conoscere e valorizzare il patrimonio etnico/culturale/folkloristico della vasta provincia di Cuneo (più di 500 feste ogni anno) ed oggi estesa alle feste di tutto il mondo. Con il contributo di questa attività\, la Fondazione Casa Delfino ha realizzato un ARCHIVIO FOLK che ha già raccolto 250 documenti visivi e 3500 documenti sonori. Tale archivio è aperto a nuove implementazioni ed anche diretto a stimolare le capacità tecniche e artistiche\, soprattutto dei giovani\, nel campo della storia delle tradizioni e dei costumi. \n  \nRELATORE: Antonio SARTORIS
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SUMMARY:#Metoo e non solo: i ruoli di genere nella società contemporanea
DESCRIPTION:Il movimento #metoo ha rimesso al centro dell’attenzione pubblica internazionale il tema dei rapporti fra uomini e donne. Quanto incidono ancora oggi le disparità di potere – economico\, politico\, sociale – sulla libertà delle donne? Bisogna interpretare le violenze di cui sono vittime come la reazione di uomini incapaci di accettare l’uguaglianza e la piena autonomia delle loro mogli e compagne? Sono domande che è necessario porsi per riflettere su alcune delle profonde contraddizioni che interessano le nostre società\, apparentemente fondate sull’eguale libertà di tutti e tutte\, ma in realtà ancora segnate da forme – antiche e moderne – di oppressione. Quello che Pierre Bourdieu definiva “dominio maschile” è duro a morire\, e\, in fondo\, non colpisce solo le donne: gli stessi uomini appaiono prigionieri della sub-cultura maschilista che li costringe a interpretare\, fin dalla giovane età\, ruoli di “forza” e “comando” predefiniti. Qualcosa sta certamente cambiando\, ma l’obiettivo di una società non più patriarcale è ancora lontano. Per raggiungerlo è fondamentale il contributo del femminismo\, inteso come variegato movimento organizzato e come ricca scuola di pensiero\, ma anche l’impegno degli uomini\, chiamati non a “proteggere” le “proprie” donne\, ma a mettere in discussione strutture\, linguaggi e comportamenti. \n  \nRELATORE: Jacopo ROSATELLI
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SUMMARY:L'ultimo randiere di Sant'Anna di Vinadio
DESCRIPTION:Lidio Giraudo (1931-2006) è stato l’ultimo randiere di Sant’Anna di Vinadio\, il santuario più alto d’Europa (2.025 metri s.l.m.)\, da lui custodito con cura per oltre cinquant’anni. Integro e generoso uomo di montagna\, per i molti pellegrini che hanno avuto la fortuna di conoscerlo era anche un credente esemplare\, un infaticabile lavoratore\, un padre e nonno affettuoso e premuroso. Nel presentare il libro dedicato a questa figura saggia e concreta\, l’autrice Antonella Saracco ripercorre le sue orme morali e umane insieme alla numerosa famiglia\, agli amici e ai pellegrini\, sullo sfondo del maestoso scenario alpino. Vicende\, riflessioni e ricordi tratti da memorie e testimonianze restituiscono il profilo di un uomo appassionato della vita\, capace di affrontare la realtà quotidiana e ogni evento – ora drammatico\, ora lieto e appagante – con fiducia e coraggio\, consapevole che il duro e intenso cammino dell’esistenza espone a rischi\, ma riserva anche allegria e sorpresa\, proprio come un esaltante percorso di montagna. La conferenza\, a cui parteciperanno anche alcuni dei suoi undici figli con nipoti e pronipoti\, nonché qualche speciale\, affezionato pellegrino e amico\, sarà corredata dalla proiezione di immagini che narrano di oggetti e attrezzi quotidiani\, animali amici\, incantevoli cime conquistate con fatica sotto ogni cielo\, lavoro e svago\, accoglienza e affetto. \n  \nRELATORI: Antonella SARACCO
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SUMMARY:Iran: splendore di ieri\, contraddizioni di oggi
DESCRIPTION:L’Iran\, l’antica Persia\, è stato la culla di uno dei più grandi e duraturi imperi della storia e conserva gelosamente le vestigia del passato\, degli imperi di Ciro il Grande\, di Dario e di Alessandro Magno\, che contrastano fortemente con la rivoluzione islamica e la fondazione della Repubblica Teocratica\, unico caso su tutta la Terra. Ciò significa che in Iran non si può essere atei ed è obbligatorio il velo\, anche per le turiste. Il Governo detta regole ferree\, limitando la libertà dei suoi cittadini\, soprattutto di sesso femminile; ma è difficile gestire i rapporti umani mentre la modernità bussa alla porta. Lentamente qualcosa sta cambiando e il futuro sarà denso di sorprese. \n  \nRELATORE: Domenico SANINO
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SUMMARY:La rivoluzione digitale nel patrimonio culturale : quando innovazione e cultura si incontrano.
