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SUMMARY:La consegna dei diplomi sottolineata dal coro Unitre
DESCRIPTION:La consegna dei diplomi sarà allietata dal Coro Unitre diretto dal Maestro Michelangelo Cometto. \nSaranno consegnati i diplomi di frequenza agli Associati iscritti da quattro\, otto e sedici anni. \nIl coro eseguirà dieci brani imparati durante l’anno accademico 2023/2024. \n  \n  \n 
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SUMMARY:I cuneesi in Seminario....\, senza farsi prete
DESCRIPTION:Nel Novecento i seminari vescovili della Granda e di tutta Italia\, oltre a preparare i futuri sacerdoti\, svolsero anche una funzione di promozione culturale e sociale dei figli delle classi più disagiate della popolazione\, in particolare quelle di campagna. Per i figli delle quali era proibitivo se non impossibile proseguire gli studi dopo le elementari\, per via della lontananza dalle città e del costo dei collegi. Così i parroci proponevano alle famiglie dei ragazzi che si stavano distinguendo nella scuola del paese di far loro proseguire gli studi in seminario già dalla quinta elementare. Un iter tutto al maschile\, perché i seminari escludevano le ragazze\, alle quali era ed è tuttora precluso il ministero sacerdotale. Ma solo una parte di seminaristi giunse all’ordinazione sacerdotale\, gli altri abbandonarono i seminari dopo le medie\, dopo il ginnasio o addirittura dopo l’esame di maturità\, proseguendo gli studi nelle scuole pubbliche e diventando in molti casi esponenti della classe dirigente fino ai giorni nostri. Ora i seminari sono stati chiusi per mancanza di vocazioni\, in provincia esiste solo più quello interdiocesano di Fossano con pochi allievi che studiano teologia. Nel frattempo i seminari della Granda avevano sfornato fior di sacerdoti e prelati\, come il vescovo emerito di Saluzzo monsignor Giuseppe Guerrini\, il Nunzio del Vaticano Monsignor Celestino Migliore e il compianto Aldo Giordano. In passato si era preparato al sacerdozio nel seminario di Fossano il futuro cardinale di Torino Michele Pellegrino\, autore della pastorale «Camminare insieme». Ma sono ancora più numerosi i giovani che\, dopo una formazione più o meno lunga in seminario\, si sono affermati nelle gerarchie della società civile e politica\, nelle professioni come insegnanti\, imprenditori\, artigiani\, commercianti. Senza l’aiuto del seminario\, forse non avrebbero nemmeno intrapreso gli studi. Un «ascensore sociale»\, il seminario\, in sintonia con la tendenza «maschilista» della società italiana del tempo\, nella quale si cercava di avviare agli studi e alle professioni i figli maschi\, mentre le ragazze\, salvo lodevoli eccezioni\, le famiglie cercavano di accasarle al meglio o al massimo farle studiare da maestre o da segretarie. \n  \nPiero DADONE
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SUMMARY:"Addio giovinezza" la sartina più celebre del '900
DESCRIPTION:  \n\nLa sartina è una figura mitica dell’immaginario torinese della Fine dell’ Ottocento e del primo Novecento. Nata dal fatto che Torino fu a lungo la capitale della moda italiana\, con una ricca rete di sartorie artigianali\, era in genere una donna giovane che imparava dalle sue clienti il gusto per la bellezza e l’eleganza ma era anche sottoposta a orari e discipline spesso inumane. Fra la realtà dura e l’immagine letteraria e cinematografica della figura\, percorreremo un viaggio in cui ci terranno compagnia\, fra gli altri\,  Nino Oxilia\, Teresa Noce e Cesare Pavese.\n\n\nDaniela BERNAGOZZI
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SUMMARY:Chiese vuote e opere in viaggio: riflessi dell'epoca napoleonica
DESCRIPTION:Sebbene studiata spesso in maniera distaccata sui libri di storia\, l’epoca napoleonica ebbe un forte e concreto impatto sul territorio cuneese. La scomparsa della cinta muraria\, il nuovo assetto urbano della città\, la soppressione degli ordini religiosi e l’incameramento dei beni portarono ad una vera e propria rivoluzione i cui esiti sono sotto i nostri occhi ogni  giorno\, anche se non sempre in maniera così evidente.  \n  \nLaura MARINO
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SUMMARY:Oltre l'impressionismo. I quattro padri del '900: Seurat\, Gaugin\, Van Gogh\, Cesanne
DESCRIPTION:L’incontro  intende prendere in considerazione un particolare periodo della storia\ndell’arte francese ed europea\, cioè quello della reazione all’arte impressionista avvenuta alla fine del XIX\nsecolo. Il contributo storico degli artisti impressionisti si ritrova nella loro ricerca di un nuovo modo di porsi\ndi fronte alla natura\, fondato sui concetti di ‘imprecisione’ e di ‘sguardo innocente’: Manet\, Monet\,\nPissarro\, Sisley\, Degas e Renoir sono i sostenitori\, ciascuno a suo modo\, di un’idea di arte come rifiuto di\ntutto ciò che è inamovibile\, fisso e costituito in una forma ben definita. Tutto si confonde nelle pennellate\n‘liquide’ degli impressionisti. Le loro tele accolgono il frutto delle loro visioni spontanee\, restituite con\ntocchi di colore vibranti di istintività. Ecco però sopraggiungere una nuova generazione di pittori che si\naffaccia sulla scena artistica europea e che intende dar seguito alle novità stilistiche introdotte dagli\nimpressionisti. Seurat\, Van Gogh\, Gauguin e Cézanne approfondiranno e arricchiranno i presupposti della\npennellata impressionista\, confrontandosi con il rigore delle forme rappresentate e insieme puntando alla\nloro disgregazione nell’indistinto\, ma nello stesso tempo coinvolgendo sempre di più l’osservatore in\ndimensioni visionarie del reale\, intrise di sogno\, fantasia\, poesia e immaginazione. \nEnrico Perotto
