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SUMMARY:Scolpire il tempo. Viaggio fantasmagorico tra sogni\, icone\, stazioni orbitanti e  interzone: il cinema di Andrej Tarkovskij
DESCRIPTION:Un viaggio nelle opere del grande regista sovietico e un’analisi sul suo lascito nel cinema contemporaneo\, nelle visual art e nella ricerca musicale sperimentale. \n  \nMattia Gerion
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SUMMARY:L'umanità  dietro le sbarre
DESCRIPTION:‘Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri’\nVoltaire\, anno 1764 \nLa privazione della libertà personale è un fenomeno complesso e sfaccettato che va ben oltre la\nsemplice detenzione in carcere. Essa rappresenta la sospensione o l’interruzione della continuità\ntemporale e spaziale della vita di un individuo\, traducendosi spesso in una sottrazione di significato\nal proprio tempo. Sebbene il carcere sia il luogo simbolico per eccellenza\, la privazione tocca\ndiverse aree\, inclusi i centri per immigrati (CPR).\nLa privazione della libertà storicamente mostra fluttuazioni\, con periodi di alto sovraffollamento e\nun’evoluzione verso la ricerca di un equilibrio tra funzione punitiva\, sicurezza e finalità rieducativa\ndella pena.\nLa privazione della libertà rappresenta lo strumento punitivo più restrittivo del sistema penale\nmoderno. Secondo i dati del World Prison Brief 1 \, il numero complessivo di detenuti nel mondo\nsupera i 10 milioni. Un dato approssimato per difetto che non include i migranti reclusi in centri\namministrativi e le persone private di liberta’ da parte di attori non statali in zone di conflitto armato.\nIl World Prison Brief rivela un sistema globale profondamente diseguale\, dove:\n– Grandi potenze come USA e Cina concentrano oltre 3\,7 milioni di detenuti\n– La maggior parte degli ordinamenti europei ha intrapreso percorsi di deflazione carceraria\n– Le donne rimangono sottorappresentate nella popolazione detenuta\n– Innovazioni amministrative e legislative (come in Olanda) segnalano l&#39;emergere di nuovi approcci\nalla gestione del sistema penale\n– Il sovraffollamento carcerario persiste come sfida strutturale in molte democrazie occidentali\,\nparticolarmente in Italia.\nI Principali Paesi per numero assoluto di detenuti sono gli Stati Uniti e la Cina. Gli USA\nrappresentano lì estremo superiore globale di carcerazione con 2.145.100 detenuti su una\npopolazione di circa 320 milioni\, il che rappresenta un tasso di carcerazione di 666 per 100.000\nabitanti in un sistema composto da 4.575 strutture (carceri locali\, statali\, federali e private). Questo\ntasso eccezionalmente alto riflette politiche penali storicamente aggressive.\nIl sistema carcerario italiano attraversa una crisi strutturale caratterizzata da sovraffollamento\ncritico\, un’epidemia di suicidi tra i detenuti e carenze croniche di personale\, con le istituzioni\neuropee e i garanti nazionali che esprimono allarme diffuso sulle condizioni\ndisumane. La composizione della Popolazione Carceraria Italiana (2025) presenta una situazione\ndi sovraffollamento critico con una occupazione di 123\,8% della capacità ufficiale con 63.499\ndetenuti totali (4\,3% donne; 31\,7% stranieri; 24\,1% in attesa di giudizio e 0\,5% minori. Il tasso di\ncarcerazione è di 108 per 100.000 abitanti (intermedio rispetto ai confronti globali). Il tasso di\nsuicidi ogni 10mila detenuti nel 2024 è stato del 14\,8%\, ed è più del doppio della media europea.\nNel messaggio di fine anno 2024\, il Presidente Mattarella ha definito l’alto numero di suicidi indice\ndi condizioni inammissibili.\nOltre questo sguardo globale a numeri e statistiche\, è cruciale sfidare gli stereotipi associati ai\ndetenuti e ai sistemi carcerari. È necessario promuovere una narrativa che enfatizzi il potenziale di\nriabilitazione e reintegrazione di ciascun individuo\, evidenziando casi di successo e programmi\nefficaci. Le comunità civili e avanzate devono sostenere politiche di giustizia riparativa\, che si\nconcentrano sulla responsabilità e sulla riparazione piuttosto che sulla semplice punizione.\nOccorre garantire umanità dietro le sbarre e non lasciarla sulla soglia di ingresso della prigione. Il\ncosto sociale e umano della privazione della libertà impatta sull’ individuo\, la sua famiglia e in\nsenso lato sulla stessa comunità. Una visione della privazione della libertà a breve termine\,\nstrumentale e politicizzata a fini elettorali rischia di trasformare le carceri in parte del problema che\ninizialmente erano preposte a risolvere.\nIn 30 anni di lavoro come delegato del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ho\nvisitato centinaia di detenuti di sicurezza\, detenuti comuni\, internati civili\, prigionieri di guerra e\nostaggi in mano ad attori non statali in diversi paesi.\nIn ogni circostanza la privazione della libertà comporta un’interruzione della vita normale del\ndetenuto\, separato dai suoi cari\, creando vere e proprie sospensioni dell’esistenza. Questa\ncondizione può sottrarre una parte dell&#39;umanità del soggetto\, separandolo dal flusso della vita\nsociale e quotidiana.