DESCRIPTION:La rivoluzione digitale nel patrimonio culturale : quando innovazione e cultura si incontrano. Negli ultimi anni assistiamo a una rivoluzione digitale nell’ ambito della cultura: i musei virtuali si sviluppano\, gli strumenti di mediazione si rinnovano e l’intelligenza artificiale fa la sua entrata sul palco dell’arte. Secoli separano alcune delle opere d’arte dalle nostre nuove tecnologie\, ed è proprio da questo contrasto tra passato e futuro\, che nasce questa rivoluzione digitale. Le ragioni che hanno favorito l’incontro della cultura con l’innovazione sono numerose : riqualificazione\, preservazione\, democratizzazione e diffusione. Quattro ragioni sotto le quali una moltitudine di progetti\, startUp\, incubatori e innovazioni tecnologiche si sviluppano sempre di più. Durante la conferenza svilupperemo questi argomenti e concluderemo sullo studio di un caso della provincia di Cuneo : ANIMA. ANIMA è un progetto di valorizzazione del patrimonio culturale. Grazie alle sue animazioni diventa un attore principale della diffusione del patrimonio regionale. \n  \nRELATORE: Alice GALLOUIN
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SUMMARY:I cuneesi al cinema durante la I^ guerra mondiale
DESCRIPTION:Dal Ballo Excelsior a Resistere: Cuneo e Cuneesi al cinema durante la guerra. Cosa videro i Cuneesi mentre dall’altra parte dell’Italia i propri figli\, mariti\, fidanzati combattevano la prima guerra mondiale? Non è solo una curiosità\, ma può diventare un punto di osservazione della società cuneese di quegli anni. In quel momento la fruizione del cinema in sala era in forte espansione. Tutti gli stati coinvolti in guerra organizzarono propri uffici per utilizzare lo schermo quale strumento di comunicazione e di controllo delle informazioni. In Italia e a Cuneo in particolare i primi “cinegiornali” dai fronti di guerra arrivano dalla produzione francese. I filmati documentavano in realtà ben poca cosa delle operazioni belliche. Per lo più erano strumento volti a sostenere il “fronte interno” che nel giro di qualche mese comincia a non prestare molto ascolto ai comunicati ufficiali. L’arrivo in città di feriti\, le ristrettezze economiche\, gli stessi momenti di licenza aprono gli occhi sulle condizioni di vita al fronte. Ciò può provocare una crisi nel morale della popolazione. Ma non è solo il filmato ufficiale che può servire allo scopo di sostenere il fronte interno. Il cinegiornale rischia di incappare negli stessi problemi di retorica delle cerimonie e dei dispacci ufficiali. La gente in questi anni cerca distrazione e la trova nel cinema\, nelle “serie” vicine ai romanzi d’appendice\, nei “kolossal” (Cabiria prima di tutto)\, nelle immancabili comiche. Il percorso proposto segue cronologicamente i quattro anni di guerra facendo riferimento sempre a titoli che arrivarono nei due schermi cittadini Reale e Moderno attraverso i filmati originali (alcuni sono ancora reperibili) o alle trame. \n  \nRELATORE: Roberto DUTTO
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SUMMARY:Paura di volare
