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SUMMARY:Il sonno non ha età: dormire bene in tutte le epoche della vita
DESCRIPTION:Il sonno è una funzione fondamentale per la salute del cervello a tutte le età\, ma diventa particolarmente importante con l’avanzare degli anni. Durante il sonno il cervello non “si spegne”\, ma continua a lavorare svolgendo attività essenziali per il nostro benessere. \nUna delle funzioni principali del sonno è il consolidamento della memoria: le informazioni apprese durante il giorno vengono riorganizzate e immagazzinate\, permettendoci di ricordare meglio ciò che abbiamo imparato. Dormire bene\, quindi\, aiuta a mantenere attive le capacità cognitive come memoria\, attenzione e concentrazione. \nIl sonno svolge anche un importante ruolo di “pulizia” del cervello. Durante la notte si attiva un sistema di drenaggio che elimina sostanze di scarto prodotte dall’attività delle cellule nervose. Questo processo contribuisce a mantenere il cervello in salute e potrebbe avere un ruolo nella prevenzione di alcune malattie neurodegenerative. \nInoltre\, dormire a sufficienza aiuta a regolare l’umore\, ridurre lo stress e mantenere un buon equilibrio tra mente e corpo. Al contrario\, la mancanza di sonno può favorire stanchezza mentale\, difficoltà di memoria e maggiore irritabilità. \nPer favorire un buon riposo è utile mantenere abitudini regolari\, andare a dormire e svegliarsi più o meno alla stessa ora\, limitare l’uso di dispositivi elettronici la sera e creare un ambiente tranquillo e confortevole per il sonno. \nIn conclusione\, il sonno non è tempo “perso”\, ma un investimento fondamentale per la salute del cervello\, per la memoria e per la qualità della vita. \n  \nMarco Capobianco
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SUMMARY:La razza bovina Cinisara: storia\, tradizioni e gusti della Sicilia
DESCRIPTION:La razza bovina Cinisara ha radici profonde nella storia siciliana. Da sempre allevata in modo intensivo\, ha accompagnato nei secoli la crescita e lo sviluppo delle comunità rurali\, giocando un ruolo cruciale nella loro economia. Parte integrante nella storia e del patrimonio siciliano\, la vacca nera siciliana o cinisara è una razza bovina autoctona a duplice attitudine\, latte e carne. Tracce della presenza di bovini con caratteristiche morfologiche simili sono documentate negli archivi della Abbazia benedettina di San Martino delle scale a Palermo sin dal 1200. Nel tempo l’adattamento all’ambiente arido e alle particolari condizioni climatiche del nord ovest della Sicilia ha contribuito a differenziare la Cinisara come ecotipo locale. L’origine del nome cinisara proviene da Cinisi\, che a sua volta deriva dall’arabo Ginisti  una polvere di carbone fossile che si estraeva sulle colline limitrofe alla costa occidentale e veniva utilizzato per scaldare le abitazioni. Non è una vacca nata per la stabulazione fissa\, vive allo stato brado e si arrampica sulle scoscese colline siciliane sfruttandone gli aspri pascoli delle aride alture pietrose\, che sovrastano la costa occidentale. Il latte è ricco di polifenoli\, terpeni\, acidi grassi insaturi\, Omega 3 e 6\, e molecole dalle proprietà antiossidanti. Gli aromi tipici delle essenze foraggiere della macchia di cui gli animali si nutrono\, uniti allo iodio della brezza marina\, gli conferiscono caratteristiche inconfondibili. E’ principalmente utilizzato per la caseificazione\, seguendo metodi tradizionali\, di prodotti tipici quali il caciocavallo palermitano\, formaggio tipico a pasta filata\, ma anche mozzarelle\, caciotte con la forma tipica di  vastedda oppure provole a goccia. Tutti i prodotti ottenuti dal latte di Cinisara sviluppano sentori particolari con note di agrumi\, sali e fieno secco\, tipici della macchia mediterranea. I vitelli seguono le madri al pascolo fino allo svezzamento che avviene intorno ai 10 mesi di età. La qualità della carne è legata proprio alle modalità di allevamento allo stato brado: è ricca di antiossidanti e sali minerali\, ha colore rosso\, è sapida e gustosa. Nel 2005 è stato fondato il Consorzio di Tutela della Carne Bovina Cinisara e suoi derivati\, che ha tra i suoi obiettivi la tutela della razza e la valorizzazione delle sue produzioni. Questo traguardo rappresenta una tappa importante dell’evoluzione di una razza caratterizzata da una forte adattabilità al territorio valorizzandone le produzioni tipiche e le tradizi9oni agro-silvo-pastorali. \nBartolomeo Biolatti
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SUMMARY:In verità vi dico - Storie di uomini