\nPer definizione\, i detenuti sono potenzialmente vulnerabili. Non sono in grado di gestire la propria\nvita. Sono alla mercé delle autorità detentrici e dei loro rappresentanti. Possono trovarsi in difficoltà\ne persino rischiare la vita. La vulnerabilità di un singolo detenuto dipende da:\n– categoria a cui appartiene (prigioniero di guerra\, detenuto per motivi di sicurezza\, criminale\nsecondo il diritto comune\, migrante irregolare\, ecc.);\n– fase del procedimento giudiziario in cui si trova (sotto interrogatorio\, in attesa di giudizio\,\ncondannato);\n– caratteristiche individuali come sesso\, età\, nazionalità e condizioni di salute.\nAllo stesso tempo\, carenze o lacune sistemiche nelle strutture\, nelle procedure e nei processi di\ndetenzione possono colpire tutti i detenuti in misura diversa\, indipendentemente dai fattori sopra\nmenzionati.\nl CICR visita i detenuti per monitorare le loro condizioni di detenzione da oltre 140 anni.\nL’obiettivo di queste attività è prevenire le sparizioni forzate\, le esecuzioni extragiudiziali\, i\nmaltrattamenti\, la violazione delle garanzie giurisdizionali fondamentali.\nLa privazione della libertà è già la pena quindi indipendentemente dalla ragione per cui una\npersona si trova dietro le sbarre occorre garantire che dignità e benessere dei detenuti siano\nrispettati e le loro condizioni di detenzione siano conformi alle leggi e agli standard\ninternazionalmente riconosciuti. \nGiuseppe Renda \n 
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SUMMARY:Raccontare Gina Lagorio\, ripercorrendo le sue origini piemontesi
DESCRIPTION:Gina Lagorio\, pseudonimo di Luigina Bernocco nata a Bra il 6 gennaio 1922  deceduta a  Milano\, 17 luglio 2005)\, è stata una scrittrice\, anglista e politica italiana esponente della cosiddetta Generazione degli anni trenta. Pubblicò tutti i suoi scritti firmandosi con il cognome del primo marito\, di cui rimase precocemente vedova. \n  \nDaniela BERNAGOZZI \n  \n 
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SUMMARY:Alla scoperta degli archivi del Piemonte e della Valle d'Aosta: un patrimonio di tutti da conoscere
DESCRIPTION:Deneb Cesana\, Soprintendente ai beni archivistici e bibliografici del Piemonte e Valle d’Aosta\, presenterà una panoramica degli istituti archivistici del territorio e del patrimonio storico e documentario custodito. Quello della conservazione e fruizione del patrimonio culturale archivistico è un settore altamente specialistico e tecnico poichè si prende cura di documenti fragili e scritti con grafie antiche\, distanti e anche ostiche al grande pubblico. Eppure si tratta di un tesoro di conoscenza stratificato nel tempo che è continuamente non solo fonte plurale per la ricerca storica ma soprattutto fondamentale riferimento per la memoria collettiva e per l’ispirazione culturale nella contemporaneità. Infatti le attuali politiche culturali riguardanti gli archivi hanno all’attivo una serie di strategie di digitalizzazione\, accessibilità\, sperimentazione dell’intelligenza artificiale\, didattica\, inclusione\, a beneficio di una sempre più ampia partecipazione di tutti alla loro tutela e valorizzazione. \nCesana Deneb Teresa \n 
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SUMMARY:Pinot Galizio e la sperimentazione del dopoguerra
DESCRIPTION:Giuseppe Gallizio\, detto Pinot\, è stato un farmacista e pittore italiano\, nato ad Alba nel 1902 e deceduto nella stessa città nel 1962\, figura complessa ed eclettica nell’arte contemporanea italiana del ‘900. Farmacista di professione\, Gallizio ha portato nell’arte una mentalità scientifica applicata alla creazione fantastica. \nDomenico Olivero \n  \n  \n 
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SUMMARY:La tragedia del Comet SA-R-7 di Re Ibn Aziz al Saud; a distanza di 62 anni l'incidente è ricordato per l'alone di mistero e leggende
DESCRIPTION:La tragedia del Comet SA-R-7 si riferisce allo schianto di un aereo de Havilland Comet\, di proprietà del re Ibn Aziz al Saud\, avvenuto sulle Alpi Marittime nel massiccio dell’Argentera. L’evento\, a lungo circondato da un alone di mistero\, è un episodio significativo nella storia degli incidenti aerei in Italia. \n  \nSergio COSTAGLI
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SUMMARY:Il pane di montagna. La panificazione nelle vallate alpine del cuneese: un antico rito collettivo
DESCRIPTION:Un tempo nelle alte valli la panificazione era un momento rituale di grande impegno e complessità durante il quale il frutto del lavoro nei campi dell’anno appena trascorso doveva diventare il sostentamento per quello a venire. L’incontro sarà dedicato a forni\, farine e lievitati tipici dell’arco alpino occidentale\, e a quell’insieme di conoscenze empiriche\, superstizioni e norme culturali che per tradizione regolavano la preparazione del pane nelle comunità alpine. Il racconto di un mondo ormai lontano\, e di un alimento capace di conservare il suo straordinario valore simbolico anche nella modernità. \nBeatrice Di Tullio