DESCRIPTION:Minosse fece costruire da Dedalo\, famoso inventore\, il labirinto\, ma per evitare che ne divulgasse il segreto lo fece rinchiudere insieme a suo figlio Icaro. Dedalo non si arrese e per fuggire costruì delle ali utilizzando delle penne di uccello per sé e suo figlio e le attaccò con della cera ai loro corpi. Malgrado gli avvertimenti del padre di non volare troppo alto né troppo basso per non bagnare le ali nel mare\, Icaro si fece prendere dall’ebbrezza del volo e nelle sue evoluzioni si avvicinò troppo al sole. Il calore fuse la cera\, le ali si staccarono e lui precipitò in mare dove morì. Questo è stato il primo incidente aeronautico della storia. Da quel momento le cose hanno cominciato a cambiare e volare è oggi un pochino più sicuro\, ma nonostante questo\, molte persone quando affrontano questa esperienza\, temono ancora … di avvicinarsi troppo al sole. Giancarlo Cagnoni ci illustrerà come da allora sia cambiato il volo e ci spiegherà perché oggi riusciamo a salire a quote\, molto più vicine al sole rispetto all’esperienza di Icaro\, senza timore che la cera si possa squagliare … \n  \nRELATORE: Giancarlo CAGNONI
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SUMMARY:La vita musicale a Cuneo nella Belle Epoque (1880-1910)
DESCRIPTION:È un luogo comune\, assodato e inamovibile: Cuneo città austera e severa\, possente e paziente\, dove non succede mai nulla… il grigio più opaco e deprimente\, insomma. Eppure\, anche Cuneo ha vissuto a fondo la sua Belle Époque\, ne ha assimilato i sapori\, ne ha gustato le sfumature\, ha ascoltato\, eseguito\, creato\, apprezzato e criticato la sua musica. Può valere quindi la pena di affacciarci su questo incredibile mondo di note\, di profumi e di personaggi per farlo rivivere\, per rivalutarlo\, per esserne in qualche modo coinvolti. E (perché no?) per partecipare direttamente a quella particolare atmosfera fin de siècle che si respirava in quegli anni in città: una vita vissuta in un tempo lontano\, ma già scandita dalle consuete stagioni\, all’ombra delle stesse montagne e lungo le medesime strade che ancora oggi noi percorriamo. Il tutto\, poi\, filtrato da quell’impalpabile atmosfera così piena di charme\, così sfacciatamente e deliziosamente rétro di una Belle Époque forse provinciale\, ma non per questo meno affascinante. \n  \nRELATORE: Francesco BIGOTTI
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SUMMARY:Einstein e la teoria della relatività
DESCRIPTION:La conferenza illustra la Teoria della Relatività di Albert Einstein\, la quale è la costruzione scientifica che insieme alla fisica relativistica\, ha profondamente influenzato la visione del mondo dell’uomo contemporaneo. Essa ha modificato radicalmente\, da una parte\, i concetti basilari dello spazio e del tempo\, dall’altra\, ha dimostrato l’essenziale identità dell’energia e della materia e la loro pervasività nella costituzione dell’Universo. La conferenza inizia con una breve descrizione dell’universo e con la crisi della fisica classica ottocentesca; poi si procede con paralleli e aneddoti fra la vita di Einstein\, inserita nella turbolenta storia del novecento a cavallo delle due guerre mondiali\, e la formazione delle teorie della relatività speciale e generale esponendole anche con l’ausilio di immagini a fumetti e storielle paradossali. Si conclude con un accenno alle onde gravitazionali che ultimamente hanno confermato le speculazioni del grande scienziato e pensatore e che stanno ulteriormente ampliando la nostra conoscenza dell’Universo. \n  \nRELATORE: Antonino LEONARDI
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SUMMARY:Storia degli ebrei di Cuneo da Belavigna a oggi