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SUMMARY:"Il coraggio di innovare e la capacità di investire" le sfide dell'economia cuneese
DESCRIPTION:È un momento difficile ma il territorio cuneese ha dimostrato di saper\nsuperare periodi molto complicati e dobbiamo essere ottimisti e fare nostre\nle considerazioni Noam Chomsky: “l’ottimismo è una strategia per\ncostruire un futuro migliore”.\nAlcuni dati confermano la forza del Cuneese nello scenario socio-\neconomico piemontese e nazionale. Cuneo ha Il più basso tasso di\ndisoccupazione del Piemonte\, praticamente alla soglia considerata\nfisiologica: 3\,7% contro il 6\,6% regionale e l’8\,2% nazionale\, e il più alto\ntasso di occupazione che ha raggiunto il 70\,3% rispetto al 66\,3% della\nregione e il 60\,1% nazionale. Cioè dieci punti sopra la media italiana.\nQuesti due indicatori danno un’idea più immediata rispetto a tante\npercentuali di quanto sia solido nella Granda il mercato del lavoro.\nNella dinamica del valore aggiunto dal duemila a oggi Cuneo mette a\nsegno la performance più vivace rispetto al Piemonte e all’Italia\, e nel\n2022 per la seconda volta ha registrato il reddito pro capite più alto di tutta\nla regione con 33.238 euro rispetto a una media regionale di 30.896 euro\n(quella nazionale si ferma poco sopra i 29mila euro). Il Cuneese produce il\n15 per cento della ricchezza del Piemonte e più dell’1 per cento di quella\nnazionale. E’ salito al ventesimo posto nella classifica delle province\nitaliane più ricche elaborata da Unioncamere con l’Istituto Tagliacarne\,\ncon un Pil del 6\,9% rispetto al 6\,6% della regione e del 6\,8% dell’Italia. E\nancora: l’export ha sfiorato i dieci miliardi con una crescita del 7\,1%\nrispetto a dodici mesi prima. Questo dato conferma che quasi il 17% delle\nvendite all’estero made in Piemonte sono partite da aziende della\nGranda\, nel 60% dei casi con destinazione i Paesi dell’Unione Europea\,\ncon Francia e Germania come primi mercati.\nIn questo contesto la Provincia di Cuneo ha dato a origine al c.d. “Modello\nCuneo” con il famoso acronimo: “imprese di cristallo”: imprese\nestremamente preziose ma anche estremamente fragili nel senso che hanno \nbisogno di un sostegno costante e di un supporto adeguato da parte delle\nIstituzioni.\nIn questo modello un ruolo importante sarà giocato dall’Università sulla\nbase di tre pilastri fondamentali: formazione\, ricerca\, terza missione.\nL’acronimo di riferimento è: A.R.R.T.E. : Apertura\, Rigore\, Rilevanza\,\nTrasferimento\, Etica.\nIl sistema socio-economico cuneese è un sistema complesso in fase di\nsviluppo.\nSe si sapranno svilupparne i punti di forza\, valorizzarne le eccellenze\,\nprovvedere alle criticità riscontrate potrà crescere ancora ma questo sarà\npossibile solo attraverso un’attenta progettazione che valorizzi le\nspecificità locali\, territoriali e produttive e sia\, soprattutto\, condiviso. \nLa sfida è avvincente e da adito alla speranza ma dobbiamo giocarla da\nprotagonisti e non limitarci a subirla \nGiuseppe TARDIVO
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SUMMARY:Il ritratto e la fotografia. Breve storia del genere fotografico ed esperienze personali
DESCRIPTION:Una breve storia sulla fotografia di ritratto.\nDai fotografi pittorialisti alla fine del XIX secolo  il viaggio continuerà attraverso il 900 con l’ analisi dell’ opera dei maestri Irving Penn\, Robert Mapplethorpe\, Cecil Beaton\, Edward Steichen\, Martin Schoeller e altri grandi nomi.\nPer capire e leggere visivamente il rapporto della fotografia con i corpi e i volti.\nUn genere fotografico spesso intimo e magnetico\, compenetrato da altre suggestioni visuali come il cinema e la pittura. \n\nMattia Gerion\n\n\n\n  \n  \n 
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SUMMARY:"Into the Art" disegnare è uno spazio di desiderio
DESCRIPTION:Plutarco diceva che educare significa accendere fuochi. Non riempire un vaso\, ma accendere un fuoco. \nIl fuoco è stato per l’essere umano il primo grande strumento per riconfigurare il paesaggio e il cosmo e per comprendere che la vita non è mai separata dalla materia. Il fuoco\, la luce\, può letteralmente investire la materia. \nL’obbiettivo di Marco Dogliotti\, Guida Parco e naturalista e Désirée Burlando\, artista\, è proprio questo: dare spazio ai desideri\, desiderare da de-siderale ovvero  essersi allontanati dalle stelle e voler far ritorno. Voler far ritorno\, forse\, a quell’unità con il tutto che ci circonda e anche oltre\, con il cosmo. Come scriveva l’astronomo e divulgatore scientifico Carl Sagan\, siamo fatti della stessa materia delle stelle. \nArte e Scienza si uniscono perché non si dà natura se non come artefatto\, come ciò che è da