Si è laureato in ingegneria elettronica al Politecnico di Torino nel 1961. Dopo la laurea entrò al Laboratorio di Ricerche Elettroniche Olivetti di Borgolombardo, vicino a Milano, dove ricercatori e ingegneri stavano sviluppando la prima famiglia italiana di computer mainframe, nata da un’idea di Adriano Olivetti. Garuzzo ha lavorato sulla Olivetti Elea 9003 e 6001, tra i primi computer dedicati alle aziende. Quando Olivetti fu costretto a vendere la sua divisione elettronica alla General Electric, Giorgio Garuzzo, nei laboratori di Informazione General Electric Information System Italia (GEISI) di Pregnana Milanese, ricoprì il ruolo di capo del dipartimento di pianificazione progetti di ingegneria sui computer di nuova generazione GE115 e GE130, che furono venduti in 5.000 unità in tutto il mondo. È autore del libro Quando in Italia si facevano i computer, pubblicato nel 2015, dove racconta lo sviluppo e il declino dell’industria italiana dell’informatica elettronica, tra il miracolo economico, l’autunno caldo e la crisi analizzando in particolare la figura e l’opera di Adriano Olivetti e di Mario Tchou, e descrivendo alcuni personaggi come Ottorino Beltrami, Marisa Bellisario e Carlo De Benedetti.[4] Nel 1973 Garuzzo passò alla Gilardini, una holding quotata e gestita da Carlo De Benedetti………