Storia degli ebrei di Cuneo da Belavigna a oggi

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La conversazione di Cerutti parte dall’anno 1406, quando il Duca Amedeo VIII di Savoia autorizzò l’ebreo Belavigna a stabilirsi a Cuneo per esercitare l’attività di prestito di denaro su pegno. Ebbe così inizio la comunità ebraica della nostra città, soggetta, però, a severe norme restrittive dei loro diritti. La situazione cambiò solamente nel 1848, quando, in applicazione dello Statuto del Regno di Sardegna, anche agli Ebrei furono concessi i medesimi diritti civili e politici degli altri cittadini. La comunità ebraica subì una catastrofe dal 1938 con le leggi razziali di Mussolini e da ottobre 1943 fino alla Liberazione con la Repubblica Sociale fascista. Finalmente, la Costituzione repubblicana del 1948 stabilì con l’articolo 3 che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di (…) religione”. A partire dal Concilio Ecumenico del 1965, anche la Chiesa cattolica ha riconosciuto “il grande patrimonio spirituale comune a cristiani ed ebrei”, e papa Giovanni Paolo II li ha definiti “I nostri fratelli maggiori nella fede”.

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