sempre in mutamento e in trasformazione e non si dà arte se non come qualcosa che opera a partire dalla natura\, da ciò che ci circonda. Per troppo tempo\, noi esseri umani\, ci siamo distaccati dalla “Natura” pensando di poter vivere felici in queste strane creazioni minerali che chiamiamo “città”. La verità è che proviamo gioia solo nei boschi\, che gli alberi ci possono guarire\, così ci dice la scienza. Va ripensato tutto il nostro rapporto con ciò che è “foresto”\, con ciò che abbiamo bandito dalle nostre vite umane: altri animali e piante. Per fare ciò occorre fare spazio nel cuore e nella mente e l’arte diventa il mezzo più affine per questa ricerca. \n“Into the Art” fa il verso al celebre film “Into the wild”\, con la differenza che questo “ritorno al selvatico\, alla natura” vuole essere scevro di nostalgie bucoliche per diventare “Art” un nuovo modo di convivere\, trasformare e trasformarci con la nostra Terra. La scienza ci fa da guida e fa apparire mondi che sono\, spesso\, per noi\, invisibili e l’arte ripensa la natura e crea nuovi rapporti e nuove collaborazioni”. \n“Ci addentriamo nel bosco per conoscere e per disegnare. Non disegniamo quello che già sappiamo\, che possediamo nella conoscenza. Disegnare è uno spazio di desiderio\, un vuoto\, in cui si fa qualcosa. L’arte riempie\, materialmente\, degli spazi vuoti\, ma la fragilità dei loro contorni fa venire le vertigini. Le micro-porzioni di nulla coperto spalancano vuoti ulteriori\, aprono spazi nuovi”. \nLa materia diventa fondamentale per questo processo alchemico\, per questo Désirée Burlando prepara personalmente i colori e i pigmenti che verranno utilizzati dai partecipanti alle escursioni naturalistiche/artistiche. I pigmenti sono spesso di origine vegetale\, vengono ricavati dalle foglie\, dalle cortecce\, dalle radici e dai frutti delle piante. Il risultato è sorprendente per la varietà e la ricchezza di sfumature e di colori sempre diversi. “Attraverso le piante cerchiamo la luce solare che noi non riusciamo a catturare come fanno loro attraverso la fotosintesi. La nostra diventa una ricerca di luce. Questa luce è extraterrestre. Tutti noi siamo a metà terrestri e alieni”. \nDesirée Burlando \nMarco Dogliotti \n 
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SUMMARY:Alla scoperta della Biennale di Venezia 2024
DESCRIPTION:La Biennale di Venezia è l’evento più importante nel mondo dell’arte contemporanea\, luogo di confronto del fare artistico a cui tantissime nazioni aderiscono e quest’anno saranno oltre ottanta i paesi partecipanti. Si tratta di un evento che è diventato un modello copiato in tante altre forme in tutto il mondo. \nL’incontro si svilupperà nel racconto della sua storia con un focus sull’edizione che si aprirà il prossimo 20 aprile. \nDomenico Olivero
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SUMMARY:Piante e archetipi planetari
DESCRIPTION:Esiste un’ analogia energetica e funzionale tra pianta e pianeta\, si tratta di archetipi che sono\nstati indagati nei secoli e che sono stati codificati da una folta schiera di studiosi\, medici\,\nbotanici.\nLa Dottrina delle Segnature individua l’intero universo come un sistema di somiglianze.\nFin dall’antichità ad ogni pianta sono stati assegnati uno o piu’ pianeti guida da cui traggono\nalcune caratteristiche\, in Spagiria vegetale si chiama “signatura rerum” il tipo di forze cosmiche\nche determinano le forme della pianta. Rispettivamente anche le parti del corpo sono tutte\ngovernate da una propria energia planetaria.\nDi conseguenza\, parti del corpo o funzioni correlate ad un pianeta interagiscono maggiormente\ncon le piante che appartengono allo stesso tipo di energia.\nCi sono piante che esprimono principalmente e inequivocabilmente le principali caratteristiche di\nun solo pianeta e altre che sono l’espressione più o meno chiara di due o tre. Identificare per\nogni specie gli archetipi di riferimento\, cioè se una pianta è governata per esempio da Sole o da\nSaturno\, apre il campo ad un atteggiamento che porta a cogliere il messaggio dell’anima della\npianta\, a sintonizzarsi con la sua essenza e imparare a leggere il suo significato attraverso il\nlinguaggio della forma e delle caratteristiche. \nStefania Dell’Anese
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SUMMARY:Il ritorno naturale del lupo nelle nostre valli
DESCRIPTION:Faremo insieme un percorso che parte dall’origine della specie fino ai primi contatti con Homo sapiens che hanno poi portato alla domesticazione di alcuni esemplari i quali\, hanno dato luogo poi\, alla nascita di tutte le razze canine selezionate in seguito dall’uomo in decine di migliaia di anni. Sarà una dettagliata analisi delle caratteristiche del lupo per imparare a riconoscerlo e del suo comportamento in natura seguendone le tracce nell’espansione che la specie ha avuto in Italia in questi ultimi 30 anni. \nEntreremo a far parte di un branco di lupi per comprendere le regole che lo caratterizzano in merito alla territorialità\, status gerarchico dei componenti\, fruizione del territorio e dinamiche di caccia.\nL’incontro si concluderà con una parte dedicata alle criticità riferite al ritorno del predatore nelle nostre zone ed alle buone pratiche per una convivenza possibile a 100 anni dalla sua estinzione qui in Provincia di Cuneo.\nMauro Fissore
