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Dalla fabbrica nazista della morte alla fabbrica italiana della vita sulle montagne cuneesi.

L’accoglienza e la grande solidarietà della popolazione   cuneese verso i profughi ebrei nel 1943.

È ben nota la tragica vicenda che nell’ autunno del 1943 vide protagonisti migliaia di ebrei perseguitati dai nazisti tedeschi e costretti a cercare rifugio sulle montagne del versante francese delle Alpi, soprattutto  a St. Martin Vesubie, nel tentativo di trovare  scampo e salvezza  in Italia. Altrettanto  noto è  il drammatico epilogo di questa fuga per alcuni  centinaia di essi, che furono catturati e rinchiusi nel campo di concentramento di Borgo San Dalmazzo dal quale partirono per l’orrendo campo di sterminio di Auschwitz che era una “fabbrica di morte”,

Questa vicenda è  oggi ben ricordata dal Memoriale e dal Museo della Memoria realizzato dal Comune presso la stazione ferroviaria di Borgo San Dalmazzo. Meno nota ed ancora non abbastanza evidenziata è  invece la straordinaria opera d’accoglienza e solidarietà  della popolazione cuneese che consentì a centinaia di quei profughi di trovare scampo e salvezza sulle montagne,  nei casolari e nei piccoli borghi delle vallate, ma anche nei centri di fondovalle.

Il relatore  Walter  Cesana intende mettere in luce proprio questa “fabbrica della vita” costruita spontaneamente  da tanta gente comune: una schiera silenziosa e coraggiosa composta  di sacerdoti, contadini, pastori, operai, artigiani, commercianti, imprenditori e soprattutto  di donne  che nella Giornata della Memoria merita un giusto ricordo al pari di comandanti partigiani ed altri personaggi famosi della Resistenza e della Lotta di Liberazione.

 

Relatore: Walter CESANA

 

 

 

 

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