Sguardo sul novecento.
Lezioni dalle 15.30 alle 17.00
5 marzo
Dal cinema della meraviglia al racconto cinematografico: Lumière, Méliès, Porter. L’immagine in movimento a fine Ottocento apre un mondo tutto nuovo per l’immaginazione. La meraviglia sorreggge questa novità, ma ha il fiato corto di ogni emozione. E’ necessario che lo schermo, non solo affascini, ma anche racconti, cioè ri-costruisca mondi e avvenimenti lasciando spazio alla fantasia.
I fratelli Lumière e Porter reinventano il cinema partendo dal racconto 12 marzo – Surrealismo al cinema. “Entr’acte” di Renè Clair (1924) La grande guerra ha azzerato ogni certezza e ogni sicurezza. L’arte esprime nella rottura con la tradizione l’impossibilità di continuare a pensare come prima. Lo schermo si fa portavoce di questo disagio culturale frantumando il racconto lineare, ditruggendo i valori borghesi, provonando il pensiero.
19 marzo
Sullo schermo i fantasmi della nuova società: “Metropolis” di Fritz Lang (1927) Il padre del cinema di fantascienza dove il pensiero non si ferma ai voli fantastici, ma si risveglia nel riflettere sulla società futura, ma anche presente. Imponente, ridondante, ma affascinante per il periodo prehitleriano in cui è stato concepito.
26 marzo
Il cinema come linguaggio per comunicare: “Quarto potere” di Orson Welles (1941) Un film che a modo suo rilegge la società del capitalismo rampante, del potere della stampa e del denaro. Orsoon Welles costruisce un film di denuncia e insieme un’opera che con sapienza utilizza pienamente gli strumenti del linguaggio cinematografico