DESCRIPTION:La conversazione di Cerutti parte dall’anno 1406\, quando il Duca Amedeo VIII di Savoia autorizzò l’ebreo Belavigna a stabilirsi a Cuneo per esercitare l’attività di prestito di denaro su pegno. Ebbe così inizio la comunità ebraica della nostra città\, soggetta\, però\, a severe norme restrittive dei loro diritti. La situazione cambiò solamente nel 1848\, quando\, in applicazione dello Statuto del Regno di Sardegna\, anche agli Ebrei furono concessi i medesimi diritti civili e politici degli altri cittadini. La comunità ebraica subì una catastrofe dal 1938 con le leggi razziali di Mussolini e da ottobre 1943 fino alla Liberazione con la Repubblica Sociale fascista. Finalmente\, la Costituzione repubblicana del 1948 stabilì con l’articolo 3 che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge\, senza distinzione di (…) religione”. A partire dal Concilio Ecumenico del 1965\, anche la Chiesa cattolica ha riconosciuto “il grande patrimonio spirituale comune a cristiani ed ebrei”\, e papa Giovanni Paolo II li ha definiti “I nostri fratelli maggiori nella fede”.
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SUMMARY:Unione Europea: chi perde la memoria perde il futuro
DESCRIPTION:Memoria e ricordi non sono la stessa cosa: non solo perché i ricordi evaporano e la memoria resta\, ma anche perché i ricordi sono spesso fonte di nostalgia\, se non di malinconia\, mentre la memoria dura nel tempo\, può generare speranza e alimentare il futuro. Queste considerazioni valgono per le nostre storie di vita\, ma valgono anche per la nostra storia collettiva e\, in essa\, per la nostra Europa. Sarebbe un enorme spreco\, per un continente ricco di storia come il nostro\, sottovalutare il patrimonio prezioso di una memoria che tutti ci portiamo dentro\, anche quando non ne abbiamo coscienza. Noi tutti siamo il frutto di vicende plurisecolari sedimentate anche nella nostra storia personale\, che si tratti di evoluzioni economiche e sociali\, di creatività culturale e artistica o di vitalità delle religioni\, compreso in una società laica quando non agnostica. Qualcosa del genere accade anche per l’Unione Europea di oggi: una straordinaria avventura che ha preso avvio dalla memoria delle guerre che hanno segnato per secoli questo continente\, che porta dentro di sé valori e diritti cresciuti faticosamente nel tempo\, che ha visto fasi di sviluppo economico che nessuno avrebbe sognato in quel primo dopoguerra\, quando l’Europa era una terra di macerie\, ferita a morte da dittature spietate e dalla guerra\, frutto di nazionalismi esasperati e dissanguata dai campi di concentramento. La memoria di quei tempi bui contribuì a spingere i nostri Paesi verso un futuro di progressi sociali e di consolidamento delle rinate democrazie. Oggi quella memoria\, rischia di fare mancare ossigeno alle generazioni che verranno\, di far loro mancare il nutrimento indispensabile dell’esperienza\, feconda non solo di successi\, ma anche di tanti errori e di molte occasioni mancate. Per questo è importante la memoria e tornare a raccontare la storia di questa nostra Europa\, oggi in difficoltà a pesare nelle vicende di un mondo globalizzato\, dove nuove potenze emergenti o vecchie potenze arroganti cercano di imporre le loro priorità\, facendo correre pesanti rischi alla sopravvivenza del pianeta. E’ il caso\, tra gli altri\, della lotta al cambiamento climatico\, dello sfruttamento incontrollato delle risorse naturali\, dell’attacco ai diritti fondamentali e alla vita democratica e dell’aumento delle diseguaglianze con gravi rischi per la pace. Su questi fronti caldi l’Unione Europea continua a lottare\, con le armi del consenso che ottiene dai suoi cittadini\, e solo chi non ha memoria di cos’era l’Europa prima dell’UE non vede i progressi raggiunti……. \n  \nRELATORI: Franco CHITTOLINA
