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Questo evento è passato.

In occasione dei 50 anni dall’apertura della strada del Colle dell’Agnello (19
settembre 1970), in alta valle Varaita, Fusta editore ha dato alle stampe –
nell’ambito della collana “Storie di terre, territorio, donne e uomini” – il libro
“Colle dell’Agnello – Una strada appesa al cielo”.
Il valico turistico di incomparabile bellezza naturalistica è andato assumendo,
nel corso degli anni, importanza europea, specie per quel che riguarda il
ciclismo e il mototurismo. Con i suoi 2744 metri è il terzo valico più alto d’Europa dopo l’Iseran e lo
Stelvio, ma il primo internazionale perché collega l’Italia con la Francia
attraverso una strada che si sviluppa per una decina di chilometri in alta
quota unendo la valle Varaita a quella del Guil in Queyras.
Il volume è articolato in tre capitoli curati da Gianpiero Boschero, Giampaolo
Testa e Lorenzo Francesconi.
Boschero, profondo conoscitore della valle Varaita, racconta le vicende
dell’antichità, partendo dall’epoca romana per porre in particolare l’attenzione
sulla singolare esperienza della Confederazione degli Escartoun.
Testa si sofferma sulle figure di sindaci, tecnici, funzionari e impresari che,
guidati dall’ingegner Paolo Albonico, presidente del Bim (Bacino Imbrifero del
Varaita), portarono a compimento l’opera con una spesa tutto sommato
modesta.
Francesconi si occupa di sport e turismo e degli eventi che, a partire da metà
degli anni ’90, si intrecciano con la storia recente.
La salita, negli ultimi vent’anni, è stata teatro di quattro tappe del Giro d'Italia
e di due frazioni del Tour de France e, più di recente dell’Agnellotreffen, il
raduno motociclistico invernale più alto d’Europa.
Attualmente il valico è aperto al transito limitatamente al periodo estivo: da
fine giugno a metà ottobre. Considerato il crescente numero di passaggi di veicoli, la valenza turistico-
sportiva europea e l’importanza che riveste per l’economia della valle e
dell’intero Cuneese, l’auspicio è che il periodo di apertura possa essere
ampliato. Questo era il desiderio di coloro che nel 1970 resero carrozzabile il sentiero
percorso nei secoli da viandanti, pastori, soldati e migranti.
Questa è oggi la speranza di quanti credono che il Colle dell’Agnello abbia
ancora grandi potenzialità da esprimere.

Relatore: Giampaolo Testa

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