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SUMMARY:Le danze tradizionali delle valli occitane della provincia di Cuneo
DESCRIPTION:Le valli alpine occitane della provincia di Cuneo hanno conservato un notevole\npatrimonio di danze tradizionali. Si tratta di danze a figure\, precedenti alle danze di coppia\n(Polca\, Valzer\, ecc.)\, per la cui esecuzione\, spesso\, sono necessarie più coppie.\nI danzatori sanno quale figura devono eseguire seguendo la melodia. Vi partecipano\,\nsenza distinzione\, persone di tutte le età e di tutte le condizioni sociali.\nLa valle in cui sono più vive è la Val Vermenagna\, che però ne conserva soltanto due: la\nCourenta e il Balet. Il loro passo è molto difficile.\nLa Val Varaita è quella che ne conserva in numero maggiore\, ben due dozzine. Sono\npresenti Courente\, Gigue\, Bourée\, Tresse\, Mesquie\, Tole\, Cadrìe\, Balet\, Countrodanso\,\nGamaoucho\, Troumpezo\, Calisoun\, Rigoudin\, Tour\, oltre al Moulinet (danza maschile) e al\nRigoulet (danza rituale pre-matrimoniale). Il passo è abbastanza facile.\nLa Val Po conta una decina scarsa di danze: Giga\, Bouréa\, Balet\, Courente\, Tola\,\nSpouzina\, Tersa\, Ingleza. Le prime tre sono ancora spontaneamente in uso in una borgata\ndi Sanfront. Il passo è originale.\nIn Val Grana e in Val Maira sono state reperite con ricerche approfondite alcune\nCourente. La danza propiziatoria del Carlevar e degli Arlequin del Villar di Acceglio è\nparticolarmente interessante.\nLo strumento musicale principale della tradizione era il violino\, che è ancora presente in\nVal Varaita. La ghironda era presente in Val Maira e in alta Valle Stura. L’armonica a\nbocca fa capolino ovunque. Lo scacciapensieri è sostanzialmente scomparso\, ma l’unica\nregistrazione di un suonatore popolare tradizionale dell’alta Italia proviene dalla Val\nVaraita.\nVerso la fine dell’Ottocento è arrivata la fisarmonica\, dapprima diatonica\, poi\nsemitonata\, infine cromatica a bottoni o con tastiera a piano. In Val Vermenagna\, dopo\nl’abbandono della semitonata\, si è imposta la cromatica a bottoni accompagnata dal\nclarinetto. In Val Varaita\, dopo l’abbandono della semitonata\, predomina la cromatica con\ntastiera a piano. In entrambe le Valli la diatonica è risorta.\nLa voce umana era d’obbligo per il Rigoulet di Casteldelfino e poteva essere usata\nanche per altre danze. Compare ancora sporadicamente in Val Varaita.\nLa diffusione di alcune di queste danze al di fuori delle comunità che le hanno\nconservate\, unitamente a danze di altra origine (dell’Occitania in Francia\, basche\, di nuova\ncreazione)\, tutte accomunate dalla denominazione impropria di “danze occitane”\, è un\nfenomeno recente con interessanti risvolti economici\, psicologici e sociali\, del tutto diverso\ndalla vita spontanea e autonoma delle danze tradizionali nelle Valli Occitane. \nGianpiero Boschero
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SUMMARY:Un progetto con al centro il libro. Storia di Liber e del Museo Civico della Stampa di Mondovì
DESCRIPTION:Collocato nelle suggestive sale al piano terreno e\, in parte\, al primo piano del Complesso di Liber\n– Polo Culturale delle Orfane-\, il Museo Civico della Stampa di Mondovì permette al pubblico di\nripercorrere la storia del libro e della stampa\, due elementi fortemente identitari per la città di\nMondovì dove\, nel 1472\, venne realizzato il primo libro\, con data impressa\, stampato in Piemonte\ncon la tecnica dei caratteri mobili. Il nuovo allestimento\, completamente rinnovato e inaugurato\nnel 2022\, unisce tradizione e innovazione: installazioni multimediali\, videoproiezioni\, animazioni\,\ninterviste e ricostruzioni 3D dialogano con la collezione civica di macchine da stampa\, una tra le\npiù ricche d’Italia\, in un percorso immersivo e dinamico\, non solo da visitare\, ma da vivere e\nscoprire. In un viaggio nel tempo\, il Museo espone le macchine che hanno fatto la storia della\nstampa: dalle più rudimentali\, con approfondimenti sulle grandi figure (da Gutenberg a Bodoni\npassando per Garamond) alle più recenti\, dal torchio alla linotype\, dal ciclostile alla pressa.\nCompletano l’allestimento la riproduzione della tipografia della famiglia Belloni di Nizza\nMonferrato e i due laboratori di tipografia e di grafica\, utilizzati durante tutto l’anno per ospitare\nworkshop e attività per scuole\, famiglie e appassionati. L’incontro “Un progetto con al centro il\nlibro. Storia di Liber e del Museo Civico della Stampa di Mondovì” parte quindi da lontano\,\nraccontando gli albori dell’arte della stampa nella terra monregalese\, e ripercorre la storia del\nrecupero del Polo delle Orfane\, il primo biennio di vita del Museo della Stampa e le progettualità\nper il futuro dal punto di vista del gestore in concessione\, Noau | officina culturale. \nAlessia Pelissero
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SUMMARY:Allevamenti animali\, carne e carne coltivata: impatto sull'ambiente e sulla salute dell'uomo