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SUMMARY:CIAD la festa del Gerewol (settembre 2018)
DESCRIPTION:Il Ciad è uno Stato africano tra Deserto del Sahara e la fascia di Savana del Sahel\, e confina con Libia\, Niger\, Nigeria\, Cameroon\, Repubblica Centro Africana e Sudan. Posizione che conferisce al paese spiccata rilevanza geopolitica\, che si evidenzia in tensioni integraliste islamiche\, in evidenti interessi\, economici e strategici\, di nuove nazioni extra-africane e da ultimo in flussi migratori interessanti la EU. La minoranza nomade\, che riguarda il Ciad così come il Niger\, si sposta senza curarsi dei formali confini statuali e ripercorre rotte che da millenni i (nomadi) Peul hanno percorso alla ricerca di pascoli per gli armenti\, unica ricchezza ed interesse della loro vita. Ovviamente tali spostamenti territoriali\, in virtù di continua transumanza\, creano attriti con la popolazione stanziale del Ciad\, con cui finiscono per essere in contrasto per l’utilizzo di acqua ed erba verde. L’avanzare del Deserto e il ridursi progressivo della Savana\, anche a causa dei cambiamenti climatici\, costituisce ulteriore motivo di preoccupazione\, non soltanto per chi ha a cuore il nostro Pianeta\, ma anche ed in modo particolare per le conseguenze su costumi di vita e sopravvivenza tout court di popolazioni e minoranze. Cultura che non conosce testi scritti e che tramanda il proprio passato e presente solamente per via orale\, quella dei Nomadi Wodabee vive anche e soprattutto lo scontrarsi tra tradizione (fortemente sentita e che lega i vari clan e di cui la festa del Gerewol fa parte) e i cambiamenti epocali indotti dal “nuovo” che avanza con la cultura occidentale. Un futuro pertanto incertissimo….con il Gerewol prossima festa folkloristica\, priva prospetticamente di reale partecipazione dei Wodabee? \n  \nRELATORE: Roberto PEANO
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SUMMARY:La bacchetta magica di Claudio Abbado un grande Direttore d'orchestra.
DESCRIPTION:La bacchetta magica di Claudio Abbado. Un grande Direttore d’orchestra in perfetto equilibrio tra emozione e rigore interpretativo. Incontrare l’arte direttoriale di Claudio Abbado significa entrare nel mondo dell’interpretazione della musica\, della ricerca delle intenzioni del compositore\, della creazione di un risultato mai uguale nel tempo e compiere così un viaggio nelle musiche più belle del repertorio del 1800 e del 1900. \n  \nRELATORE: Andrea BISSI
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SUMMARY:Il mal sottile\, dagli animali all'uomo\, dall'uomo agli animali
DESCRIPTION:La tubercolosi (TB) è una malattia infettiva causata da un batterio gram positivo\, il Mycobacterium tuberculosis. Se ne distinguono 5 varietà: umano\, bovino\, aviario\, murino\, degli animali a sangue freddo; di queste solo le prime 2 hanno importanza nella patologia umana. La tubercolosi è una patologia relativamente rara in Italia\, infatti l’incidenza nell’ultimo decennio si è mantenuta costantemente sotto i 10 casi/100.000 abitanti\, soglia considerata per definire un paese come a bassa endemia\, come anche in molti paesi dell’Europa occidentale. Il numero dei casi notificati in Italia ha mostrato nel tempo una lenta e progressiva diminuzione dell’incidenza\, passando da 9\,5 casi per 100.000 abitanti nel 1995 a 6\,5 casi per 100.000 nel 2017 (n. casi segnalati nel 2017: 3.944). Il quadro epidemiologico è però molto diverso nei paesi dell’Europa dell’Est e