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Che cos’è l‘invecchiamento ?
Da molti secoli filosofi e intellettuali si pongono questa domanda, nella consapevolezza che, con il passar
del tempo, si verificano sostanziali modificazioni non solo nella funzione, ma anche nella morfologia del
corpo e della mente. Nel I secolo a.c. Publio Terenzio Afro, con l’aforisma “Senectus ipsa est morbus”,
identificò la vecchiaia con una malattia, mentre Cicerone, nel “De Senectute”, confutò questa affermazione,
esaltando i vantaggi della vecchiaia, da lui definita non tanto un’involuzione, bensì un’evoluzione, non priva
di vantaggi, delle capacità biologiche dell’individuo ed enfatizzando la capacità degli anziani di fornire un
contributo positivo alla società in una posizione degna di rispetto e di considerazione.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce un soggetto “anziano” quando abbia superato i 65
anni di età; tale indicazione è sempre più criticata, soprattutto in considerazione dell’evoluzione dello stato
di salute che si è verificato nelle popolazioni occidentali negli ultimi decenni e che ha condotto sempre più
larghe porzioni di ultrasessantacinquenni a rivestire nel mondo del lavoro ruoli di elevata responsabilità. In
ogni caso, l’invecchiamento, quale che sia l’età anagrafica che lo caratterizza, va considerato un fenomeno
naturale che si accompagna a una progressiva trasformazione fisiologica e psicologica dell’organismo e che
può determinare, attraverso un’accentuata fragilità biologica, una maggiore vulnerabilità alle malattie.
Che cosa è l’invecchiamento di successo ?
Un soggetto anziano, ma ancora molto attivo e capace di interagire in maniera partecipativa con la rete
sociale, di mantenere normali o accettabili capacità intellettive, un soddisfacente grado di autosufficienza e
discrete capacità di spostamento autonomo, può essere definito come “invecchiato con successo”
Che cosa è la fragilità?
La fragilità, in senso biologico, può essere definita come uno stato di vulnerabilità, legato per lo più
all'invecchiamento, conseguente ad una ridotta capacità dell'organismo a far fronte a eventi stressanti
come traumi, malattie, difficoltà ambientali. In altri termini, un soggetto non fragile si riprende
rapidamente da eventi avversi, mentre un soggetto fragile impiega più tempo a recuperare le precedenti
condizioni di salute, oppure non le recupererà affatto, esitando un uno stato di malattia cronica
permanente e scivolando progressivamente e inesorabilmente verso l’exitus
Che cosa condiziona l’evoluzione dell’individuo verso la fragilità o l’invecchiamento di successo ?
Certamente la genetica è di fondamentale importanza per condizionare lo stato di salute degli individui: in
particolare negli anziani, determinando una variabile risposta agli eventi stressanti, è in grado di
condizionare la qualità dell’invecchiamento. Occorre tuttavia precisare che è possibile influenzare in senso
positivo questa evoluzione, adottando stili di vita virtuosi, con particolare riferimento all’astensione dal
fumo, dall’alcol e dagli eccessi alimentari, ad una regolare attività fisica, alla prevenzione dell’obesità, del
diabete, della carenze nutrizionali e di patologie che influenzano la qualità della nostra esistenza.
In conclusione, l’invecchiamento di successo, un tempo ritenuto un mito, frutto della buona sorte, può oggi
essere considerato, entro certi limiti, una realtà alla portata di tutti coloro che, fin dall’età giovanile, si
comportino in modo coerente alle regole della prevenzione.

Relatore: Giancarlo Isaia

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