DESCRIPTION:La popolazione mondiale ha quasi raggiunto gli 8 miliardi e si prevede che nel 2050 saremo 10 miliardi. Occorrerà sfamare un quarto in più della popolazione attuale. La FAO prevede che la richiesta di carne raddoppierà e che aumenteranno gli allevamenti intensivi a livello globale\, maggiormente nei paesi in via di sviluppo. Contemporaneamente ci sono forti opposizioni agli allevamenti intensivi in particolare di bovini ritenuti responsabili della produzione di gas serra e di inquinamento dei suoli e dell’aria. La transizione ecologica (Green Deal in inglese) decisa dalla Commissione Europea per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite per il 2030 prevede la riduzione dell’impatto delle attività antropiche sull’ambiente\, al contempo di raggiungere standard comuni e più elevati per alimenti più sani e sostenibili\, nonché di perseguire una maggior sicurezza alimentare e un reddito equo per gli agricoltori. Tuttavia\, l’impatto ambientale degli allevamenti intensivi e la scarsa tutela del benessere degli animali coinvolti all’interno della filiera alimentare paiono essere ancora un ostacolo al raggiungimento di tali obiettivi. Per alleggerire\, almeno in parte\, questa difficile situazione\, investimenti importanti sono destinati in tutto il mondo alla ricerca di alimenti alternativi in grado di compensare o integrare la richiesta di proteine senza dover ricorrere ad ulteriori espansioni degli allevamenti intensivi. Fra le tante proposte vi è quella della carne coltivata che suscita forti discussioni e contrapposizioni\, mentre lo stato della ricerca sembra non essere ancora in grado di fornire un quadro completo ed esaustivo sulla sicurezza di questo nuovo alimento e sull’eventuale impatto ambientale determinato dai processi produttivi. \nBartolomeo Biolatti
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SUMMARY:Le orchidee selvatiche della Provincia Granda
DESCRIPTION:Orchidee spontanee: un’eccellenza della ricca\nbiodiversità del nostro territorio.\nPiccoli capolavori della natura\, invisibili al visitatore distratto\ndegli spazi aperti incontaminati\, le orchidee spontanee\, con ben 79\nspecie\, alle quali si aggiungono numerose sottospecie e varietà\,\nsono distribuite sul territorio della nostra provincia dalla pianura\nalle estreme praterie alpine.\nLe orchidee costituiscono un piccolo tassello della grande\nbiodiversità che ci sta attorno. Per la loro complessa e delicata\nbiologia esse possono essere assunte come parametro della stato di\nsalute dell’intero mondo naturale. \n  \nRenato Lombardo \n  \n 
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SUMMARY:L'avventurosa vita di Filippo Mazzei medico e saggista fiorentino del 700
DESCRIPTION: Il fiorentino Filippo Mazzei fu confidente ed amico di Jefferson (oltre che dei primi altri quattro presidenti degli Stati Uniti)\, partecipando alla stesura della Dichiarazione d’Indipendenza americana; fu anche intimo amico del sovrano di Polonia Stanislao Augusto\, dal quale fu inviato come emissario e spia in Francia nel 1789\, vivendo da vicino i giorni della Rivoluzione; nel 1791 partecipò\, tra l’altro insieme ad altri nativi della Toscana e di altre zone del Belpaese\, alla stesura delle Costituzione polacca… \n\nRoberto MARTELLI
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SUMMARY:Storia delle Olimpiadi. Il '900 alle porte: Parigi e la Belle Epoque
DESCRIPTION:Ogni quattro anni si ripete il rito delle Olimpiadi estive\, avvenimento che accoglie il meglio delle espressioni umane e sportive di tutte le nazioni del mondo. \nDurante il nostro incontro andremo a scoprire personaggi\, contesto storico ed eventi che hanno caratterizzato i primi giochi olimpici dell’era moderna con uno sguardo rivolto a tradizioni e leggende più attuali al fine di meglio comprendere il più grande evento sportivo della storia dell’umanità. \nEmanuele Barale
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SUMMARY:Ragionare come la farfalla: alla scoperta del cambiamento con le professioniste della metamorfosi
DESCRIPTION:I lepidotteri sono probabilmente l’esempio più conosciuto di “cambiamento” del mondo animale: con la loro metamorfosi radicale da bruco a farfalla rappresentano\, anche simbolicamente\, la rinascita e la trasformazione. E questo è solo l’inizio: come si adattano all’ambiente nelle varie fasi del ciclo vitale? Come hanno superato cambiamenti in passato e come potranno reagire ai cambiamenti in futuro? Non basterebbe una vita intera per raccontare l’evoluzione e gli adattamenti della miriade di forme e di colori che caratterizzano questo tanto amato gruppo di insetti\, ma penso che ognuno di noi\, vedendo un bruco un po’ goffo intento a mangiare una foglia o un adulto che vola in modo sinuoso\, si possa rendere conto di questa ricchezza!\nLa conferenza non sarà quindi una trattazione scientifica esaustiva dell’argomento\, quanto più un piccolo assaggio dell’immenso e affascinante mondo delle farfalle\, con l’intento di accendere una scintilla di curiosità. Un cenno all’importanza della conservazione di questi invertebrati è d’obbligo: le farfalle svolgono un ruolo chiave nell’ecosistema\,\ncontribuendo all’impollinazione e alla prosperità della biodiversità vegetale. Ma\, a differenza di altri insetti\, sono solitamente più apprezzate: proprio grazie all’opinione positiva che riscontrano nel grande pubblico\, si sono potuti avviare progetti di monitoraggio e tutela\, con effetti positivi anche per insetti meno conosciuti. Il coinvolgimento dei cittadini è essenziale in questo senso: attraverso la divulgazione\, la conoscenza e la sensibilizzazione si possono realizzare\ngrandi imprese! \nBeatrice Gammino \n 
