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SUMMARY:Pietro Carluzzo - Norberto Bobbio il filosofo della democrazia
DESCRIPTION:  \nNorberto Bobbio è  considerato il massimo teorico del diritto e massimo teorico della politica nella  seconda metà  del Novecento. È  sicuramente la personalità  che ha lasciato il segno più  profondo nella cultura  filosofico-politica e  che più  generazioni di studiosi\, anche di formazione assai  diversa\, hanno  onsideratocome un maestro. Dal punto  di vista culturale\, la sua vita è  stata coronata da numerosi successi e riconoscimenti in ambito giuridico\, storico\, politico e filosofico. A partire dall’ambito filosofico-politico \, per esempio\, Bobbio intraprende  una lunga analisi sul concetto di democrazia  vista come  unica forma di governo totalizzante solo se si riesce a mettere insieme libertà e uguaglianza e se i politici e gli uomini di cultura assumono un atteggiamento mite. La mitezza dei politici e degli uomini di cultura\, però \, non deve essere confusa con la remissivita’ che apre il regno dei  cieli. È  una virtù debole\, propria di chi non ha potere e\, al tempo stesso\, potente poiché anticipa un mondo migliore su questa terra. È “la più  impolitica delle virtù “\, ma anche l’antidoto alle degenerazioni della politica. I politici  e gli uomini  di  cultura\, secondo Bobbio\, hanno il compito   di  seminare  dubbi e non di raccogliere certezze. Un dubbio non da scettici\, ma da difensori attenti di un  nucleo di valori da considerare irrinunciabili per la dignità delle persone e per la sopravvivenza della democrazia.  Questa\, per il filosofo torinese\, deve essere la grande scommessa   che un regime democratico deve affrontare per potersi manifestare appieno. \nRelatore: Pietro Carluzzo
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SUMMARY:Pietro Carluzzo: La ricerca della libertà attraverso la filosofia (lezione online)
DESCRIPTION:La riflessione sul tema della libertà accompagna tutta lo storia del pensiero filosofico\, dall’antichità  all’epoca contemporanea\, con accenti e approcci diversi. \nIl viaggio inizia a partire dalla filosofia antica dove si pensa\, implicitamente\, che la concezione della libertà possa essere raggiungibile attraverso l’equazione tra scienza e virtù. Si passa poi alla filosofia medievale ove il cristianesimo influisce profondamente sul tema della libertà creando una sorta di tensione: da una parte\, infatti\, si sostiene che senza la libertà dell’uomo non sarebbe concepibile il peccato\, e dunque non avrebbe senso la redenzione\, dall’altra si afferma che il concetto di libertà deve congiungersi strettamente a quello di grazia divina\, a un qualcosa cioè di esterno e indipendente. \nCon la filosofia moderna\, però\, il tema della libertà viene ridiscusso completamente a partire da figure come Erasmo da Rotterdam e Martin Lutero per quanto riguarda l’approccio più religioso\, mentre con gli illuministi  per quello di carattere più politico. \nMa come possiamo definire la libertà oggi?
