La “lezione” riguarda la vita dell’imperatore Costantino il Grande, l’ultimo grande imperatore
dell’Impero Romano prima della definitiva divisione in Impero d’Occidente e d’Oriente.
Di Costantino non si conosce con esattezza neppure la data di nascita; la maggior parte degli
storici la pone fra il 272 e il 274, altri nel 284 1 . Del resto le origini degli imperatori dell’epoca,
provenienti dai ranghi dell’esercito, erano tutte assai umili, i resoconti storici frammentari e quasi
mai sostenuti da supporto documentale. In quell’epoca e nelle successive era, poi, comune l’uso di
adattare i documenti al bisogno o addirittura falsificarli (basti ricordare il falso della cosiddetta
“donazione di Costantino” al Papa, documento apocrifo rimasto per secoli il fondamento del potere
temporale del papato e dimostrato falso nel 1440 dal filologo Lorenzo Valla perché scritto in un
latino non riconducibile al latino del IV secolo).
Gli autori che scrissero di Costantino erano, inoltre, fortemente influenzati dalla loro
appartenenza religiosa che indusse molti a distorcere a proprio comodo gli avvenimenti. Eusebio di
Cesarea e gli altri autori cristiani lo esaltano in modo a volte sconsiderato e tacciono sulle gravi
ombre della sua vita; fra gli autori pagani Zosimo vede in lui il principale responsabile della rovina
dell’impero, Giuliano l’Apostata (l’imperatore restauratore dei riti pagani e nipote di Costantino) lo
deride e lo descrive come amante della Lussuria.
La ricostruzione della vita di Costantino sarà quindi il più possibile equilibrata, evidenziandone
soprattutto i particolari più interessanti (e a volte anche curiosi).
Relatore: Mario ROSSO