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SUMMARY:Omaggio alle donne
DESCRIPTION:Brani letti da Victoria Vasquez\,  lezione di flauto di Cecilia Molinero. \nCecilia Molinero \nVictoria Vasquez \n  \n 
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SUMMARY:Stare al mondo per scelta o per destino -film-
DESCRIPTION:Il film “Stare al mondo”\, fa parte della trilogia “nascere\, vivere e morire.”\nE’ il ritratto di sette donne che compongono\, con la loro voce\, una parte della storia italiana in un\nperiodo storico\, quello della seconda metà del Novecento\, molto ricco di cambiamenti.\nEsistenze normali\, ma al tempo stesso speciali così ricche di episodi\, di lotte\, di amori.\nUn affresco corale che mostra legami\, culture contrapposte tra di loro capaci tuttavia di dare\nrilievo alle diverse personalità. Le loro storie raccontano anche la storia della\nmodernizzazione del nostro paese. Infatti\, ognuna di loro\, in modi diversi\, è stata\nprotagonista del cambiamento. Tutte parlano delle battaglie private e pubbliche\,\ndelle scelte personali\, delle sconfitte e delle attese. Credo che ogni percorso biografico debba essere\nascoltato come la costruzione narrativa di un modo specifico\, in questo caso\, di essere donna\,\ne letto nel relativo contesto sociale. Sono anche convinto che la biografia sia un\nmezzo fondamentale per stimolare nuove riflessioni\, pensieri\, valori utili a una lettura della\nrealtà che va oltre il l’ aspetto memorialistico. Gli incontri con loro sono stati a viso a viso e la\nnarrazione ci restituisce la personalità individuale\, fissa i tratti esistenziali\, professionali\,\ncaratteriali che\, calati nel racconto di tutta una vita\, ci conduce per mano nel progetto\nesistenziale di stare al mondo\, per scelta o per destino. \nRemo Schellino \n  \n  \n  \n 
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SUMMARY:Fauna dell'ambiente ipogeo del Piemonte
DESCRIPTION:A partire dall’inizio dell’800\, con la scoperta e descrizione del primo insetto “ipogeo” nella Grotta di\nPostumia (Slovenia)\, denominato Leptodirus hochenwartii Schmidt\, 1832\, è iniziato il corso di una serie\ndi studi che vengono riassunti concisamente con il nome di “Biospeleologia”.\nNelle Alpi occidentali\, l’entomologo piemontese Vittore Ghiliani (1812-1878)\, fu il primo a raccogliere\ne studiare insetti con adattamenti alla vita sotterranea: Sphodropsis ghilianii (Schaum\, 1858) e\nDoderotrechus ghilianii (Fairmaire\, 1859) vennero da lui scoperti e sono citati nei testi dei secoli scorsi\ncome insetti “cavernicoli” o “troglobi”.\nLe ricerche di Agostino Dodero (1864-1937)\, Eugenio Sella (1820-1882) e Raffaello Gestro (1845-\n1936)\, hanno portato alla scoperta e descrizione di alcune specie di coleotteri con spiccati adattamenti alla\nvita ipogea\, quali Duvalius carantii (Gestro\, 1874)\, Duvalius gentilei\, Duvalius spagnoli e Duvalius\nvaccae (Gestro\, 1885) e Agostinia launi (Gestro\, 1892) nelle valli delle Alpi Liguri.\nNel corso del secolo scorso sono state effettuate numerose ricerche sulla fauna “cavernicola” e\nteorizzate “categorie ecologiche biospeleologiche” in base alle quali la fauna sotterranea viene\ncaratterizzata attraverso i termini “troglobio”\, “troglofilo” e “troglosseno”.\nGli organismi adattati alla vita in ambiente sotterraneo presentano allungamento delle appendici\,\nassenza di occhi\, depigmentazione che sono una conseguenza evolutiva dei lunghi periodi di permanenza\nin assenza della luce del sole\, con temperature relativamente basse e umidità relativa molto elevata.\nL’ambiente sotterraneo è esteso non solo alle cavità visitabili dall’uomo (ambiente “ipogeo”\npropriamente detto) ma anche al reticolo profondo di fratture della roccia madre e alle parti adiacenti che\nvengono definite “Ambiente Sotterraneo Superficiale”.\nLe ricerche svolte nell’ultimo trentennio negli ambienti ipogei e sotterranei del Piemonte hanno portato\nad aumentare notevolmente la conoscenza della particolare fauna che li caratterizza\, con un ampliamento\ndelle aree di distribuzione delle specie conosciute e la scoperta e descrizione di specie nuove per la\nscienza. \nEnrico Lana
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SUMMARY:Vietnam tra tradizione e modernità
DESCRIPTION:Un paese che sta vivendo una grande trasformazione  all’insegna di un capitalismo esasperato che porta a sacrificare molti aspetti di una natura che faticosamente si era ripresa dai disastri causati dalle guerre d’Indocina. Per fortuna la popolazione ha saputo ancora conservare usanze e costumi del passato che\, faticosamente\, sopravvivono alla modernità. \nDomenico SANINO
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SUMMARY:Intelligenza Artificiale: binomio uomo-tecnologia sostenibile?
