Donazioni e trapianti, tra falsi miti ed evidenze scientifiche

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La medicina dei trapianti ha sempre destato l’interesse della popolazione e dei mezzi di comunicazione. La tradizione pittorica narra del miracolo dei santi Cosma e Damiano (III-IV secolo d.C.) che tentarono il trapianto della gamba al loro sacrestano, amputata per una cancrena, sostituendola con quella di un etiope appena morto in battaglia. L’interesse dei mezzi di informazione non è mai cessato rispetto alla pratica dei trapianti, basti pensare alla risonanza che ebbe il primo trapianto di cuore nel 1967 da parte di Christian Barnard, dipingendola talora in modo miracolistica e tal altra come una pratica dai risultati scontati. In medio stat virtus ci insegnarono i latini. Anche i trapianti, come la medicina in generale, è in grado di offrire una concreta opportunità di cura a coloro che ne hanno bisogno, ma non potrà mai produrre miracoli. Il trapianto è il risultato del lavoro di molti basato sull’evidenza scientifica, su stringenti principi etici e su un elevato livello di organizzazione. L’incontro del 12 aprile p.v. ha come obiettivo quello di sfatare alcuni “miti urbani”, offrire ai partecipanti alcuni elementi scientifici ed etici della trapiantologia ed infine favorire un breve dibattito nel quale possano essere liberamente esplicitati e chiariti i dubbi personali sul tema specifico.

 

RELATORE: Raffaele POTENZA

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