DESCRIPTION:Chi è la persona che vive sotto i paramenti sacri?\nChi sono e che cosa fanno i parroci?\nDomande non banali in questi tempi non facili\, in cui tutti\, per vari motivi siamo alla ricerca dichiarezze che spesso mancano.\nPapa Francesco si rivolge alla sua Chiesa\, talora impaurita\, e la invita ad avventurarsi in tutte le periferie\, a partire da quelle “esistenziali”\, che offrono una prospettiva migliore per vedere e capire.\nIl Pontefice preferisce una Chiesa incidentata frequentando territori di umanità variegata\, ad una Chiesa ingessata che rischia di perdere il contatto con la realtà. Propone uno sguardo dal basso\, dunque\, dove si respirano il passato\, il presente ed il futuro. Traccia un percorso anche innovativo e forse spiazzante\, per una Chiesa\, nei suoi pastori\, povera\, aperta\, ponendosi anche la prospettiva di un ruolo nuovo da riconoscere ed affidare alle donne. \nRemo Schellino
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SUMMARY:L'educazione finanziaria come strumento di conoscenza per le giovani generazioni
DESCRIPTION:Sarà un dibattito su una delle tematiche di più grande attualità nello scenario socio – economico contemporaneo\,  l’educazione finanziaria.\n\n\n\n\n\nSaranno protagonisti due tra i più autorevoli esponenti del mondo accademico -culturale e economico finanziario con valenza  internazionale: Giuseppe Tardivo\, Professore onorario di Economia e gestione delle imprese dell’Università di Torino \, artefice con Giovanni Quaglia del Campus di Management e Economia  Sede di Cuneo che tutti ricordiamo come primo coordinatore della struttura universitaria cuneese e\n Beppe Ghisolfi\, Consigliere dell’Istituto mondiale delle Casse di Risparmio ( WSBI) e Consigliere del Consiglio nazionale dell’Economia e del lavoro ( CNEL)\, promotore dell’educazione finanziaria in Italia.   L’incontro sarà coordinato dalla Presidente dell’Associazione dei Dirigenti Amministrativi e finanziari del Piemonte ( ANDAF) Marcella Mauro. L’educazione finanziaria è uno degli elementi fondamentali della comunità  sociale e permea costantemente la nostra vita.\nQuando andiamo in un bar a prendere un caffè  o acquistiamo un chilo di mele o    chiamiamo un idraulico per ripararci il lavandino o depositiamo in banca i nostri risparmi\, compiamo atti finanziari con conseguenze rilevanti sul nostro patrimonio.\nPossiamo riassumere questo concetto in quattro parole: l’educazione finanziaria è la  “base invisibile della fiducia economica.”\nIn tempi come quelli attuali\, caratterizzati da conflittualità\, instabilità geopolitica e strette monetarie \, comprendere i princìpi fondamentali della finanza diventa un imperativo.\nCome ricorda Beppe Ghisolfi in uno dei suoi libri di successo : Manuale di educazione finanziaria \, l’educazione finanziaria non è un lusso ma una necessità.\nAnche per l’imprenditore l’educazione finanziaria riveste un ruolo di primaria importanza. La sopravvivenza stessa dell’impresa dipende da una sua corretta realizzazione. Purtroppo in Italia la conoscenza finanziaria è ancora limitata e disomogenea. Molti non sanno ad esempio distinguere tra tasso nominale e tasso effettivo e non comprendono le logiche più elementari del risparmio o di un fondo di investimento.\nQuesto stato di cose frena l’economia\, il risparmio resta parcheggiato\, prevale la paura di investire  e la fiducia nel sistema economico si indebolisce. In quest’ottica l’educazione finanziaria rappresenta il motore portante dal quale far ripartire l’economia del nostro paese.  Come ormai consuetudine\, alla fine dell’incontro sarà riservato uno  spazio alle domande del pubblico.\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nGiuseppe TARDIVO \nGiuseppe Ghisolfi
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SUMMARY:La visione di Bernard Damiano. Un incontro con l'uomo e l'opera in occasione del centenario della nascita
DESCRIPTION:La figura di Bernard Damiano\, pittore e scultore italofrancese\, nato a Saretto di Monterosso Grana il 10\ngennaio 1926 e deceduto a Nizza il 23 giugno 2000\, sarà al centro della proiezione del cortometraggio\nintitolato “La visione di Bernard Damiano” alla presenza di Gabriella Giordano e Clara Vallauri\, che ne\nhanno curato la realizzazione. A seguire\, Enrico Perotto presenterà i tratti essenziali del pensiero etico di\nDamiano\, insieme ai caratteri distintivi della sua ricerca artistica\, e si confronterà con Davi Arneodo e\nMarco Gas\, dialogando su alcuni momenti di vita e di creatività dell’artista di Sarét. \nIl cortometraggio\, curato da Clara Vallauri\, vuole promuovere riflessioni sulla memoria\, sull’identità territoriale e sul valore artistico del pittore. La narrazione viene svolta per immagini attraverso i quadri dell’artista. Partendo dal luogo di nascita del pittore verranno trattate le tematiche care all’artista. \nEnrico Perotto \nClara Vallauri \n  \n  \n 
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SUMMARY:La mente che sfida il mondo: dentro il pensiero di Arendt