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SUMMARY:Il gran teatro del Barocco: l'eredità di Andrea Pozzo
DESCRIPTION:Andrea Pozzo e Sebastiano Taricco rappresentano due volti complementari del Barocco in Piemonte\, uniti da un dialogo artistico che ha trasformato lo spazio sacro in pura scenografia. Pozzo\, il geniale gesuita maestro della prospettiva\, portò nel territorio sabaudo l’illusione dell’infinito: i suoi cieli aperti e le architetture dipinte\, come quelle della Chiesa della Missione a Mondovì\, sfidano la percezione dello spettatore annullando il limite fisico dell’architettura. In questo clima di rinnovamento si inserisce la figura di Taricco\, orgoglio di Cherasco\, che seppe assorbire la lezione del maestro per aggiornare il proprio stile\, inizialmente più rigoroso e naturalistico. Il loro incontro ideale avviene a Torino\, nella Cappella dei Mercanti\, dove le opere di entrambi convivono in un tripudio di devozione e magnificenza. Se Pozzo incarna la teoria universale della quadratura\, Taricco ne declina il linguaggio in una dimensione più narrativa e locale\, diventando il protagonista di una stagione decorativa che ha reso le province piemontesi piccoli gioielli di respiro europeo. \nLaura MARINO \n 
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SUMMARY:La formazione professionale: motore di sviluppo per la persona\, il lavoro e il territorio
DESCRIPTION:Partendo dalla storia dell’Ente\, il racconto legato alla figura di Don Rossa\, lo stile educativo\, i valori e la mission correlata  al concetto di servizio (Ingrid Brizio)\, verrà illustrata l’offerta formativa complessiva\, la metodologia didattica (Antonella Bernardi)\, per passare poi ai Servizi al lavoro (Laura Derosa) all’inclusione sociale\, relazioni con il territorio (Laschi)\, i corsi offerti e relative opportunità e difficoltà (Paola Rigoni)\, per finire con l’Agenzia di sviluppo che propone progetti con Enti publici quali ad esempio “Il ponte del dialogo”  Dronero (Benedetta Lauro). \n  \nIngrid Brizio
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SUMMARY:Takht-e Soleyman Iran: una terra di sorprese culturali
DESCRIPTION:Takht-e Soleymàn “il Trono di Salomone” – Shìz.\nFabrizio Angelo Pennacchietti (1938) \nTakht-e Soleymàn è un sito archeologico\, “Patrimonio dell’Umanità UNESCO”\, che si trova a\ncirca a 2.500 m. slm. in Iran\, nell’Azerbaigiàn Occidentale\, in particolare sul massiccio montagnoso\na sud di Tabriz\, dominato dal cono vulcanico di Kuh-e Sahand (3.710 m.slm). Tale sito conteneva\nuno dei tre templi più sacri dello Zoroastrismo e dell’antico Impero Sasanide (III-VII secolo d.C.)\,\nospitando il “tempio del fuoco” detto Adur Gušnasp\, luogo di pellegrinaggio e di potere.\nTakht-e Soleymàn sorge attorno a un lago craterico circolare da cui scorga acqua sorgiva\ngorgogliante e ricca di calcio. Nel corso dei millenni quest’acqua\, raffreddandosi\, ha formato una\npiattaforma calcarea\, cioè un ampio disco bianco sui cui bordi scoscesi è stata costruita una cinta\ndi mura intervallate da torri. Al suo interno sorgevano templi e palazzi.\nIl luogo ha richiamato l’attenzione degli archeologi solo nel 1937. Essi l’hanno identificata\ncon la “città dei Magi” detta Shìz\, che sembra risalire al V sec. a.C.\, cioè all’epoca achemenide (705\n– 330 a.C.).\nDato che si riteneva che le acque del lago di Shìz provenissero direttamente dall’oceano\nprimordiale su cui galleggia il disco della terra (esistevano già allora i “terrapiattisti”)\, in quel sito\nsorgeva il tempio di Anahita (“l’Immacolata” = Afrodite/Artemide)\, grande dea persiana delle\nacque\, della fertilità\, della guarigione e della saggezza.\nInoltre\, trovandosi Shìz sul parallelo N 36° 7 1 \, ossia sul cosiddetto “diaframma\ndell’ecumene”\, a giusta distanza tra le terre calde e quelle fredde\, si riteneva che essa fosse il\ncentro del mondo. Nel VII secolo d.C. i conquistatori arabi islamici non poterono fare a meno di\ndefinire i suoi sontuosi templi e palazzi takht-e Soleymàn\, ossia “trono o reggia di Salomone”.\nL’ufficio turistico iraniano sembra ignorare (oppure tacere) che Takht-e Soleymàn / Shìz è\ncollegata a uno degli avvenimenti più importanti della storia cristiana dell’Impero Romano\nd’Oriente\, avente come protagonista l’imperatore Eraclio I il Grande (575-641). Ogni anno\, il 14\nsettembre\, la Chiesa ricorda tale vicenda con “l’Esaltazione della Croce”. A Shìz da sempre il mito si\nfonde con una storia imperiale. \nFabrizio Angelo Pennacchietti
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SUMMARY:Storia dell'Arte - Chiara Mongiardino
DESCRIPTION:Venerdì  3 – L’epoca della Controriforma (arte nel secondo ‘500) \nVenerdì 10 – Caravaggio \nVenerdì 17 –  Tintoretto \nVenerdì 24 – Bernini e Borromini \n  \nChiara MONGIARDINO
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SUMMARY:Il progetto industriale di Adriano Olivetti orientato all'impresa responsabile ed agli aspetti sociali\, culturali ed economici