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SUMMARY:Dalla verità alla libertà in Luigi Pareyson
DESCRIPTION:Luigi Pareyson\, nato a Piasco e vissuto a Cuneo\, viene considerato uno dei più grandi filosofi italiani del XX secolo. E’ tra i primi a far conoscere in Italia l’esistenzialismo tedesco\, facente capo principalmente ad Heidegger e Jaspers\, e a riconoscersi in questa visione. Sviluppando la propria riflessione a partire dai concetti di “Verità” e “Libertà”\, egli riesce\, non solo a porre nuovamente la persona al centro del pensiero filosofico\, lasciando ad ognuno la facoltà di poter scegliere liberamente la propria condizione esistenziale\, ma costruisce anche un’attenta ed originale forma di filosofia esistenzialistica volta a comprendere le problematiche contemporanee come il conflitto mondiale. \nRELATORE\nPietro CARLUZZO
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SUMMARY:"il vento soffia tra i pini" una fiaba cinese senza parole
DESCRIPTION:La politica\, i media stanno allontanando l’Italia dal resto del mondo. Il mondo corre veloce\, cambia in profondità e l’Italia sta ferma o va indietro. Rischiamo di non capire in che mondo viviamo. La Cina è vicina\, è nelle nostre teste\, già oggi. Non ce ne accorgiamo. Oltre ad essere una potenza economica\, finanziaria e militare\, la Cina è anche un soft-power. Pensiamo alla letteratura cinese\, al cinema\, all’arte\, ai vari tipi di ginnastica cinese\, al buddismo ( la religione che si sviluppa più velocemente in occidente)\, alle varie forme di taoismo ecc. La fiaba ” Il soffio del vento tra i pini” è un bell’esempio di un testo di pura filosofia taoista che ha una grande fortuna non solo in Cina\, ma in Europa\, in Africa\, in America. Il testo scritto è brevissimo\, ma la forza del disegno fa si che sia compreso da persone di cultura profondamente diversa. Ognuno che prenda in mano questo testo ne resta affascinato e piano piano assimila\, senza accorgersene\, un mondo ideale che\, in teoria gli è totalmente estraneo. Dopo un certo tempo si pensa secondo i precetti del testo letto\, ritenendo magari che sono cose che ha pensato lui\, talmente gli sono diventate familiari. Occorre renderci conto che diventiamo diversi da come siamo anche se non lo abbiamo deciso o magari non lo vogliamo. \n  \nRELATORE: Giovanni DEMARIA
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SUMMARY:Erasmo da Rotterdam "elogio della Follia"
DESCRIPTION:“L’Elogio della Follia” è un libretto da ridere o è una cosa seria? Erasmo pensa ciò che dice\, e dice ciò che pensa\, oppure si diverte a rovesciare il mondo\, come in una commedia? Certo è che questo libello ebbe subito un grande successo: siamo all’inizio del 1500 e divenne davvero popolare\, ma interessò\, e continua a farlo\, anche i critici che\, da allora\, s’interrogano sul reale significato di un’opera che tratta di tutto: dalla filosofia\, alla teologia\, alla religione cristiana\, ai costumi di tutte le classi sociali\, dai re ai governanti\, ecc. La scena è quanto mai semplice: s’immagina che la Follia in persona sia una dea che\, davanti a folto pubblico\, predichi\, mostrando che\, grazie ai suoi servigi\, la vita degli umani è resa sopportabile e piacevole. Infatti prende in esame i vizi dei potenti\,( ma non dei poveri)\, dai papi ai re e ne dimostra il vero volto\, sotto la maschera pubblica. Qualcuno ha scritto che si tratta solo di un scherzo bizzarro\, scritto per divertirsi e divertire e che non contiene affatto un raffinato pensiero. La maggior parte dei critici oggi è propenso a riconoscere all’”Elogio della Follia” spessore e profondità; l’opera di un intellettuale maturo che esprime acutamente\, ma con ironia\, i pensieri più alti e sottili. Erasmo mantiene per tutto il discorso una costante ambiguità: da una parte le affermazioni della Follia sembrano appunto folli\, ma dall’ altra rivelano una seria e profonda verità\, sotto l’apparenza scherzosa.” \n  \nRELATORE: Antonina GAZZERA