DESCRIPTION:La riflessione filosofica di Hannah Arendt si colloca nel punto di tensione tra la mente e il\nmondo\, là dove il pensiero non si limita a interpretare la realtà\, ma la sfida criticamente. Al\ncentro del suo percorso teorico vi è l’idea che il pensare non sia un’attività astratta o\nautoreferenziale\, bensì un esercizio profondamente politico e responsabile\, capace di\ninterrompere l’automatismo dell’agire e di opporsi alla banalizzazione del male. In opere\ncome Vita activa e La vita della mente\, Arendt indaga la facoltà del pensiero come spazio\ndi distanza dal mondo dato\, una sospensione che consente al soggetto di giudicare\,\nscegliere e rispondere delle proprie azioni. La mente\, in questa prospettiva\, non evade il\nmondo\, ma lo interroga: si ritrae momentaneamente dall’azione per renderla possibile in\nmodo autentico. La celebre analisi della “banalità del male” mostra infatti come l’assenza\ndi pensiero\, più che la malvagità consapevole\, possa generare forme radicali di\ndistruzione. Pensare diventa allora un atto di resistenza\, una pratica etica che sfida le\nconvenzioni\, il conformismo e l’obbedienza cieca. La mente arendtiana è dunque uno\nspazio inquieto e dialogico\, in cui il soggetto si confronta con se stesso e con il mondo\,\nassumendo la responsabilità di abitare la pluralità umana senza rinunciare al giudizio. \nPietro Carluzzo
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SUMMARY:Perché abbiamo bisogno della Dea
DESCRIPTION:La Grande Dea è stata la figura divina centrale della prima concezione mitologica del mondo. Archeologia e mitologia ne conservano ancora le tracce\, ma a un certo punto culti e narrazioni cambiano contenuto\, mettendo al bando la sua memoria. Le storie che raccontiamo o che occultiamo influenzano il nostro modo di essere e di stare al mondo. Non c’è nulla di meno innocuo di una storia: noi umani da sempre ci influenziamo l’un l’altro grazie alle narrazioni. La storia della Dea ha bisogno di essere rinarrata\, per colmare una mancanza\, per dare forma a una nuova mitologia femminile o forse addirittura dell’umano\, che passi attraverso il recupero di qualcosa che c’era ed è andato perduto. Il significato di fondo del mito della Dea\, presente come una costante in tutte le sue varianti\, è la visione del mondo come unità vivente. La Grande Dea\, ovunque la si trovi\, testimonia la percezione dell’universo come un tutt’uno vivente e sacro\, in cui ogni cosa è tenuta insieme in una rete cosmica\, dove tutti gli ordini della vita manifesti o immanifesti sono in relazione\, oltre ogni dicotomia. (dal libro Perchè abbiamo bisogno della Dea) \nDonatella Signetti
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SUMMARY:Le donne della Valle Maira e del Cuneese. Ogni 8 del mese un 8 marzo
DESCRIPTION:È un appuntamento ormai fisso l’iniziativa “Ogni 8 del mese un 8 marzo”\, ideata dal Museo Mallé di Dronero sotto la direzione dalla storica delle arti Ivana Mulatero. \nSi tratta di cammei dedicati a piccole grandi storie femminili\, un importante progetto nato l’8 marzo 2021 in collaborazione con l’archivista Daniela Occelli\, che vede il coinvolgimento dell’intera popolazione. \nUn modo per\, durante l’intero arco dell’anno\, celebrare le donne\, con la scelta di figure che sono state importanti nei diversi ambiti\, per il loro territorio\, le persone ed in generale per la società italiana. Donne dell’area valmairese\, ma non soltanto\, che ricordarle vuol dire prima di tutto riconoscere il loro esempio. (da Targato Cn 8.11.2025) \nIvana MULATERO
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SUMMARY:Holi Festival in Rajasthan (India)
DESCRIPTION:L’Holi Festival è una delle celebrazioni più attese dell’anno in India: segna l’arrivo della primavera e coinvolge migliaia di persone che si cospargono di polveri colorate in un tripudio di gioia e allegria. Ma l’Holi è molto più di una festa: è la celebrazione dell’amore\, della passione\, della fratellanza\, un momento in cui le barriere sociali si dissolvono nel colore. \nIl Rajasthan\, terra di questa straordinaria esperienza\, è una regione di contrasti affascinanti\, dove antiche tradizioni sopravvivono e si intrecciano con la modernità. Dal deserto del Thar ai sontuosi palazzi dei Maharaja\, offre scenari mozzafiato e un patrimonio culturale unico. \nDomenico SANINO
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SUMMARY:Il FAI: custode della bellezza. Viaggio tra arte e natura per riscoprire il patrimonio del Piemonte