in Africa\, Asia\, America latina\, ove l’incidenza di tubercolosi continua in alcuni casi ad aumentare e si accompagna alla comparsa e alla diffusione di micobatteri multiresistenti ai farmaci. E’ quindi necessario mantenere alta l’attenzione a questo problema. La tubercolosi è una malattia molto seria ma può essere sconfitta con le cure appropriate e\, soprattutto\, con la diagnosi precoce delle persone malate\, cioè con TB attiva e quindi infettiva. Una diagnosi precoce consente di adottare gli opportuni interventi terapeutici e di ottenere la guarigione. La tubercolosi può essere portata da altri mammiferi; domestici selvatici ed esotici. Il latte non pastorizzato\, ad esempio\, è un alimento ad alto rischio nelle zone endemiche. In alcuni luoghi le norme mirate a prevenire il diffondersi della TBC limitano il possesso di animali; per esempio\, lo stato della California proibisce il possesso dei gerbilli. La TBC nel bestiame è causata dal Mycobacterium bovis. In Nuova Zelanda è stato scoperto che l’infezione del bestiame è più probabile nelle aree in cui le specie vettore come l’opossum volpino australiano entrano in contatto con il bestiame ai confini delle fattorie. Controllare i vettori attraverso l’eradicamento dell’opossum è l’approccio per eliminare la malattia dalla Nuova Zelanda. In Italia il cinghiale è considerato un reservoir dell’infezione tubercolare. In Irlanda e nel Regno Unito\, una specie vettore per la diffusione della tubercolosi è stata identificata nel tasso. Il governo inglese tuttavia ha deliberato contro una proposta per l’abbattimento dei tassi. \n  \nRELATORE: Bartolo BIOLATTI
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SUMMARY:"Patetica"il testamento artistico di P.J. Tchaikovsky
DESCRIPTION:L’ultima sinfonia e certamente\, il miglior frutto sinfonico di Tchajkowsky. E’ il suo testamento spirituale ed è una sconsolata confessione di pessimismo\, di sfiducia nella nella. Venne eseguita per la prima volta nove giorni prima della sua morte\, il 16 ottobre 1893\, a San Pietroburgo. Questa sinfonia è quella\, fra le sei\, che rende perfettamente il carattere romanticamente appassionato dell’autore. Lo stesso Tchajkowsky aveva scritto al nipote Bob\, cui aveva deciso di dedicare la sua sinfonia di addio: “Questa la considero la più bella di tutte mie opere. La amo come non ho mai amato nessuna delle mie creazioni musicali”. Il Concerto per pianoforte e orchestra n.1 è uno dei concerti pianistici più eseguiti in tutto il mondo. Composto nel 1875 consta di tre movimenti. Ascolteremo il primo di essi: “Allegro non troppo e molto maestoso\, Allegro con spirito” \n  \nRELATORE: Paolo MONNETTI
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SUMMARY:Un ver amis (commedia in piemontese di Luigi Oddoero)
DESCRIPTION:E’ la classica commedia degli equivoci basata su un espediente collaudato: il travestimento: In casa di Giulio si rifugiano due giovani Tonino e Anna\, due giovani innamorati ostacolati dai propri genitori. L’arrivo della madre di lui e della madre di lei creano non poche difficoltà al povero Giulio\, all’ingenua camariera e al buon giardiniere. Ma il momento più culminante avviene all’arrivo della nonna e dello zio di Tonino. E’ un modo di fare teatro basato sull’immediatezza delle situazioni e sulla freschezza del linguaggio. Buon ritmo\, battute felici e dialoghi brillanti all’insegna del puro divertimento. \n  \nRELATORE: J sensa libret compagnia teatrale di Boves
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