DESCRIPTION:“Perché tutti parlano di intelligenza artificiale? Un algoritmo può considerarsi intelligente e sostituire l’uomo? Un algoritmo può essere creativo? Cosa si intende per AI generativa? Cosa intendiamo per etica dell’Intelligenza Artificiale? A partire da queste domande parleremo della storia dell’AI e di come “funziona”\, per riflettere insieme sui possibili scenari futuri uomo-macchina”. \n  \n  \nLuca BASTERIS
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SUMMARY:Il paradosso della fede nella filosofia di Soren Kierkegaard
DESCRIPTION:Søren Kierkegaard (1813-1855)\, filosofo danese del XIX secolo\, è considerato uno dei pensatori più\ninfluenti nell’esistenzialismo e nella filosofia dell’irrazionalismo. La sua filosofia si concentra sulla\ncondizione umana individuale\, la fede\, l’angoscia e l’importanza della scelta individuale nella vita.\nKierkegaard critica la razionalità e l’approccio sistemico della filosofia hegeliana\, sottolineando\nl’irrazionalità dell’esistenza umana e la soggettività dell’individuo. Nella sua opera più importante\,\n“Il concetto dell’angoscia” analizza l’angoscia come elemento fondamentale dell’esistenza\, una\ncondizione che sorge dalla libertà e dalla responsabilità di scegliere la propria esistenza.\nLa sua teologia esistenziale enfatizza la fede come un atto individuale\, irrazionale e non\noggettivabile. Kierkegaard sostiene che la fede richiede un salto nell’ignoto\, al di là della\ncomprensione razionale\, sottolineando l’importanza dell’esperienza personale e della relazione\nindividuale con il divino.\nKierkegaard utilizza pseudonimi e opere frammentarie per esprimere il carattere ineffabile e\ninafferrabile della verità\, invitando i lettori a impegnarsi attivamente nella propria esplorazione\nfilosofica. La sua prospettiva ha influenzato notevolmente figure chiave dell’esistenzialismo\, come\nJean-Paul Sartre e Albert Camus\, contribuendo così in modo significativo allo sviluppo della\nfilosofia del XX secolo. \nPietro Carluzzo
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SUMMARY:L'importanza dell'educazione finanziaria....
DESCRIPTION:“L’educazione finanziaria si conferma una questione di carattere intergenerazionale\, coinvolgendo e unendo in dialogo tutte le fasce anagrafiche e sociali attraverso gli strumenti\, debitamente spiegati\, messi a disposizione dal settore bancario e dalla tecnologia interattiva. \nL’Italia\, come è risaputo per il tramite delle rilevazioni statistiche messe a disposizione dal centro studi di Bankitalia\, detiene il record\, in valori assoluti\, del risparmio giacente in forma monetaria\, o comunque rapidamente liquidabile\, in prevalenza sui conti bancari dove vengono accreditate le pensioni e gli interessi dei titoli\, soprattutto Btp statali\, eventualmente sottoscritti e posseduti. \nEbbene\, i due terzi del monte complessivo di tale stock di risparmio fa capo a famiglie e persone con più di 65 anni di età\, configurando una risorsa di interesse nazionale e un fattore di sviluppo economico a beneficio anche delle generazioni più giovani: non è un caso che si parli\, in proposito\, di “silver economy” o “economia d’argento”\, per indicare quell’insieme di attività e servizi che possono essere avviati e realizzati nei settori della salute\, del tempo libero\, dell’assistenza\, della residenzialità\, della sicurezza individuale e collettiva. \nIn tempi di alta inflazione\, che per fortuna si sta mitigando e attenuando\, è stato da più parti sollevato il problema di come tutelare il potere d’acquisto di redditi e patrimoni liquidi che molte famiglie sono costrette a intaccare per fare fronte alle maggiori spese quotidiane. \nEcco pertanto\, come sarà mirabilmente spiegato dal Professor Ghisolfi sulla scorta della produzione manualistica ed editoriale redatta e prodotta\, che l’educazione finanziaria diventa lo strumento di bussola per prevenire il rischio di incorrere in proposte infedeli o raggiri\, purtroppo rese più frequenti dai servizi internet accessibili sul proprio telefonino; e per conoscere il significato delle parole e delle terminologie necessarie ad assumere le scelte migliori in un contesto familiare\, bancario e associativo\, e con esse le decisioni più utili a mettere ragionevolmente a frutto quanto accantonato in una vita di sacrifici\, evitando che i propri risparmi vengano aggrediti dai rincari piuttosto che da quanti promettono\, senza alcuna reale garanzia o tutela\, rendite immediate o guadagni mirabolanti.” (A.Zorgniotti) \n“In Italia se ne parla troppo poco\, si preferisce dare spazio ai programmi di cucina. Ma l’educazione finanziaria è una materia seria che andrebbe divulgata con maggior rigore\, rendendo semplici concetti difficili come quelli finanziari. \nGiuseppe Ghisolfi
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SUMMARY:Di che segno sei? viaggio mitologico fra le costellazioni dello zodiaco
DESCRIPTION:Viaggio fra i miti dell’antichità seguendo le costellazioni dello Zodiaco. Non si tratta assolutamente di una conferenza di astrologia\, ma di un percorso di conoscenza di come è nato l’oroscopo per la misura del tempo\, a seguito del movimento del Sole\, della Luna e dei pianeti sulla volta celeste. La domanda finale sarà: “Sei proprio sicuro di conoscere il tuo segno zodiacale e le sue particolarità?”. Non faremo previsioni sul futuro\, ma approfondimenti sul passato e sul rapporto di osservazione del cielo da parte dell’uomo. \n  \nEnrico Collo
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SUMMARY:Piaceri e pericoli in riva al Nilo. L'harem del Faraone
