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SUMMARY:Giuseppe Tardivo - Il coraggio di investire e la capacità di innovare: verso un ripensamento del sistema socio economico e imprenditoriale cuneese nell'era post Covid
DESCRIPTION:Stiamo vivendo\, ormai da anni\, in un periodo di notevoli cambiamenti che incidono in maniera radicale sia sul modo di concepire l’impresa ed i suo management\, sia nella pratica operativa nella quale il mondo imprenditoriale si trova direttamente impegnato. La competitività dell’impresa non si esprime oggi unicamente nella capacità di controllare i costi\, e quindi nella sua efficienza\, ma nella possibilità di rispondere adeguatamente alla domanda. Si delinea quindi un sistema impresa più complesso\, ma anche più flessibile e più forte nei confronti dei mutamenti ambientali e aperto verso l’esterno. Nel caso dell’Italia e della Provincia di Cuneo la situazione appare molto complessa. Si assiste in realtà alla sommatoria di cinque crisi: \n\nLa crisi di produttività stagnante/competitività\nLa crisi del debito sovrano\nLa crisi pandemica\nLa crisi politica\, derivante dall’instabilità di assetti territoriali preesistenti e di valori\nLa crisi sociale ed il fenomeno di immigrazione di massa.\n\nL’Italia è ora di fronte a un troppo a lungo rinviato “bagno di verità”. \nIn questo contesto\, cosa devono fare oggi le imprese\, soprattutto i piccoli\, per crescere? \n\n\nLa risposta che la nuova classe dirigente dovrà dare a questa impressionante realtà è molto semplice: la costruzione di un nuovo genere di imprenditoria basato su nuovi modelli d’impresa che costituiranno altrettante sfide per la politica di domani. \nAppare più che mai necessario un nuovo “salto culturale”. \nUscire dalla crisi è possibile\, ma occorre smettere di aspettare che essa si esaurisca ed iniziare ad affrontare il cambiamento di cui essa è paradossalmente portatrice. \n\n\nLe Istituzioni dovranno essere in grado di promuovere politiche per sviluppare la competitività: la crescita dimensionale\, l’internazionalizzazione\, l’innovazione tecnologica\, le reti d’impresa e la ricerca garantendo il rispetto della sostenibilità ambientale. \nLo sviluppo dei progetti infrastrutturali\, dall’energia ai trasporti e alla logistica\, non può più attendere. \nLo stesso per il fondamentale driver dell’innovazione e della crescita: la tecnologia digitale su cui l’Italia è rimasta drammaticamente indietro. \nSarà inoltre necessario affrontare la sfida dell’internazionalizzazione e valorizzare le start-up incoraggiando lo sviluppo del tasso di imprenditorialità nel rispetto della persona e della sostenibilità ambientale. \nMa occorre andare oltre. Occorre pensare da parte della nuova classe politica nel nostro paese a “un rilancio strutturale dell’economia” in grado di ridare all’Italia un ruolo di primo piano e non succube e marginale nel contesto europeo ed internazionale. \n\n\nÈ sufficiente al riguardo ricordare alcuni dati particolarmente significativi. \nNel 2020 l’Italia ha visto una perdita del PIL dell’8\,8%. Per il 2021 è previsto un PIL in crescita del 6\,4% e nel 2022 del 4\,3%. Valori che andranno rivisti al ribasso per le drammatiche conseguenze sull’economia del conflitto ucraino. \nLa crisi provocata dal Covid ha fatto schizzare il debito pubblico italiano a valori inimmaginabili prima della pandemia\, raggiungendo il picco del 160% del PIL. \nLa pandemia ha provocato un aumento delle insolvenze di imprese con un fatturato superiore ai 50 milioni di euro del +23%. \nI settori maggiormente colpiti risultano il turismo\, l’automotive ed i trasporti. Digitale\, sanitario ed alimentare sono invece i settori in crescita. \nIl conflitto ucraino ha inoltre sensibilmente aggravato la situazione delle aziende che presentano un’elevata dipendenza dall’export e dalle catene di produzione globali. \nSoffriranno inoltre le industrie caratterizzate da un’elevata leva finanziaria e da una scarsa liquidità o dipendenti dall’importazione di materie prime da Russia ed Ucraina. \nAnche il mercato del lavoro si sta muovendo