DESCRIPTION:Nico Osella ha svolto molteplici attività in Olivetti e ci racconterà della filosofia di Adriano Olivetti\, lungimirante e all’avanguardia in tutti i campi. \n-Adriano Olivetti (Ivrea\, 11 aprile 1901 – Aigle\, 27 febbraio 1960) è stato un imprenditore\, ingegnere e politico italiano\, \nUomo di grande e singolare rilievo nella storia italiana del secondo dopoguerra\, si distinse per i suoi innovativi progetti industriali basati sul principio secondo cui il profitto aziendale deve essere reinvestito a beneficio della comunità. \nLe sue capacità manageriali\,  portarono la Olivetti ad essere la prima azienda del mondo nel settore dei prodotti per ufficio\, alle quali unì un’instancabile sete di ricerca e di sperimentazione su come si potesse armonizzare lo sviluppo industriale con l’affermazione dei diritti umani e con la democrazia partecipativa\, dentro e fuori la fabbrica-.(Wikipedia.it) \nNico Osella \n 
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SUMMARY:Il sonno non ha età: dormire bene in tutte le epoche della vita
DESCRIPTION:Il sonno è una funzione fondamentale per la salute del cervello a tutte le età\, ma diventa particolarmente importante con l’avanzare degli anni. Durante il sonno il cervello non “si spegne”\, ma continua a lavorare svolgendo attività essenziali per il nostro benessere. \nUna delle funzioni principali del sonno è il consolidamento della memoria: le informazioni apprese durante il giorno vengono riorganizzate e immagazzinate\, permettendoci di ricordare meglio ciò che abbiamo imparato. Dormire bene\, quindi\, aiuta a mantenere attive le capacità cognitive come memoria\, attenzione e concentrazione. \nIl sonno svolge anche un importante ruolo di “pulizia” del cervello. Durante la notte si attiva un sistema di drenaggio che elimina sostanze di scarto prodotte dall’attività delle cellule nervose. Questo processo contribuisce a mantenere il cervello in salute e potrebbe avere un ruolo nella prevenzione di alcune malattie neurodegenerative. \nInoltre\, dormire a sufficienza aiuta a regolare l’umore\, ridurre lo stress e mantenere un buon equilibrio tra mente e corpo. Al contrario\, la mancanza di sonno può favorire stanchezza mentale\, difficoltà di memoria e maggiore irritabilità. \nPer favorire un buon riposo è utile mantenere abitudini regolari\, andare a dormire e svegliarsi più o meno alla stessa ora\, limitare l’uso di dispositivi elettronici la sera e creare un ambiente tranquillo e confortevole per il sonno. \nIn conclusione\, il sonno non è tempo “perso”\, ma un investimento fondamentale per la salute del cervello\, per la memoria e per la qualità della vita. \n  \nMarco Capobianco
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SUMMARY:La razza bovina Cinisara: storia\, tradizioni e gusti della Sicilia
DESCRIPTION:La razza bovina Cinisara ha radici profonde nella storia siciliana. Da sempre allevata in modo intensivo\, ha accompagnato nei secoli la crescita e lo sviluppo delle comunità rurali\, giocando un ruolo cruciale nella loro economia. Parte integrante nella storia e del patrimonio siciliano\, la vacca nera siciliana o cinisara è una razza bovina autoctona a duplice attitudine\, latte e carne. Tracce della presenza di bovini con caratteristiche morfologiche simili sono documentate negli archivi della Abbazia benedettina di San Martino delle scale a Palermo sin dal 1200. Nel tempo l’adattamento all’ambiente arido e alle particolari condizioni climatiche del nord ovest della Sicilia ha contribuito a differenziare la Cinisara come ecotipo locale. L’origine del nome cinisara proviene da Cinisi\, che a sua volta deriva dall’arabo Ginisti  una polvere di carbone fossile che si estraeva sulle colline limitrofe alla costa occidentale e veniva utilizzato per scaldare le abitazioni. Non è una vacca nata per la stabulazione fissa\, vive allo stato brado e si arrampica sulle scoscese colline siciliane sfruttandone gli aspri pascoli delle aride alture pietrose\, che sovrastano la costa occidentale. Il latte è ricco di polifenoli\, terpeni\, acidi grassi insaturi\, Omega 3 e 6\, e molecole dalle proprietà antiossidanti. Gli aromi tipici delle essenze foraggiere della macchia di cui gli animali si nutrono\, uniti allo iodio della brezza marina\, gli conferiscono caratteristiche inconfondibili. E’ principalmente utilizzato per la caseificazione\, seguendo metodi tradizionali\, di prodotti tipici quali il caciocavallo palermitano\, formaggio tipico a pasta filata\, ma anche mozzarelle\, caciotte con la forma tipica di  vastedda oppure provole a goccia. Tutti i prodotti ottenuti dal latte di Cinisara sviluppano sentori particolari con note di agrumi\, sali e fieno secco\, tipici della macchia mediterranea. I vitelli seguono le madri al pascolo fino allo svezzamento che avviene intorno ai 10 mesi di età. La qualità della carne è legata proprio alle modalità di allevamento allo stato brado: è ricca di antiossidanti e sali minerali\, ha colore rosso\, è sapida e gustosa. Nel 2005 è stato fondato il Consorzio di Tutela della Carne Bovina Cinisara e suoi derivati\, che ha tra i suoi obiettivi la tutela della razza e la valorizzazione delle sue produzioni. Questo traguardo rappresenta una tappa importante dell’evoluzione di una razza caratterizzata da una forte adattabilità al territorio valorizzandone le produzioni tipiche e le tradizi9oni agro-silvo-pastorali. \nBartolomeo Biolatti
