A partire dall’inizio dell’800, con la scoperta e descrizione del primo insetto “ipogeo” nella Grotta di
Postumia (Slovenia), denominato Leptodirus hochenwartii Schmidt, 1832, è iniziato il corso di una serie
di studi che vengono riassunti concisamente con il nome di “Biospeleologia”.
Nelle Alpi occidentali, l’entomologo piemontese Vittore Ghiliani (1812-1878), fu il primo a raccogliere
e studiare insetti con adattamenti alla vita sotterranea: Sphodropsis ghilianii (Schaum, 1858) e
Doderotrechus ghilianii (Fairmaire, 1859) vennero da lui scoperti e sono citati nei testi dei secoli scorsi
come insetti “cavernicoli” o “troglobi”.
Le ricerche di Agostino Dodero (1864-1937), Eugenio Sella (1820-1882) e Raffaello Gestro (1845-
1936), hanno portato alla scoperta e descrizione di alcune specie di coleotteri con spiccati adattamenti alla
vita ipogea, quali Duvalius carantii (Gestro, 1874), Duvalius gentilei, Duvalius spagnoli e Duvalius
vaccae (Gestro, 1885) e Agostinia launi (Gestro, 1892) nelle valli delle Alpi Liguri.
Nel corso del secolo scorso sono state effettuate numerose ricerche sulla fauna “cavernicola” e
teorizzate “categorie ecologiche biospeleologiche” in base alle quali la fauna sotterranea viene
caratterizzata attraverso i termini “troglobio”, “troglofilo” e “troglosseno”.
Gli organismi adattati alla vita in ambiente sotterraneo presentano allungamento delle appendici,
assenza di occhi, depigmentazione che sono una conseguenza evolutiva dei lunghi periodi di permanenza
in assenza della luce del sole, con temperature relativamente basse e umidità relativa molto elevata.
L’ambiente sotterraneo è esteso non solo alle cavità visitabili dall’uomo (ambiente “ipogeo”
propriamente detto) ma anche al reticolo profondo di fratture della roccia madre e alle parti adiacenti che
vengono definite “Ambiente Sotterraneo Superficiale”.
Le ricerche svolte nell’ultimo trentennio negli ambienti ipogei e sotterranei del Piemonte hanno portato
ad aumentare notevolmente la conoscenza della particolare fauna che li caratterizza, con un ampliamento
delle aree di distribuzione delle specie conosciute e la scoperta e descrizione di specie nuove per la
scienza.
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