DESCRIPTION:Il “FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano” è una fondazione nazionale senza scopo di lucro che da cinquant’anni opera per tutelare e valorizzare l’immenso patrimonio storico\, artistico e paesaggistico italiano.\nIn questo incontro\, la “Delegazione FAI di Cuneo” vi guiderà alla scoperta della missione e delle azioni concrete del FAI: “cos’è\, cosa fa e come agisce” . Attraverso un percorso ricco di immagini e filmati\, vedremo come la Fondazione salva dall’abbandono luoghi unici\, li restaura e li rende fruibili al pubblico\, trasformandoli in presidi di cultura e sostenibilità.\nDaremo un particolare risalto ai “Beni FAI in Piemonte” \, esempi straordinari di come l’impegno collettivo possa riportare al loro antico splendore ville\, castelli\, e paesaggi naturali. Un’occasione per comprendere come ognuno di noi possa contribuire attivamente a tramandare l’eredità di bellezza e civiltà del nostro Paese\, partendo proprio dal nostro territorio.\n\nRoberto Audisio
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SUMMARY:Il teatro di Eduardo
DESCRIPTION:Eduardo De Filippo\, o più semplicemente Eduardo (Napoli\, 24 maggio 1900–Roma\, 31 ottobre 1984)\, attore\, regista\, sceneggiatore\, drammaturgo\, scrittore\, filosofo e poeta è stato e rimane tuttora uno dei più importanti artisti italiani del Novecento\, autore di numerose opere teatrali da lui stesso messe in scena e interpretate e\, in seguito\, tradotte e rappresentate da altri anche all’estero. Autore prolifico\, lavorò anche nel cinema con gli stessi ruoli ricoperti nell’attività teatrale. Per i suoi meriti artistici e i contributi alla cultura\, nel 1981\, fu nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini e gli furono conferite due lauree honoris causa in Lettere dall’Università di Birmingham nel 1977 e dall’Università degli Studi di Roma La “Sapienza” nel 1980. Fu anche candidato per il Premio Nobel per la letteratura. Eduardo resta ancora oggi\, assieme a Luigi Pirandello\, Dario Fo e Carlo Goldoni\, uno degli autori teatrali italiani più apprezzati e rappresentati all’estero. Dalla nascita come figlio illegittimo mai riconosciuto del grande attore Eduardo Scarpetta all’infanzia con la sorella Titina ed il fratello Peppino con cui costituirà il famoso trio del “teatro Umoristico De Filippo” che conquisterà negli anni ’30 del Novecento i pubblici di tutta Italia\, cui seguirà la rottura col fratello e la costituzione della propria compagnia\, capace di regalare al pubblico commedie come “Filumena Marturano”\, “Napoli milionaria”\, “Questi fantasmi”\, la vita di Eduardo scorre come su un palcoscenico tra successi\, amori\, tragedie familiari che si ripercuotono e vengono riprese dalla sua intensa scrittura drammaturgica e dal suo rigore di grande regista. \nOscar BARILE
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SUMMARY:Intelligenza Artificiale: uomo o macchina? Siamo consapevoli?
DESCRIPTION:L’Intelligenza Artificiale è una vera minaccia per l’uomo? L’IA è una tecnologia a servizio dell’uomo oppure no? Un algoritmo può considerarsi intelligente e sostituire l’uomo?  Da “human in the loop” a “more than human” ? Quale etica dell’IA?\nA partire da queste domande affronteremo  l’intelligenza artificiale come una grande una provocazione di “senso” per l’uomo e rifletteremo insieme sui possibili scenari futuri “uomo-macchina”.\n  \nLuca BASTERIS
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SUMMARY:Droits universels de l'Homme\, droits humains: la dignità
DESCRIPTION:I Diritti dell’Uomo e i Diritti Umani sono spesso affrontati attraverso prospettive storiche o di relazioni internazionali;\ntuttavia\, tali approcci risultano insufficienti se non accompagnati da una riflessione sul loro fondamento\nfilosofico. Il presente contributo propone di porre i diritti umani in relazione all’ontologia dell’essere\, al fine di chiarire il\nconcetto di dignità come loro elemento fondante. Pur appartenendo a tradizioni teoriche differenti\, il discorso sui\ndiritti e l’ontologia possono interagire in modo proficuo.\nL’ontologia dell’essere\, interrogandosi sul significato dell’essere umano\, apre alla dimensione della soggettività e\ndell’intersoggettività\, consentendo di ripensare l’essere non solo come ciò che è\, ma come ciò che può essere. In questa\nprospettiva\, la persona è riconosciuta come soggetto dotato di coscienza\, razionalità\, relazioni\, responsabilità\, volontà ed\nemozioni. Tale approccio permette inoltre di comprendere il significato dell’obbligazione morale e conduce a considerare\nla dignità come pilastro imprescindibile per una convivenza umana pacifica. \nRiccardo Sirello
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SUMMARY:Geologia della Terra\, un pianeta in continua trasformazione. Esperienze di viaggio con gli occhi di un geologo
DESCRIPTION:Dove andremo con il geologo Enrico Collo? lo scopriremo nell’incontro del 12 febbraio 2026. Viaggiare con gli occhi di un geologo significa trasformare un semplice panorama in un racconto affascinante\, dove le rocce  narrano la storia della Terra su scale temporali di milioni di anni\, significa  osservare la “pelle” del pianeta nel momento in cui si rinnova. \n  \nEnrico Collo
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SUMMARY:Storia del Cinema - Roberto Dutto: Quando il Cinema guarda le persone.