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SUMMARY:In verità vi dico - Storie di uomini
DESCRIPTION:Chi è la persona che vive sotto i paramenti sacri?\nChi sono e che cosa fanno i parroci?\nDomande non banali in questi tempi non facili\, in cui tutti\, per vari motivi siamo alla ricerca dichiarezze che spesso mancano.\nPapa Francesco si rivolge alla sua Chiesa\, talora impaurita\, e la invita ad avventurarsi in tutte le periferie\, a partire da quelle “esistenziali”\, che offrono una prospettiva migliore per vedere e capire.\nIl Pontefice preferisce una Chiesa incidentata frequentando territori di umanità variegata\, ad una Chiesa ingessata che rischia di perdere il contatto con la realtà. Propone uno sguardo dal basso\, dunque\, dove si respirano il passato\, il presente ed il futuro. Traccia un percorso anche innovativo e forse spiazzante\, per una Chiesa\, nei suoi pastori\, povera\, aperta\, ponendosi anche la prospettiva di un ruolo nuovo da riconoscere ed affidare alle donne. \nRemo Schellino
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SUMMARY:L'educazione finanziaria come strumento di conoscenza per le giovani generazioni
DESCRIPTION:Sarà un dibattito su una delle tematiche di più grande attualità nello scenario socio – economico contemporaneo\,  l’educazione finanziaria.\n\n\n\n\n\nSaranno protagonisti due tra i più autorevoli esponenti del mondo accademico -culturale e economico finanziario con valenza  internazionale: Giuseppe Tardivo\, Professore onorario di Economia e gestione delle imprese dell’Università di Torino \, artefice con Giovanni Quaglia del Campus di Management e Economia  Sede di Cuneo che tutti ricordiamo come primo coordinatore della struttura universitaria cuneese e\n Beppe Ghisolfi\, Consigliere dell’Istituto mondiale delle Casse di Risparmio ( WSBI) e Consigliere del Consiglio nazionale dell’Economia e del lavoro ( CNEL)\, promotore dell’educazione finanziaria in Italia.   L’incontro sarà coordinato dalla Presidente dell’Associazione dei Dirigenti Amministrativi e finanziari del Piemonte ( ANDAF) Marcella Mauro. L’educazione finanziaria è uno degli elementi fondamentali della comunità  sociale e permea costantemente la nostra vita.\nQuando andiamo in un bar a prendere un caffè  o acquistiamo un chilo di mele o    chiamiamo un idraulico per ripararci il lavandino o depositiamo in banca i nostri risparmi\, compiamo atti finanziari con conseguenze rilevanti sul nostro patrimonio.\nPossiamo riassumere questo concetto in quattro parole: l’educazione finanziaria è la  “base invisibile della fiducia economica.”\nIn tempi come quelli attuali\, caratterizzati da conflittualità\, instabilità geopolitica e strette monetarie \, comprendere i princìpi fondamentali della finanza diventa un imperativo.\nCome ricorda Beppe Ghisolfi in uno dei suoi libri di successo : Manuale di educazione finanziaria \, l’educazione finanziaria non è un lusso ma una necessità.\nAnche per l’imprenditore l’educazione finanziaria riveste un ruolo di primaria importanza. La sopravvivenza stessa dell’impresa dipende da una sua corretta realizzazione. Purtroppo in Italia la conoscenza finanziaria è ancora limitata e disomogenea. Molti non sanno ad esempio distinguere tra tasso nominale e tasso effettivo e non comprendono le logiche più elementari del risparmio o di un fondo di investimento.\nQuesto stato di cose frena l’economia\, il risparmio resta parcheggiato\, prevale la paura di investire  e la fiducia nel sistema economico si indebolisce. In quest’ottica l’educazione finanziaria rappresenta il motore portante dal quale far ripartire l’economia del nostro paese.  Come ormai consuetudine\, alla fine dell’incontro sarà riservato uno  spazio alle domande del pubblico.\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nGiuseppe TARDIVO \nGiuseppe Ghisolfi
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SUMMARY:La visione di Bernard Damiano. Un incontro con l'uomo e l'opera in occasione del centenario della nascita
DESCRIPTION:La figura di Bernard Damiano\, pittore e scultore italofrancese\, nato a Saretto di Monterosso Grana il 10\ngennaio 1926 e deceduto a Nizza il 23 giugno 2000\, sarà al centro della proiezione del cortometraggio\nintitolato “La visione di Bernard Damiano” alla presenza di Gabriella Giordano e Clara Vallauri\, che ne\nhanno curato la realizzazione. A seguire\, Enrico Perotto presenterà i tratti essenziali del pensiero etico di\nDamiano\, insieme ai caratteri distintivi della sua ricerca artistica\, e si confronterà con Davi Arneodo e\nMarco Gas\, dialogando su alcuni momenti di vita e di creatività dell’artista di Sarét. \nIl cortometraggio\, curato da Clara Vallauri\, vuole promuovere riflessioni sulla memoria\, sull’identità territoriale e sul valore artistico del pittore. La narrazione viene svolta per immagini attraverso i quadri dell’artista. Partendo dal luogo di nascita del pittore verranno trattate le tematiche care all’artista. \nEnrico Perotto \nClara Vallauri \n  \n  \n 