in coerenza con la diminuzione del PIL. La diminuzione della domanda interna\, al netto delle scorte\, oscilla attorno all’8% con una perdita delle unità lavorative\, rispetto all’era pre-Covid\, di oltre 200 mila unità. \nIl modello di industrializzazione diffusa\, fondato sui distretti industriali che ha saputo affermarsi con i prodotti del “Made in Italy” sui mercati esteri fino a conquistare la ribalta della scena internazionale\, sembra avere esaurito la propria forza propulsiva. \nLa sfida è avvincente e dà adito alla speranza\, ma occorre giocarla da protagonisti e non limitarci a subirla. \n\n\n\n  \n\n\n  \n Relatore: Giuseppe TARDIVO
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SUMMARY:Le nuove frontiere del management: quando la conoscenza incontra l'esperienza
DESCRIPTION:In uno scenario socio-economico in continua evoluzione i settori produttivi sono chiamati a rinnovarsi e a modernizzarsi a tutti i livelli\, nella propria struttura interna e nei mercati. In questo contesto l’Università è chiamata a riposizionarsi\, a ripensare se stessa\, a ridefinirsi rispetto ad una situazione finalmente in movimento dopo anni di stallo. Ma come riposizionarsi\, come ripensarsi\, come riprogettarsi? La risposta è univoca: l’Università verso il mercato\, verso il territorio e le imprese\, nell’ottica di valorizzazione del contesto di riferimento e della Collettività. Autonomia\, responsabilità\, trasparenza\, innovazione\, capacità di competere e di creare valore\, attrattività\, orientamento alla ricerca rappresentano altrettanti criteri guida dell’Università che vogliamo costruire\, di un’Università capace di usare il mercato\, di misurarsi con il mercato\, di rispondere alle esigenze del sistema socio-economico di riferimento in cui anche la condizione femminile può trovare una sua piena realizzazione. Qualità e non quantità; orizzonte europeo e non chiuso localismo; ricerca applicata e non concettualizzazioni generiche; capacità di “lavorare assieme”\, di “fare rete” e non accentuato individualismo; servizio al territorio e non chiusura in una “torre d’avorio”; ascolto e non indifferenza; integrazione e non separazione; approfondimento e non generalizzazione\, IN SINTESI CREAZIONE DI VALORE. Sono questi i pilastri di una Università di Torino in Provincia di Cuneo che vogliamo costruire\, alla quale dedicheremo le nostre forze\, la nostra passione\, il nostro impegno\, la nostra intelligenza\, le nostre energie e perché no\, i nostri sogni. \n  \nRELATORE: Giuseppe TARDIVO
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SUMMARY:I Fondi Pensione e l'Economia reale
DESCRIPTION:La lezione si svolgerà partendo dalla classificazione dei fenomeni economici con particolare riguardo a quelli che attengono alla “economia reale” e alla “economia finanziaria”\, passando ai punti di contatto e reciproca correlazione e la supposta “indipendenza della finanza”. Il problema del trasferimento della ricchezza nel tempo: le pensioni. I fattori che influenzano significativamente il valore finanziario dei beni. Le “strategie di difesa” del valore nel tempo delle pensioni. Metodo contributivo e metodo a ripartizione. Sostenibilità dei vincoli matematici e mediazioni politiche. \nRELATORE: Pierfranco RISOLI
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SUMMARY:L'Università in cammino: verso un nuovo modo di concepire l'impresa"
DESCRIPTION:L’UNIVERSITA’ AL SERVIZIO DEL TERRITORIO: UN SOGNO REALIZZATO NELLA PROVINCIA DI CUNEO: Autonomia\, responsabilità\, trasparenza\, innovazione\, capacità di competere e di creare valore\, attrattività\, orientamento alla ricerca rappresentano altrettanti criteri guida dell’Università che vogliamo costruire\, di un’Università capace di usare il mercato\, di misurarsi con il mercato\, di rispondere alle esigenze del sistema socio-economico di riferimento in cui anche la condizione femminile può trovare una sua piena realizzazione. Ma per l’Università non esiste soltanto il mercato\, esiste anche la società civile – nel suo complesso e nelle sue articolazioni- esistono domande