Takht-e Soleymàn “il Trono di Salomone” – Shìz.
Fabrizio Angelo Pennacchietti (1938)
Takht-e Soleymàn è un sito archeologico, “Patrimonio dell’Umanità UNESCO”, che si trova a
circa a 2.500 m. slm. in Iran, nell’Azerbaigiàn Occidentale, in particolare sul massiccio montagnoso
a sud di Tabriz, dominato dal cono vulcanico di Kuh-e Sahand (3.710 m.slm). Tale sito conteneva
uno dei tre templi più sacri dello Zoroastrismo e dell’antico Impero Sasanide (III-VII secolo d.C.),
ospitando il “tempio del fuoco” detto Adur Gušnasp, luogo di pellegrinaggio e di potere.
Takht-e Soleymàn sorge attorno a un lago craterico circolare da cui scorga acqua sorgiva
gorgogliante e ricca di calcio. Nel corso dei millenni quest’acqua, raffreddandosi, ha formato una
piattaforma calcarea, cioè un ampio disco bianco sui cui bordi scoscesi è stata costruita una cinta
di mura intervallate da torri. Al suo interno sorgevano templi e palazzi.
Il luogo ha richiamato l’attenzione degli archeologi solo nel 1937. Essi l’hanno identificata
con la “città dei Magi” detta Shìz, che sembra risalire al V sec. a.C., cioè all’epoca achemenide (705
– 330 a.C.).
Dato che si riteneva che le acque del lago di Shìz provenissero direttamente dall’oceano
primordiale su cui galleggia il disco della terra (esistevano già allora i “terrapiattisti”), in quel sito
sorgeva il tempio di Anahita (“l’Immacolata” = Afrodite/Artemide), grande dea persiana delle
acque, della fertilità, della guarigione e della saggezza.
Inoltre, trovandosi Shìz sul parallelo N 36° 7 1 , ossia sul cosiddetto “diaframma
dell’ecumene”, a giusta distanza tra le terre calde e quelle fredde, si riteneva che essa fosse il
centro del mondo. Nel VII secolo d.C. i conquistatori arabi islamici non poterono fare a meno di
definire i suoi sontuosi templi e palazzi takht-e Soleymàn, ossia “trono o reggia di Salomone”.
L’ufficio turistico iraniano sembra ignorare (oppure tacere) che Takht-e Soleymàn / Shìz è
collegata a uno degli avvenimenti più importanti della storia cristiana dell’Impero Romano
d’Oriente, avente come protagonista l’imperatore Eraclio I il Grande (575-641). Ogni anno, il 14
settembre, la Chiesa ricorda tale vicenda con “l’Esaltazione della Croce”. A Shìz da sempre il mito si
fonde con una storia imperiale.