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SUMMARY:La mente che sfida il mondo: dentro il pensiero di Arendt
DESCRIPTION:La riflessione filosofica di Hannah Arendt si colloca nel punto di tensione tra la mente e il\nmondo\, là dove il pensiero non si limita a interpretare la realtà\, ma la sfida criticamente. Al\ncentro del suo percorso teorico vi è l’idea che il pensare non sia un’attività astratta o\nautoreferenziale\, bensì un esercizio profondamente politico e responsabile\, capace di\ninterrompere l’automatismo dell’agire e di opporsi alla banalizzazione del male. In opere\ncome Vita activa e La vita della mente\, Arendt indaga la facoltà del pensiero come spazio\ndi distanza dal mondo dato\, una sospensione che consente al soggetto di giudicare\,\nscegliere e rispondere delle proprie azioni. La mente\, in questa prospettiva\, non evade il\nmondo\, ma lo interroga: si ritrae momentaneamente dall’azione per renderla possibile in\nmodo autentico. La celebre analisi della “banalità del male” mostra infatti come l’assenza\ndi pensiero\, più che la malvagità consapevole\, possa generare forme radicali di\ndistruzione. Pensare diventa allora un atto di resistenza\, una pratica etica che sfida le\nconvenzioni\, il conformismo e l’obbedienza cieca. La mente arendtiana è dunque uno\nspazio inquieto e dialogico\, in cui il soggetto si confronta con se stesso e con il mondo\,\nassumendo la responsabilità di abitare la pluralità umana senza rinunciare al giudizio. \nPietro Carluzzo
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SUMMARY:Perché abbiamo bisogno della Dea
DESCRIPTION:La Grande Dea è stata la figura divina centrale della prima concezione mitologica del mondo. Archeologia e mitologia ne conservano ancora le tracce\, ma a un certo punto culti e narrazioni cambiano contenuto\, mettendo al bando la sua memoria. Le storie che raccontiamo o che occultiamo influenzano il nostro modo di essere e di stare al mondo. Non c’è nulla di meno innocuo di una storia: noi umani da sempre ci influenziamo l’un l’altro grazie alle narrazioni. La storia della Dea ha bisogno di essere rinarrata\, per colmare una mancanza\, per dare forma a una nuova mitologia femminile o forse addirittura dell’umano\, che passi attraverso il recupero di qualcosa che c’era ed è andato perduto. Il significato di fondo del mito della Dea\, presente come una costante in tutte le sue varianti\, è la visione del mondo come unità vivente. La Grande Dea\, ovunque la si trovi\, testimonia la percezione dell’universo come un tutt’uno vivente e sacro\, in cui ogni cosa è tenuta insieme in una rete cosmica\, dove tutti gli ordini della vita manifesti o immanifesti sono in relazione\, oltre ogni dicotomia. (dal libro Perchè abbiamo bisogno della Dea) \nDonatella Signetti
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SUMMARY:Le donne della Valle Maira e del Cuneese. Ogni 8 del mese un 8 marzo
DESCRIPTION:È un appuntamento ormai fisso l’iniziativa “Ogni 8 del mese un 8 marzo”\, ideata dal Museo Mallé di Dronero sotto la direzione dalla storica delle arti Ivana Mulatero. \nSi tratta di cammei dedicati a piccole grandi storie femminili\, un importante progetto nato l’8 marzo 2021 in collaborazione con l’archivista Daniela Occelli\, che vede il coinvolgimento dell’intera popolazione. \nUn modo per\, durante l’intero arco dell’anno\, celebrare le donne\, con la scelta di figure che sono state importanti nei diversi ambiti\, per il loro territorio\, le persone ed in generale per la società italiana. Donne dell’area valmairese\, ma non soltanto\, che ricordarle vuol dire prima di tutto riconoscere il loro esempio. (da Targato Cn 8.11.2025) \nIvana MULATERO
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SUMMARY:Holi Festival in Rajasthan (India)
DESCRIPTION:L’Holi Festival è una delle celebrazioni più attese dell’anno in India: segna l’arrivo della primavera e coinvolge migliaia di persone che si cospargono di polveri colorate in un tripudio di gioia e allegria. Ma l’Holi è molto più di una festa: è la celebrazione dell’amore\, della passione\, della fratellanza\, un momento in cui le barriere sociali si dissolvono nel colore. \nIl Rajasthan\, terra di questa straordinaria esperienza\, è una regione di contrasti affascinanti\, dove antiche tradizioni sopravvivono e si intrecciano con la modernità. Dal deserto del Thar ai sontuosi palazzi dei Maharaja\, offre scenari mozzafiato e un patrimonio culturale unico. \nDomenico SANINO
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SUMMARY:Il FAI: custode della bellezza. Viaggio tra arte e natura per riscoprire il patrimonio del Piemonte