di ricerca e di cultura\, che non hanno prezzo\, tuttavia meritevoli di essere prese in considerazione. C’è la competizione\, ma c’è anche la solidarietà. L’Università è dunque chiamata a ripensare a se stessa a partire dai ruoli fondanti di ricerca e formazione. Ripensare se stessa attraverso una faticosa riconciliazione e ricomposizione tra capire e fare\, tra etica e prassi. In quest’ottica Il Polo universitario cuneese deve mettere in primo piano la figura delle Istituzioni\, delle Organizzazioni\, del territorio e dell’impresa. Deve considerare la centralità dell’Imprenditore. Deve realizzare delle capacità. \nRELATORE: Giuseppe TARDIVO
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SUMMARY:Accelerare il cambiamento: verso un ripensamento del sistema socio-economico e imprendit. cuneese
DESCRIPTION:La parola crisi\, scritta in cinese\, è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l’altro rappresenta l’opportunità John Fitzgerald Kennedy (Discorso a Indianapolis\, 1959). Lo sviluppo economico del Sistema Italia è bloccato: il meccanismo del localismo territoriale si è inceppato\, e da sole le realtà di piccola dimensione – le più numerose nel tessuto socio-economico – non sono in grado di competere. Specie in momenti di crisi\, le imprese – anche se potenzialmente di successo – rischiano di uscire dal tessuto imprenditoriale a causa della mancanza di risorse finanziarie\, della scarsità di competenze\, dell’eccessiva burocrazia\, dell’approssimativo sistema promozionale del made in Italy\, della rigidità del mercato del lavoro\, dell’intempestività degli ordinamenti a cogliere le sfide del cambiamento degli scenari di riferimento e\, da ultimo\, dei ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione. Ma cosa fare? Non esiste una ricetta preconfezionata… Per competere negli scenari ridisegnati dalla crisi serve un processo di ristrutturazione in alcune parti del sistema. Alcune azioni sono state compiute\, tuttavia il ritmo di trasformazione per adattarsi al nuovo contesto competitivo non è stato sufficiente\, dal momento che le performance complessive del tessuto imprenditoriale e dell’economia italiana in generale sono modeste. A livello nazionale i segnali non sono confortanti: l’8 marzo scorso l’OCSE ha confermato un probabile aumento del PIL in Italia dell’1%. Ultima performance in Europa nel breve periodo l’economia continuerà a evolversi a ritmi molto contenuti\, pesando ulteriormente su salari\, occupazione e prezzi al consumo. Gli elevati livelli dello spread hanno determinato un innalzamento del costo del credito con un pesante impatto ancora una volta sui bilanci delle imprese e delle famiglie. Gli effetti della crisi strutturale si stanno ripercuotendo su tutti i settori economici\, anche se con modalità ed intensità differenti a seconda del comparto\, della tipologia di impresa\, della localizzazione. In tale scenario l’individuazione della metamorfosi del tessuto imprenditoriale locale ha assunto un ruolo fondamentale. Il sistema impresa-territorio cuneese può essere descritto come una rosa: una miriade di realtà imprenditoriali (le imprese di cristallo) – in particolare familiari – sane\, con elevata potenzialità di sviluppo e ramificazioni in molteplici settori (i petali)\, con accentuazioni più o meno consistenti (le sfumature di profumo e di colore) che per “sbocciare” necessitano di un “humus” (coordinamento sistemico) di: ■ infrastrutture economiche\, autostradali\, ferroviarie\, aeroportuali\, portuali\, sistemi logistici\, reti telematiche; ■ una legislazione che rafforzi la concorrenza\, favorisca la liberalizzazione\, adegui il diritto societario; un sistema creditizio e bancario che favorisca un sostegno efficace alle diverse dinamiche del patrimonio dell’impresa e della famiglia. \n  \nRELATORE: Giuseppe TARDIVO
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SUMMARY:Evoluzione e nuove frontiere della finanza aziendale