DESCRIPTION:Si terrà alle ore 15\,00 dei seguenti mercoledì: 11 – 18 – 25 Febbraio 2026  e 4 marzo 2026. \nIl percorso proposto prende in esame il cinema come un “grande narratore”\, strumento per raccontare episodi o situazioni di vite più o meno conosciute\, certamente capaci di suscitare un interesse per lo spettatore. \nIL PRANZO DI BABETTE\, di Gabriel Axel\nA metà Ottocento una comunità danese aggrappata alle tradizioni religiose e sociali fa i conti con lo\nstraniero. Un’esperienza salutare che trasforma questa piccola comunità\, mentre ad alcune persone\nfa assaporare la bellezza di avere una casa. \nI 400 COLPI\, di François Truffaut\nAntoine Doinel\, un adolescente alla ricerca del proprio posto nel mondo. Incomprensioni e bisogni\nsi accumulano nella sua vita che passa attraverso un’educazione rigida\, ma inefficace perché non sa\naccoglierlo come ragazzo con i suoi moti di ribellione. \nLA FINESTRA SUL CORTILE\, di Alfred Hitchcock\nUn misterioso assassinio senza sangue e il gioco del cinema nelle mani di un maestro del thriller\ndiventa l’occasione per indagare sul guardare. Un meccanismo che funziona perfettamente\nincastrando ogni tassello delle indagini\, ma soprattutto della tecnica cinematografica e narrativa. \nCONCLAVE\, di Edward Berger\nRileggere un film non come nella banale polemica sugli intrighi della Chiesa\, ma come un’indagine\nsull’animo umano di fronte a scelte che chiamano in causa la coscienza. Il tutto affidato anche alla\ncostruzione delle immagini. \nRoberto DUTTO
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SUMMARY:Il diluvio dalla Bibbia ai giorni nostri
DESCRIPTION:“Non basterebbe lo spazio di questo risvolto per elencare le popolazioni antiche che\, in termini diversi ma comparabili\, condividono la tradizione del Grande Diluvio. Oltre alla tradizione biblica\, ritroviamo racconti simili dalla Cina al Perù\, dall’India alla Mesopotamia\, dal Nord America al Mediterraneo. Ecco\, si chiede Stefano Fenoglio\, tra i più importanti esperti di ecosistemi fluviali in Italia\, «com’è possibile che popoli tanto diversi e lontani tra loro abbiano sviluppato lo stesso racconto mitologico? O per meglio dire\, cosa si nasconde realmente dietro al mito del Diluvio?». Parte da questa domanda un viaggio a ritroso nel tempo e tra le civiltà che hanno abitato il pianeta\, per scovare\, tra i racconti mitici e le leggende\, la matrice naturale dell’«universali-tà del diluvio universale». In una indagine avvincente e informata\, infarcita di aneddoti e abitata da una sana ironia\, Fenoglio ci offre un’interpretazione convincente: «È più divertente ed emozionante cercare tra divinità irose\, cataclismi di origine extraterrestre e civiltà perdute la risposta a questa questione piuttosto che vederla in tutta la sua ovvietà: l’uomo è una specie fluviale». Le alluvioni\, quindi\, sono un fattore esistenziale della nostra esperienza\, da quando abbiamo smesso di essere nomadi cacciatori trasformandoci in agricoltori stanziali\, bisognosi quindi di acqua\, e di un fiume a portata di casa e campi. Una volta stabilito questo\, però\, non possiamo non chiedere all’esperto come comportarci di fronte alla furia delle acque\, soprattutto oggi che i fenomeni atmosferici catastrofici un tempo eccezionali sono aumentati per frequenza e intensità. E qui Fenoglio\, con la cura del grande divulgatore\, ci porta un elenco di soluzioni possibili per far fronte alle calamità legate ai fiumi\, per ridurne i danni materiali\, per evitare che possano\, come troppo spesso accade\, mettere in ginocchio le nostre città e le nostre economie. Con un messaggio chiaro e di convinta speranza: si può fare\, basta volerlo e agire subito. Insieme.” \nSinosssi da “Ed ecco io vi manderò il diluvio”-come le alluvioni hanno plasmato l’umanità. \n  \nStefano Fenoglio
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SUMMARY:LADAKH avventura cicloturistica tra i passi più alti del mondo e scalata alpinistica su una montagna di 7004 mt mai scalata prima
DESCRIPTION:La realizzazione di  un’impresa epica in Ladakh: un viaggio in bicicletta attraverso passi himalayani tra i più alti al mondo\, culminato con la prima salita assoluta di una montagna di 7004 metri\, un’avventura raccontata testimoniando la sua passione per il cicloturismo e l’alpinismo estremo.  \n  \nSebastiano Audisio
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SUMMARY:Da Stettino alla terra dei laghi della Masuria: la Polonia del Nord
DESCRIPTION:Attraverso immagini e didascalie andremo alla scoperta delle città\, dei monumenti\, dei paesaggi e delle curiosità che caratterizzano la Polonia del nord\, dalla Pomerania occidentale fino alla Podlachia. Il Baltico\, l’ambra\, i castelli\, i laghi\, le località che hanno fatto la Storia\, la cucina e la miglior vodka che si produce in Polonia (almeno per il sottoscritto…) \nRoberto MARTELLI
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SUMMARY:Sulle strade della memoria
DESCRIPTION:In questo viaggio vi racconteremo la storia di quelle donne e quegli uomini che hanno dato con coraggio\, la\nloro giovinezza\, la loro vita per liberare l’Italia dal dominio nazi-fascista.\nE vi racconteremo attraverso i luoghi più significativi dove si sono svolti gli scontri armati\, le azioni violente\ncontro la popolazione e dove sono state deposte le lapidi e i cippi a ricordo.\nAndremo sulle montagne che sono state testimoni di quei periodi di lotta partigiana e delle persecuzioni\nrazziali.\nVisiteremo i paesi\, le borgate\, i casolari ormai diroccati\, raggiungibili e collegati tra di loro da strade e\nsentieri che oggi come ieri conducono ai luoghi della memoria.\nE faremo questo viaggio in bicicletta che durante i seicento giorni della Resistenza in Italia\, è stato il mezzo\npiù importante per trasportare documenti\, stampa clandestina\, garantire i collegamenti tra le varie brigate\ndi partigiani e mantenere i contatti con le famiglie\, nonostante il tentativo da parte dei nazi-fascisti di\nproibirne l’utilizzo. \nFratelli PANZERA \n  \n 
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SUMMARY:English for beginners - Tina Moschella
DESCRIPTION:Dalle ore 10\,00 alle ore 11\,00 tutti i martedì mattina dal 27 gennaio al 31 marzo 2o26. \nCorso per principianti  per apprendere la lingua inglese\, ormai assurta a lingua internazionale e la cui utilità è riscontrata ormai nella vita quotidiana\, nel lavoro\, nei viaggi\, ecc.