DESCRIPTION:Già dal principio dell’epoca storica della civiltà egizia l’istituzione dell’harem reale è un ordinamento che compare congiuntamente all’amministrazione della corte del faraone\, ma totalmente indipendente da essa.\nL’ ipet ny-sut è la sede dove risiede la regina e dove vengono allevati i figli del re.\nVivono\, nello stesso luogo\, anche le spose secondarie\, definite “ornamenti reali” (khekerut ny-sut) e ci vivono pure le “neferut”\, dinamiche cortigiane che con canti e danze avevano il compito di allietare il sovrano.\n  \nLivio SECCO
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SUMMARY:"Mr.  Legno" Marco Borgogno si racconta intervistato da Vanna Pescatori
DESCRIPTION:“Mr. Legno\, la passione di una vita”  narra la parte dell’esistenza meno nota di Marco Borgogno; non per questo meno intensa e appassionata. Il lavoro si sviluppa dal periodo in cui\, minorenne\, divenne “industriale” del legno\, per giungere sino ai giorni nostri\, con una narrazione che varca i confini italici a spasso per boschi e foreste di mezza Europa. Un racconto autobiografico\, dal quale emerge quella che è stata la passione che lo ha accompagnato per la vita. L’interrogativo che si pone alla fine si rapporta al termine “ecologia”: la Natura aveva più rispetto quando questo termine era sconosciuto e il legno era una materia prima rinnovabile\, oppure oggi quando viene abusato\, spesso per fini commerciali?  \nUn libro affascinante\, per i “malati” del legno e per quanti amino le storie degli uomini e delle loro imprese. \nMarco Borgogno
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SUMMARY:Svelare il lato oscuro della luce: Implicazioni Ecologiche\, Astronomiche e Umane
DESCRIPTION:La diffusione dell’illuminazione artificiale ha rivoluzionato la società umana\, aprendo la possibilità di\nattività produttive e di svago anche di notte. Tuttavia\, questo progresso ha un costo: l’inquinamento\nluminoso\, che altera profondamente l’ambiente naturale notturno. Questa conferenza si prefigge di\nesplorare le implicazioni ecologiche\, astronomiche e umane dell’inquinamento luminoso.\nL’alterazione dei regimi di luce naturale sconvolge la fisiologia\, il comportamento e i modelli\nriproduttivi di innumerevoli specie\, con conseguenti effetti negativi sugli ecosistemi terrestri e\nacquatici. Esploreremo le recenti ricerche sugli effetti dell’inquinamento luminoso sugli ecosistemi\,\nsottolineando l’importanza di strategie di mitigazione innovative.\nL’inquinamento luminoso ostacola la capacità degli astronomi di studiare galassie\, stelle e fenomeni\ncosmici distanti. Inoltre\, l’illuminazione artificiale del cielo notturno ha colpito la visibilità degli oggetti\ncelesti\, colpendo sia gli astronomi dilettanti che quelli professionisti. L’obiettivo è di comprendere la\nrelazione tra inquinamento luminoso e ricerca astronomica\, per capire l’importanza di preservare cieli\nbui incontaminati per far avanzare la nostra comprensione del cosmo.\nL’inquinamento luminoso ha conseguenze di vasta portata per la salute e il benessere umano.\nL’esposizione prolungata alla luce artificiale sconvolge i ritmi circadiani\, portando a disturbi del sonno\,\nsquilibri ormonali e un aumento del rischio di malattie croniche. Questa conferenza chiarirà gli intricati\nlegami tra inquinamento luminoso\, disturbi circadiani e salute pubblica. Per mitigare l’inquinamento\nluminoso\, è necessario un approccio articolato che coinvolga la collaborazione tra scienziati\,\nurbanisti\, politici e il pubblico in generale.\nTecnologie all’avanguardia\, come l’illuminazione intelligente\, i sensori di movimento e l’illuminazione\nadattiva\, promettono di ridurre le emissioni di luce non necessarie mantenendo la sicurezza e\nl’estetica. Organizzazioni internazionali\, come Dark-Sky International (IDA)\, promuovono la\nconservazione dell’oscurità naturale.\nPresenteremo iniziative di successo provenienti da tutto il mondo che illustrano la fattibilità di ridurre\nal minimo l’inquinamento luminoso\, promuovendo allo stesso tempo lo sviluppo sostenibile.\nIn sintesi\, “Svelare il lato oscuro della luce: un’esplorazione completa dell’inquinamento luminoso e\ndelle sue implicazioni ecologiche\, astronomiche e umane” cerca di illuminare i molteplici aspetti\ndell’inquinamento luminoso. Questa conferenza promuove un dialogo inclusivo e cerca di aprire la\nstrada a un approccio più illuminato all’illuminazione del nostro mondo\, che armonizzi il progresso\ntecnologico con la conservazione della bellezza naturale del cielo notturno. \nFederico Pellegrino -Sideralis APS
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SUMMARY:Ombra\, suggestioni di un'assenza che ci conduce al mondo del cinema
DESCRIPTION:L’ombra è presenza o assenza? Mistero intrigante o inquietante? Compagna di passeggiate o zona\noscura\, riflesso di noi stessi? Non disturba\, ma può diventare scomoda.\nL’ombra smentisce un pregiudizio: non è detto che il buio sia necessariamente pauroso\, che\nl’assenza di luce sia semplicemente vuoto.\nIntorno al tema dell’ombra si costruisce un percorso che dall’antichità arriva fino al nostro secolo.\nNell’ombra si può scorgere l’origine della pittura e molti dei successivi sviluppi artistici. Si\nritrovano addirittura temi filosofici.\nIl percorso che faremo ci condurrà al mondo del cinema per definizione arte della luce\, che quindi\nnecessariamente deve confrontarsi con la sua assenza\, cioè l’ombra. Sullo schermo il tema ha\nconosciuto tante sfumature diverse per esprimere emozioni\, costruire ambienti\, delineare caratteri\,\nperché in fondo in quello spazio buio si nasconde qualcosa di noi stessi e la nostra vita\ncontinuamente deve confrontarsi con l’ombra. \nRoberto DUTTO
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