DESCRIPTION:La lezione del Prof. Tardivo evidenzia “l’invasione” della Finanza aziendale nell’economia\, che ha portato all’attenzione del vasto pubblico un insieme di tematiche in precedenza riservate ai soli studiosi della materia e un linguaggio prima ignoto\, se non addirittura inesistente. Traccia\, quindi\, un profilo evolutivo della disciplina e ne focalizza il contenuto in ottica manageriale. L’oggetto della finanza d’impresa ha\, nel tempo\, avuto molte e differenti definizioni da parte degli studiosi che se ne sono occupati e questo ha contribuito a una migliore individuazione delle sue linee evolutive e dei suoi contenuti\, nonché delle sue correlazioni con le altre discipline aziendalistiche. In questo contesto\, la lezione traccia un excursus storico della letteratura di riferimento\, evidenziando l’evoluzione del ruolo della finanza aziendale all’interno dell’impresa in contesti storici differenti e sottolineando la nascita di nuove figure all’interno della funzione finanziaria (il treasures e il controller)\, di nuovi modelli di analisi (es. CAPM) e di fattori che caratterizzano\, nell’attuale scenario di riferimento\, la “nuova frontiera” della gestione aziendale: l’etica e la sostenibilità ambientale. Particolare attenzione sarà dedicata alla evidenziazione dei principali compiti del manager finanziario nell’ottica di creazione di valore. \n  \nRELATORE: Giuseppe TARDIVO
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SUMMARY:Accelerare il cambiamento:verso un ripensamento del sistema socio-economico del cuneese
DESCRIPTION:Mai come in questo momento le nostre certezze consolidate hanno vacillato. L’Ucraina ha riportato lo spettro della guerra in Europa\, il “Califfato” l’ha esteso nel Medio Oriente. Gli Stati Uniti potrebbero esportare idrocarburi in concorrenza con Russia e Arabia Saudita. Ovunque la crescita rallenta\, ben al di là delle previsioni iniziali\, e il prodotto interno lordo italiano presenta variazioni solo timidamente positive. Nel frattempo\, la spinta dell’innovazione trasforma i modi di produrre e di consumare. Cambia anche la struttura sociale: la classe media si espande in Oriente ma è in trincea in Occidente\, dove il “precariato” potrebbe avere una funzione fortemente destabilizzante. In questo clima\, Europa e Italia cercano di muovere passi incerti di rinnovamento. Queste osservazioni offrono un contributo organico di analisi\, idee e suggerimenti per giocare la partita dell’innovazione che attraverso lo strumento principe dell’informatica applicata al marketing rappresenta la nuova frontiera dello sviluppo. Esistono quindi concrete possibilità di vincere la scommessa di un auspicabile\, possibile “Rinascimento industriale”. Ce lo confermano le notizie che abbiamo letto tutti sui mass media: lo spread sotto i 100 punti e una crescita del PIL dello 0\,1% nel primo trimestre 2015. In questo contesto l’economia cuneese svolge un ruolo di assoluto rilievo caratterizzato da forte dinamismo e imprenditorialità. Ferrero\, Agrimontana\, Merlo\, sono alcuni dei tanti nomi che provano la straordinaria vitalità dell’Area. Sono esempi di quello che può essere definito “il modello cuneese di sviluppo dell’impresa” per sottolinearne le peculiarità rispetto al modello italiano. Un problema incombe su questo modello di sviluppo socio-economico del territorio: a prescindere dalla crisi in atto\, il Piemonte e la Provincia di Cuneo saranno adeguati a fronteggiare le sfide derivanti dalla globalizzazione dei mercati e dall’accelerazione del progresso tecnologico? La risposta non è semplice e non è univoca\, ma abbraccia una pluralità di aspetti economico-sociali-culturali. Le imprese cuneesi sono state definite imprese di cristallo\, estremamente preziose ma estremamente fragili. Riconoscerne la qualità e le forze\, ma al tempo stesso i limiti e le debolezze è perciò il primo passo da compiere per difendere questo nostro patrimonio di cui il Piemonte ha assoluto bisogno. Per affrontare questo tema è però necessario sottolineare brevemente alcune caratterizzazioni dell’attuale scenario di riferimento a prescindere dalla crisi in atto. \n  \nRELATORE: Giuseppe TARDIVO
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