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SUMMARY:Vite da mezzadri dal Medioevo al Secolo XX
DESCRIPTION:  \n\n\n\n\n\n\nNel 1982 il Parlamento italiano votò la legge che abolì definitivamente il contratto di mezzadria nelle campagne. Un sistema contrattuale nato nel basso medioevo come una forma di progresso per i contadini e protrattosi per secoli in molte zone d’Italia\, in particolare nella Provincia di Cuneo\, accompagnando le principali evoluzioni nella produzione agricola. Nel Novecento però\, in particolare dopo la seconda guerra mondiale\, la mezzadria si rivelò sempre meno favorevole per i lavoratori agricoli\, che lottarono per ottenerne la trasformazione in contratto d’affitto. Breve excursus storico della vita dei mezzadri negli ultimi otto secoli nella Provincia Granda\, quando anche le uova prodotte dalle galline andavano condivise a metà con il padrone del fondo. \n\n\n\n\n\n\n\nPiero DADONE\n\n\n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n 
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SUMMARY:L'esperienza del camminante
DESCRIPTION:  \n  \nA inaugurare la tradizione del «Camino de Santiago» fu il re Alfonso il Casto\, attorno all’anno 825\, quando partì da Oviedo con la sua corte per visitare la tomba di san Giacomo Maggiore. Oggi\, a distanza di molti secoli\, questo pellegrinaggio continua a esercitare il suo richiamo e ad attirare milioni di caminantes da tutto il mondo. Ma se a mettersi in marcia e a rimanere conquistati dal Cammino non sono solo persone animate da fede religiosa\,  quale può essere il senso di questo viaggio? Di cosa si va in cerca? E soprattutto cosa vi si trova? \nÈ quello che si è chiesto anche Giovanni Tesio il quale\, non senza incertezze e qualche timore\, ha deciso di seguire la sua compagna decisa a vivere quest’esperienza. Dopo una preparazione accurata\, è partito con molta curiosità\, una certa diffidenza e qualche resistenza intellettuale\, e comunque senza nessun afflato mistico. Ma i chilometri\, la fatica\, l’immersione quotidiana nella natura\, i lunghi silenzi durante la marcia e un caleidoscopio di incontri hanno scavato piano piano dentro di lui fino a riportare in luce una «vena» sommersa della sua sensibilità e della sua storia personale.\nIl Cammino si è rivelato così «una sorpresa che non si spegnerà se non con lo spegnimento della vita. Ancora ora mi affiorano momenti in cui – anche a distanza\, e forse direi addirittura\, proprio perché a distanza – ritrovo una felicità che nemmeno so se ci sia stata davvero\, ma che ora mi appare prepotente». \nGiovanni TESIO \n 
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SUMMARY:Titoli di testa: fantasie\, novità\, animazioni per le prime immagini di un film. Alla scoperta di ciò che il modo di presentare i titoli può rivelare di un film
DESCRIPTION:Le funzioni svolte dai titoli di testa sono molteplici\, promuovono l’entrata dello spettatore nel racconto…. \n  \n  \n  \nRoberto DUTTO \n  \n 
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SUMMARY:I Muntagnin....da Fontanelle a Coronel in Argentina......la storia di due famiglie lunga tre secoli.