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SUMMARY:Le prescrizioni alimentari nelle tre religioni monoteiste: Ebraismo\, Cristianesimo e Islam
DESCRIPTION:” Si torna a parlare di religioni\, delle tre religioni monoteiste che si sono diffuse nel mondo intero: l’Ebraismo\, il Cristianesimo e l’Islam. E questa volta per conoscerle e confrontarle dal punto di vista alimentare. E’ risaputo che il modo di cucinare il cibo\, di presentarlo ed i riti che lo accompagnano\, attengono a pieno titolo alla cultura\, sono un fatto culturale di primaria importanza. “Noi siamo ciò che mangiamo” affermava L. Feuerbach\, un filosofo a metà Ottocento\, e l’antropologia moderna ne attesta la veridicità. Ma come sono nate le diverse consuetudini alimentari\, e relative proibizioni\, in seno alle tre religioni? Quale è stata la loro rispettiva origine? Quale rapporto si è venuto instaurando fra cibo e religione? Queste ed altre domande si è posta la nostra relatrice\, prof.ssa Antonina Gazzera\, che già conosciamo come studiosa di storia\, di filosofia e di letteratura. Il cibo non rappresenta solo il modo con cui noi garantiamo la nostra sopravvivenza\, ma è anche\, e di più\, condivisione\, (si pensi all’importanza dei banchetti)\, riconoscimento reciproco\, processo di identificazione. Infatti il cibo è artefice di coesione sociale e culturale. Sedersi a tavola per consumare i pasti è il collante che ci unisce\, come famiglia\, come popolo\, come civiltà e\, non ultimo\, come appartenenti alla stessa religione. Il concetto di tabù\, o proibizione\, nelle diverse religioni\, è utile per creare fra gli stessi credenti una forte identità di gruppo e per evitare di contaminarsi con gli altri non-credenti\, non-eletti\, o infedeli\, che dir si voglia! ” \nRELATORE: Antonina GAZZERA
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SUMMARY:Grandezza e miseria della condizione umana nei "Penséés" di B. Pascal
DESCRIPTION:“!L’Unitre di Cuneo torna a parlare di filosofia\, e questa volta affronta Blaise Pascal\, pensatore francese del Seicento. C’è un filo rosso che collega la lezione filosofica tenuta lo scorso anno su Michel de Montaigne\, sempre ad opera della prof.ssa Antonina Gazzera \, con quella attuale. Pascal\, vissuto nel secolo successivo\, è un assiduo lettore degli “Essais”\, estimatore\, ma pure feroce oppositore di Montaigne. Nell’opera pascaliana “Penssées” gli aforismi\, le massime o le semplici riflessioni che Montaigne fa\, ragionando su se stesso\, sono molto spesso citate\, ma quasi sempre per confutarle\, per trovare il “pelo nell’uovo”\, per prenderne le distanze. E l’accusa maggiore che gli muove Pascal è che Montaigne non contempla Dio\, nè la religione nel suo orizzonte\, quotidiano ed esistenziale\, se non sporadicamente\, arrivando a collocarsi in una visione più scettica che da credente. Proprio in difesa della “bontà” del Cristianesimo Pascal si accingeva a stilare una grandiosa opera filosofica che sapesse convincere anche i “libertini” del suo tempo\, quando la morte lo colse ad appena 39 anni. A noi sono rimasti i frammenti\, gli appunti\, alcune riflessioni più compiute\, che formano le famose “Pensées”\, un testo mirabile\, pur nella sua incompiutezza\, che dal 1670 in poi continua ad essere analizzato\, studiato e che affascina anche chi non è avvezzo alle problematiche filosofiche\, nè al suo linguaggio. Soffermandosi soprattutto sull’analisi della condizione umana\, Pascal ne mette in evidenza le contraddizione\, i paradossi che sono della “natura” dell’ uomo: ecco perchè ancora oggi continuiamo ad interrogarci su “chi siamo?” ed andiamo cercando risposte condivisibili nel pensiero dei grandi filosofi che ci hanno preceduto.” \n  \nRELATORE: Antonina GAZZERA
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SUMMARY:La poesia salva la vita?
