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QUARTETTO GIOVANNI MOSCA 

Claudia La Carrubba, violino Laura Ferrara, viola 

Lidia Mosca, violoncello Elisa Ferrara, pianoforte 

PROGRAMMA 

  1. A. MOZART Quartetto per pianoforte e archi k 478 in sol minore Allegro, Andante, Rondò-Allegro 
  2. FERRARA Suite “Come un fiume” per pianoforte e archi Come un fiume, L’airone, Essenza 
  3. A. LE BEAU Quartetto per pianoforte e archi op. 28 in fa minore Adagio – Allegro 
  4. MAHLER Klavierquartett per pianoforte e archi in la minore Nicht zu schnell

Il Quartetto in sol minore K. 478 di Wolfgang Amadeus Mozart, composto a Vienna nell’ottobre
del 1785, è considerato la prima manifestazione compiuta della concezione moderna della musica
da camera con pianoforte. Una sorta di rivoluzione sotto tre differenti aspetti: la destinazione, la
complessità della scrittura e il contenuto. Fino a quel momento, la musica da camera con pianoforte
era stata concepita principalmente per esecutori dilettanti, ma con il Quartetto K. 478 si assiste a un
netto cambiamento. L’ampia durata, l’elaborata struttura musicale, che per complessità si avvicina a
quella di un Concerto per pianoforte – il genere cui Mozart si dedicò con particolare insistenza nei
primi anni viennesi – rivelano l’intento del compositore di elevare il quartetto con pianoforte a una
dimensione più ambiziosa.
La suite ”Come il fiume” composta da Antonio Ferrara nel 2023, nasce da una suggestione: la
lettura dell’omonimo romanzo di Teresa Angela Del Carmine, edito da Albatros. Si sviluppa in 3
movimenti dal carattere danzante: Come un fiume – L’airone – Essenza. Nel primo e nell’ultimo
movimento, che si presentano nella classica forma tripartita, il ritmo di danza viene forzato e
scardinato nella sua regolarità creando effetti di spaesamento. Il movimento centrale è caratterizzato
da un elemento ripetitivo in un crescendo sonoro coinvolgente. Un percorso ritmico e melodico
pulsante, che accompagna l’ascoltatore in un viaggio di emozioni fortemente evocativo.
Antonio Ferrara pianista, direttore d’orchestra, compositore e divulgatore, ha pubblicato per la Casa
editrice musicale “Edizioni Carrara” e per il “Gruppo editoriale Capitello”. È stato docente presso i
Conservatori di Vicenza, Novara, Torino e Cuneo.
Il Quartetto Op. 28 in fa minore fu composto nel 1884 da Luise Adolpha Le Beau, pianista e
compositrice talentuosa che riuscì ad emergere in un’epoca in cui la creatività femminile era spesso
ignorata e la diffusione delle proprie opere risultava particolarmente ardua. Frequentò musicisti del
calibro di Liszt e Brahms e prese lezioni di pianoforte dall’eccellente virtuosa Clara Wieck
Schumann. Apprezzata dai grandi direttori d’orchestra, stimata dal pubblico e dalla critica, era
soprannominata “lady emancipata”. Vinse numerosi concorsi di composizione e collaborò con la
scrittrice Luise Hitz, mettendo in musica alcune sue poesie. Nel 1889 la rivista “Neue Musik
Zeitung” le dedicò un articolo che ne esaltava il talento, con parole che oggi suonerebbero stonate:
“dobbiamo rilevare che la signora Le Beau compone come un vero uomo, con una musicalità totale,
ma anche che non si comporta come alcune compositrici che tentano di convincere gli uomini della
loro originalità con il movimento dei capelli”. Compositrice quasi del tutto dimenticata, meriterebbe
senza dubbio maggiore attenzione.
Composto nel 1884, il Quartetto op. 28 rappresenta una delle opere più significative della
produzione cameristica di Luise Adolpha Le Beau in cui la compositrice riuscì a coniugare la
struttura classica con un’intensa carica espressiva. Sebbene oggi poco eseguito, questo quartetto
costituisce un esempio rilevante del talento femminile nel contesto del romanticismo europeo,
evidenziando una perfetta padronanza formale e un linguaggio personale in cui l’influenza dei
grandi romantici tedeschi si traduce in una voce originale e appassionata. Il primo movimento,
eseguito questa sera, si apre con un’introduzione lenta e drammatica, cui fa seguito un Allegro con
fuoco ricco di tensione romantica, basato su un gioco dinamico tra momenti di tensione e
distensione. Questa pagina musicale merita di essere riscoperta, sia per il suo valore artistico, sia per
la sua importanza storica nel panorama cameristico ottocentesco.
Il Klavierquartett di Gustav Mahler in la minore rivela una parte intima e giovanile dell’autore.
Il brano, divenuto popolare anche grazie al celebre film di Martin Scorsese “Schutter Island”, fu
composto quando l’autore aveva solo sedici anni e svela alcuni tratti che saranno caratterizzanti del
suo stile compositivo e che verranno sviluppati con l’esperienza, tra i quali la ricerca di
un’espressività e un lirismo intensi. L’adagio, scritto intorno al 1876 quando il giovane Mahler
frequentava il Conservatorio di Vienna, è un movimento che, verosimilmente, avrebbe dovuto far
parte di una composizione più ampia.

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