DESCRIPTION:Il “FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano” è una fondazione nazionale senza scopo di lucro che da cinquant’anni opera per tutelare e valorizzare l’immenso patrimonio storico\, artistico e paesaggistico italiano.\nIn questo incontro\, la “Delegazione FAI di Cuneo” vi guiderà alla scoperta della missione e delle azioni concrete del FAI: “cos’è\, cosa fa e come agisce” . Attraverso un percorso ricco di immagini e filmati\, vedremo come la Fondazione salva dall’abbandono luoghi unici\, li restaura e li rende fruibili al pubblico\, trasformandoli in presidi di cultura e sostenibilità.\nDaremo un particolare risalto ai “Beni FAI in Piemonte” \, esempi straordinari di come l’impegno collettivo possa riportare al loro antico splendore ville\, castelli\, e paesaggi naturali. Un’occasione per comprendere come ognuno di noi possa contribuire attivamente a tramandare l’eredità di bellezza e civiltà del nostro Paese\, partendo proprio dal nostro territorio.\n\nRoberto Audisio
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SUMMARY:Il teatro di Eduardo
DESCRIPTION:Eduardo De Filippo\, o più semplicemente Eduardo (Napoli\, 24 maggio 1900–Roma\, 31 ottobre 1984)\, attore\, regista\, sceneggiatore\, drammaturgo\, scrittore\, filosofo e poeta è stato e rimane tuttora uno dei più importanti artisti italiani del Novecento\, autore di numerose opere teatrali da lui stesso messe in scena e interpretate e\, in seguito\, tradotte e rappresentate da altri anche all’estero. Autore prolifico\, lavorò anche nel cinema con gli stessi ruoli ricoperti nell’attività teatrale. Per i suoi meriti artistici e i contributi alla cultura\, nel 1981\, fu nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini e gli furono conferite due lauree honoris causa in Lettere dall’Università di Birmingham nel 1977 e dall’Università degli Studi di Roma La “Sapienza” nel 1980. Fu anche candidato per il Premio Nobel per la letteratura. Eduardo resta ancora oggi\, assieme a Luigi Pirandello\, Dario Fo e Carlo Goldoni\, uno degli autori teatrali italiani più apprezzati e rappresentati all’estero. Dalla nascita come figlio illegittimo mai riconosciuto del grande attore Eduardo Scarpetta all’infanzia con la sorella Titina ed il fratello Peppino con cui costituirà il famoso trio del “teatro Umoristico De Filippo” che conquisterà negli anni ’30 del Novecento i pubblici di tutta Italia\, cui seguirà la rottura col fratello e la costituzione della propria compagnia\, capace di regalare al pubblico commedie come “Filumena Marturano”\, “Napoli milionaria”\, “Questi fantasmi”\, la vita di Eduardo scorre come su un palcoscenico tra successi\, amori\, tragedie familiari che si ripercuotono e vengono riprese dalla sua intensa scrittura drammaturgica e dal suo rigore di grande regista. \nOscar BARILE
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SUMMARY:Intelligenza Artificiale: uomo o macchina? Siamo consapevoli?
DESCRIPTION:L’Intelligenza Artificiale è una vera minaccia per l’uomo? L’IA è una tecnologia a servizio dell’uomo oppure no? Un algoritmo può considerarsi intelligente e sostituire l’uomo?  Da “human in the loop” a “more than human” ? Quale etica dell’IA?\nA partire da queste domande affronteremo  l’intelligenza artificiale come una grande una provocazione di “senso” per l’uomo e rifletteremo insieme sui possibili scenari futuri “uomo-macchina”.\n  \nLuca BASTERIS
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SUMMARY:Droits universels de l'Homme\, droits humains: la dignità
DESCRIPTION:I Diritti dell’Uomo e i Diritti Umani sono spesso affrontati attraverso prospettive storiche o di relazioni internazionali;\ntuttavia\, tali approcci risultano insufficienti se non accompagnati da una riflessione sul loro fondamento\nfilosofico. Il presente contributo propone di porre i diritti umani in relazione all’ontologia dell’essere\, al fine di chiarire il\nconcetto di dignità come loro elemento fondante. Pur appartenendo a tradizioni teoriche differenti\, il discorso sui\ndiritti e l’ontologia possono interagire in modo proficuo.\nL’ontologia dell’essere\, interrogandosi sul significato dell’essere umano\, apre alla dimensione della soggettività e\ndell’intersoggettività\, consentendo di ripensare l’essere non solo come ciò che è\, ma come ciò che può essere. In questa\nprospettiva\, la persona è riconosciuta come soggetto dotato di coscienza\, razionalità\, relazioni\, responsabilità\, volontà ed\nemozioni. Tale approccio permette inoltre di comprendere il significato dell’obbligazione morale e conduce a considerare\nla dignità come pilastro imprescindibile per una convivenza umana pacifica. \nRiccardo Sirello
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SUMMARY:Geologia della Terra\, un pianeta in continua trasformazione. Esperienze di viaggio con gli occhi di un geologo
DESCRIPTION:Dove andremo con il geologo Enrico Collo? lo scopriremo nell’incontro del 12 febbraio 2026. Viaggiare con gli occhi di un geologo significa trasformare un semplice panorama in un racconto affascinante\, dove le rocce  narrano la storia della Terra su scale temporali di milioni di anni\, significa  osservare la “pelle” del pianeta nel momento in cui si rinnova. \n  \nEnrico Collo
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SUMMARY:Storia del Cinema - Roberto Dutto: Quando il Cinema guarda le persone.