DESCRIPTION:E’ il titolo della conversazione. Interrogativo d’obbligo\, si tratta di un titolo semplicemente provocatorio per un tema che non pare riscuotere nell’affarismo imperante e nell’utilitarismo d’attualità il più fervido degli interessi. Chi può mai occuparsi di poesia oggi? E perché\, poi\, occuparsi oggi di poesia? Perché scriverne? Perché leggerne? Perché\, infine\, interrogarsi su una questione così remota e fuori corso? La conversazione mira a riflettere proprio su questo\, a porre domande che nessuna risposta potrà mai esaurire\, a investire per due ore la propria attenzione su un argomento desueto. Attraverso un ventaglio di proposte e una sorta di carrellata storica di riferimento\, l’intento è quello di avvicinare senza retorica – ma con necessaria fiducia – a una pratica di attenzione e di ascolto che resta fondamentale anche oggi\, nonostante ogni negazione di fatto. Proprio perché la poesia non ha la pretesa di salvare la vita\, ma ha certo l’ambizione di migliorare – come sosteneva Goethe – il nostro soggiorno sulla terra. La poesia è un modo di sposare il mondo: di accoglierne tutta la contraddittorietà\, di rivelarne le storture e le diritture\, di vincere la negatività non attraverso le vie della ragione ragionante ma – e questa volta conta il pensiero di Leopardi – attraverso un aumento di vitalità. Ossia per passaggi emotivi\, per sussulti e soprassalti “sentimentali”. Nell’età delle passioni tristi\, la poesia – questo è l’assunto della conversazione – continua a invitarci al banchetto di tutte le vite. Il che significa: non solo di quella che viviamo o che vorremmo vivere. \n  \nRELATORE: Giovanni TESIO
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SUMMARY:L'aldilà: un dono\, una conquista o un'illusione di eterna felicita?
DESCRIPTION:L’aldilà è un tema che\, a prima vista\, sembra astratto\, ma poi si rivela significativo per la nostra vita quotidiana:. Alcune culture e religioni sostengono che l’aldilà esiste e alcune ritengono che sia meglio preoccuparsi solo di questa vita perchè dell’altra non si può sapere nulla. Ci possiamo chiedere se l’aldilà sia un dono di Dio\, una conquista dell’uomo o una pura e semplice illusione. Affrontiamo alcuni aspetti delle culture e religioni che tentano di dare una rappresentazione dell’aldilà. Partiamo dagli egiziani e dai cinesi prima di Confucio. Entrambi questi popoli pensano che dopo la morte una parte del defunto resti nella tomba e un’altra inizi un lungo viaggio al termine del quale si presenta di fronte ad un giudice. \n  \nRELATORE: Giovanni DEMARIA
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SUMMARY:Michel De Montaigne: l'arte di vivere bene
DESCRIPTION:La professoressa Antonina Gazzera ha scelto di presentare il pensiero di un filosofo “facile”: Michel de Montaigne. Più che facile è più corretto parlare di un pensatore abbordabile anche da chi mai si è occupato di filosofia. Infatti da quasi 5 secoli il libro scritto da Montaigne: gli “Essais” continua ad affascinare e conquistare. Recentemente un accademico di Francia ha tenuto alla Radio\, in un’ora di punta\, una serie di brevi presentazioni del filosofo ottenendo un tale successo\, da farne subito un libro\, che è andato a ruba\, e che da poco è stato anche tradotto in Italia. Dunque si tratta di indagare il pensiero di un autore vissuto nella II° metà del 1500 in Francia\, al tempo delle guerre di religione\, cui presiedeva la regina-madre: Caterina de’ Medici\, italiana. Forse anche a causa di questa terribile guerra civile\, che insanguinò il paese\, Montaigne si rifugia nel proprio castello\, ed in un torrione\, visitabile ancor oggi\, che lui trasforma in biblioteca\, ricca di oltre mille volumi\, inizia a tenere una specie di diario di riflessioni\, per scrutare sempre più in profondità se stesso. Dunque si tratta non di uno studioso che riflette sulla condizione umana in generale\, per trarne una qualche nuova teoria\, ma di un uomo che parla della propria vita\, che confronta con quella degli antichi\, di cui si nutre e che conosce e continua a studiare. Nel giro di oltre mille cinquecento pagine\, scritte in circa vent’anni\, fa affermazioni\, che poi smentisce\, che contraddice\, e che torna ad analizzare alla luce di sue nuove esperienze. Ecco il segreto di Montaigne: non voler insegnare nulla a nessuno\, ma presentarsi così com’è: un uomo senza maschere. Ed è per questo che ancora oggi ha qualcosa da dirci\, a noi che viviamo in un mondo totalmente cambiato\, ma dove le grandi domande esistenziali continuano ad appassionarci e ci spingono ad interessarci al pensiero di chi\, forse più saggio di noi\, ci ha preceduto.” \n  \nRELATORE: Antonina GAZZERA
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