DESCRIPTION:I Muntagnin è il soprannome assegnato a Quaglia Pietro che da\nEntraque viene a Fontanelle per sposare Giordano Anna Maria nel\n1813; lui è un “muntagnin” e tale resta anche per i discendenti; anche\ncasa sua diventa tetto Montagnin. Un suo nipote Quaglia Michele\nsposa nel 1896 un’altra fontanellese Pellegrino Maddalena ( che è la\nbisnonna di Marina Dutto responsabile dell’ufficio anagrafe del nostro comune!) che è figlia di Pellegrino Michele che si sposerà tre volte con 13 figli..\n Maddalena è figlia del primo matrimonio e con lei ci sono altri fratelli fra\ncui Giorgio che a inizio Novecento emigra in Argentina a Coronel\nPringles \, a nord di Buenos Aires.\n Giorgio dal 1930 per 15 anni terrà una fitta corrispondenza con la\nsorella . ( sarà il cardine dell’incontro all’Unitre)\n Nel pomeriggio di giovedì 13 novembre parlerò di questa curiosa\ncorrispondenza e del forte attaccamento alla terra natia nel vallone dei\nGiordani.\n Ripercorrerò come secondo filone anche la storia della famiglia\nQuaglia dal 1786 fino ai nostri giorni… con curiose vicende dei vari figli\ne nipoti. Un esempio: il figlio di Quaglia Pietro\, Giuseppe Antonino sarà\nferito nella battaglia di Solferino e San martino durante la seconda\nguerra di indipendenza: avrà la visita del re Vittorio Emanuele II che gli\ndirà: “ non preoccuparti\, guarirai”.\n Il pomeriggio diventa occasione per dare spazio alla forte emigrazione\nverso l’America\, anzi “Lamerica” anche di cittadini bovesani e alle\nvicende di molte famiglie fontanellesi.. \n  \n  \nLuigi Pellegrino  
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SUMMARY:Guida all'ascolto della Musica Classica - Piero Meineri
DESCRIPTION:Il corso si terrà il mercoledì alle 15\,00 \n14 gennaio – P. I. Ciaikovskji: Sinfonia n. 5 \n21 gennaio –  F. J. Haydn: Concerti per pianoforte e orchestra \n28 gennaio – F. Schubert: Trio per violino violoncello e pianoforte op. 100\n\n04 febbraio – C.Wieck Schumann: la straordinaria musicista al fianco di Robert\nPiero Meineri
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SUMMARY:Unione Europea alla ricerca del suo futuro in un mondo di predatori
DESCRIPTION:In un mondo sempre più esposto alla prepotenza di predatori\, dalla Russia ad oltre Atlantico\, l’Europa avverte la minaccia crescente dei conflitti in corso\, non solo di quelli ai suoi confini\, in Ucraina e in Medio Oriente\, ma anche in America Latina\, in attesa di meglio valutare le pressioni esercitate di nuovo da Trump ad inizio anno sulla Groenlandia e la Danimarca e quindi sull’Unione Europea. \nFranco CHITTOLINA
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SUMMARY:Migranti ovvero quando i migranti devono scappare dalla fame\, dalla guerra\, dalla dittatura. Storie di migrazioni di ieri e di oggi
DESCRIPTION:Dall’Unità d’Italia in poi\, non meno di 30 milioni di italiani hanno abbandonato definitivamente il nostro paese. È un fenomeno che per vastità\, costanza e caratteristiche non trova riscontro nella storia moderna di nessun altro popolo europeo. Un fenomeno\, causato dall’incremento demografico e dalla miseria economica\, che ha colpito in particolare tutte le aree agricole italiane. Valli valdesi del Piemonte comprese\, quando\, a partire dal 1848 con l’apertura dell’antico ghetto tra i monti dove per secoli erano stati rinchiusi uomini e donne\, vecchi e bambini\, si assisterà a una emigrazione di rilevanti proporzioni\, che sul finire del secolo porterà quasi un terzo della popolazione negli Stati Uniti\, in Uruguay e in Argentina. Ma accanto alle emigrazioni causate dalla fame\, ci sono anche quelle per motivi politici\, come al tempo del fascismo\, quando la dittatura spinse all’esilio volontario o coatto oltre 700 mila uomini e donne che non condividevano il regime mussoliniano.\nÈ da qui che inizia la nostra storia\, raccontata e cantata ancora una volta da Maura e Jean Louis Sappé\, basata su documenti\, canti e testimonianze di un tempo\, per poi arrivare via via ai giorni nostri\, quando sono altri popoli di diseredati a dover scappare dalla fame\, dalla guerra e dalla dittatura\, cercando di raggiungere\, chi a piedi\, chi su pericolanti barconi\, questa Europa cristiana\, sempre più immersa nella xenofobia\, che non li vuole e li ricaccia. \n\n\n\n\n\n\n\nGruppo Teatro Angrogna
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LOCATION:Teatro Civico Toselli
CATEGORIES:Conferenze 2025/2026 - 2° ciclo
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SUMMARY:"I Dolci " Auguri preparati dalle/gli Associati
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LOCATION:Sede Unitre Piazza II Reggimento Alpini 3
CATEGORIES:Conferenze 2025/2026 - 1° ciclo
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SUMMARY:Concerto di Natale