DESCRIPTION:Si terrà alle ore 15\,00 dei seguenti mercoledì: 11 – 18 – 25 Febbraio 2026  e 4 marzo 2026. \nIl percorso proposto prende in esame il cinema come un “grande narratore”\, strumento per raccontare episodi o situazioni di vite più o meno conosciute\, certamente capaci di suscitare un interesse per lo spettatore. \nIL PRANZO DI BABETTE\, di Gabriel Axel\nA metà Ottocento una comunità danese aggrappata alle tradizioni religiose e sociali fa i conti con lo\nstraniero. Un’esperienza salutare che trasforma questa piccola comunità\, mentre ad alcune persone\nfa assaporare la bellezza di avere una casa. \nI 400 COLPI\, di François Truffaut\nAntoine Doinel\, un adolescente alla ricerca del proprio posto nel mondo. Incomprensioni e bisogni\nsi accumulano nella sua vita che passa attraverso un’educazione rigida\, ma inefficace perché non sa\naccoglierlo come ragazzo con i suoi moti di ribellione. \nLA FINESTRA SUL CORTILE\, di Alfred Hitchcock\nUn misterioso assassinio senza sangue e il gioco del cinema nelle mani di un maestro del thriller\ndiventa l’occasione per indagare sul guardare. Un meccanismo che funziona perfettamente\nincastrando ogni tassello delle indagini\, ma soprattutto della tecnica cinematografica e narrativa. \nCONCLAVE\, di Edward Berger\nRileggere un film non come nella banale polemica sugli intrighi della Chiesa\, ma come un’indagine\nsull’animo umano di fronte a scelte che chiamano in causa la coscienza. Il tutto affidato anche alla\ncostruzione delle immagini. \nRoberto DUTTO
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SUMMARY:Il diluvio dalla Bibbia ai giorni nostri
DESCRIPTION:“Non basterebbe lo spazio di questo risvolto per elencare le popolazioni antiche che\, in termini diversi ma comparabili\, condividono la tradizione del Grande Diluvio. Oltre alla tradizione biblica\, ritroviamo racconti simili dalla Cina al Perù\, dall’India alla Mesopotamia\, dal Nord America al Mediterraneo. Ecco\, si chiede Stefano Fenoglio\, tra i più importanti esperti di ecosistemi fluviali in Italia\, «com’è possibile che popoli tanto diversi e lontani tra loro abbiano sviluppato lo stesso racconto mitologico? O per meglio dire\, cosa si nasconde realmente dietro al mito del Diluvio?». Parte da questa domanda un viaggio a ritroso nel tempo e tra le civiltà che hanno abitato il pianeta\, per scovare\, tra i racconti mitici e le leggende\, la matrice naturale dell’«universali-tà del diluvio universale». In una indagine avvincente e informata\, infarcita di aneddoti e abitata da una sana ironia\, Fenoglio ci offre un’interpretazione convincente: «È più divertente ed emozionante cercare tra divinità irose\, cataclismi di origine extraterrestre e civiltà perdute la risposta a questa questione piuttosto che vederla in tutta la sua ovvietà: l’uomo è una specie fluviale». Le alluvioni\, quindi\, sono un fattore esistenziale della nostra esperienza\, da quando abbiamo smesso di essere nomadi cacciatori trasformandoci in agricoltori stanziali\, bisognosi quindi di acqua\, e di un fiume a portata di casa e campi. Una volta stabilito questo\, però\, non possiamo non chiedere all’esperto come comportarci di fronte alla furia delle acque\, soprattutto oggi che i fenomeni atmosferici catastrofici un tempo eccezionali sono aumentati per frequenza e intensità. E qui Fenoglio\, con la cura del grande divulgatore\, ci porta un elenco di soluzioni possibili per far fronte alle calamità legate ai fiumi\, per ridurne i danni materiali\, per evitare che possano\, come troppo spesso accade\, mettere in ginocchio le nostre città e le nostre economie. Con un messaggio chiaro e di convinta speranza: si può fare\, basta volerlo e agire subito. Insieme.” \nSinosssi da “Ed ecco io vi manderò il diluvio”-come le alluvioni hanno plasmato l’umanità. \n  \nStefano Fenoglio
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SUMMARY:LADAKH avventura cicloturistica tra i passi più alti del mondo e scalata alpinistica su una montagna di 7004 mt mai scalata prima
DESCRIPTION:La realizzazione di  un’impresa epica in Ladakh: un viaggio in bicicletta attraverso passi himalayani tra i più alti al mondo\, culminato con la prima salita assoluta di una montagna di 7004 metri\, un’avventura raccontata testimoniando la sua passione per il cicloturismo e l’alpinismo estremo.  \n  \nSebastiano Audisio
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SUMMARY:Da Stettino alla terra dei laghi della Masuria: la Polonia del Nord
DESCRIPTION:Attraverso immagini e didascalie andremo alla scoperta delle città\, dei monumenti\, dei paesaggi e delle curiosità che caratterizzano la Polonia del nord\, dalla Pomerania occidentale fino alla Podlachia. Il Baltico\, l’ambra\, i castelli\, i laghi\, le località che hanno fatto la Storia\, la cucina e la miglior vodka che si produce in Polonia (almeno per il sottoscritto…) \nRoberto MARTELLI
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