DESCRIPTION:QUARTETTO GIOVANNI MOSCA  \nClaudia La Carrubba\, violino Laura Ferrara\, viola  \nLidia Mosca\, violoncello Elisa Ferrara\, pianoforte  \nPROGRAMMA  \n\n A. MOZART Quartetto per pianoforte e archi k 478 in sol minore Allegro\, Andante\, Rondò-Allegro \n FERRARA Suite “Come un fiume” per pianoforte e archi Come un fiume\, L’airone\, Essenza \n A. LE BEAU Quartetto per pianoforte e archi op. 28 in fa minore Adagio – Allegro \n MAHLER Klavierquartett per pianoforte e archi in la minore Nicht zu schnell\n\nIl Quartetto in sol minore K. 478 di Wolfgang Amadeus Mozart\, composto a Vienna nell’ottobre\ndel 1785\, è considerato la prima manifestazione compiuta della concezione moderna della musica\nda camera con pianoforte. Una sorta di rivoluzione sotto tre differenti aspetti: la destinazione\, la\ncomplessità della scrittura e il contenuto. Fino a quel momento\, la musica da camera con pianoforte\nera stata concepita principalmente per esecutori dilettanti\, ma con il Quartetto K. 478 si assiste a un\nnetto cambiamento. L’ampia durata\, l’elaborata struttura musicale\, che per complessità si avvicina a\nquella di un Concerto per pianoforte – il genere cui Mozart si dedicò con particolare insistenza nei\nprimi anni viennesi – rivelano l’intento del compositore di elevare il quartetto con pianoforte a una\ndimensione più ambiziosa.\nLa suite ”Come il fiume” composta da Antonio Ferrara nel 2023\, nasce da una suggestione: la\nlettura dell’omonimo romanzo di Teresa Angela Del Carmine\, edito da Albatros. Si sviluppa in 3\nmovimenti dal carattere danzante: Come un fiume – L’airone – Essenza. Nel primo e nell’ultimo\nmovimento\, che si presentano nella classica forma tripartita\, il ritmo di danza viene forzato e\nscardinato nella sua regolarità creando effetti di spaesamento. Il movimento centrale è caratterizzato\nda un elemento ripetitivo in un crescendo sonoro coinvolgente. Un percorso ritmico e melodico\npulsante\, che accompagna l’ascoltatore in un viaggio di emozioni fortemente evocativo.\nAntonio Ferrara pianista\, direttore d’orchestra\, compositore e divulgatore\, ha pubblicato per la Casa\neditrice musicale “Edizioni Carrara” e per il “Gruppo editoriale Capitello”. È stato docente presso i\nConservatori di Vicenza\, Novara\, Torino e Cuneo.\nIl Quartetto Op. 28 in fa minore fu composto nel 1884 da Luise Adolpha Le Beau\, pianista e\ncompositrice talentuosa che riuscì ad emergere in un’epoca in cui la creatività femminile era spesso\nignorata e la diffusione delle proprie opere risultava particolarmente ardua. Frequentò musicisti del\ncalibro di Liszt e Brahms e prese lezioni di pianoforte dall’eccellente virtuosa Clara Wieck\nSchumann. Apprezzata dai grandi direttori d’orchestra\, stimata dal pubblico e dalla critica\, era\nsoprannominata “lady emancipata”. Vinse numerosi concorsi di composizione e collaborò con la\nscrittrice Luise Hitz\, mettendo in musica alcune sue poesie. Nel 1889 la rivista “Neue Musik\nZeitung” le dedicò un articolo che ne esaltava il talento\, con parole che oggi suonerebbero stonate:\n“dobbiamo rilevare che la signora Le Beau compone come un vero uomo\, con una musicalità totale\,\nma anche che non si comporta come alcune compositrici che tentano di convincere gli uomini della\nloro originalità con il movimento dei capelli”. Compositrice quasi del tutto dimenticata\, meriterebbe\nsenza dubbio maggiore attenzione.\nComposto nel 1884\, il Quartetto op. 28 rappresenta una delle opere più significative della\nproduzione cameristica di Luise Adolpha Le Beau in cui la compositrice riuscì a coniugare la\nstruttura classica con un’intensa carica espressiva. Sebbene oggi poco eseguito\, questo quartetto\ncostituisce un esempio rilevante del talento femminile nel contesto del romanticismo europeo\,\nevidenziando una perfetta padronanza formale e un linguaggio personale in cui l’influenza dei\ngrandi romantici tedeschi si traduce in una voce originale e appassionata. Il primo movimento\,\neseguito questa sera\, si apre con un’introduzione lenta e drammatica\, cui fa seguito un Allegro con\nfuoco ricco di tensione romantica\, basato su un gioco dinamico tra momenti di tensione e\ndistensione. Questa pagina musicale merita di essere riscoperta\, sia per il suo valore artistico\, sia per\nla sua importanza storica nel panorama cameristico ottocentesco.\nIl Klavierquartett di Gustav Mahler in la minore rivela una parte intima e giovanile dell’autore.\nIl brano\, divenuto popolare anche grazie al celebre film di Martin Scorsese “Schutter Island”\, fu\ncomposto quando l’autore aveva solo sedici anni e svela alcuni tratti che saranno caratterizzanti del\nsuo stile compositivo e che verranno sviluppati con l’esperienza\, tra i quali la ricerca di\nun’espressività e un lirismo intensi. L’adagio\, scritto intorno al 1876 quando il giovane Mahler\nfrequentava il Conservatorio di Vienna\, è un movimento che\, verosimilmente\, avrebbe dovuto far\nparte di una composizione più ampia.
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SUMMARY:Hector Berlioz - Sinfonia Fantastica: una vita raccontata con le note
DESCRIPTION:Compositore francese del periodo romantico conosciuto in Italia con il nome di Ettore Berlioz compose \nLa Sinfonia fantastica\, titolo completo Sinfonia fantastica\, Episodio della vita di un artista\, in cinque parti\, eseguita per la prima volta il 5 dicembre 1830…… \n  \nPiero Meineri \n  \n 
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