Sarà un dibattito su una delle tematiche di più grande attualità nello scenario socio – economico contemporaneo, l’educazione finanziaria.
Saranno protagonisti due tra i più autorevoli esponenti del mondo accademico -culturale e economico finanziario con valenza internazionale: Giuseppe Tardivo, Professore onorario di Economia e gestione delle imprese dell’Università di Torino , artefice con Giovanni Quaglia del Campus di Management e Economia Sede di Cuneo che tutti ricordiamo come primo coordinatore della struttura universitaria cuneese e
Beppe Ghisolfi, Consigliere dell’Istituto mondiale delle Casse di Risparmio ( WSBI) e Consigliere del Consiglio nazionale dell’Economia e del lavoro ( CNEL), promotore dell’educazione finanziaria in Italia. L’incontro sarà coordinato dalla Presidente dell’Associazione dei Dirigenti Amministrativi e finanziari del Piemonte ( ANDAF) Marcella Mauro. L’educazione finanziaria è uno degli elementi fondamentali della comunità sociale e permea costantemente la nostra vita.
Quando andiamo in un bar a prendere un caffè o acquistiamo un chilo di mele o chiamiamo un idraulico per ripararci il lavandino o depositiamo in banca i nostri risparmi, compiamo atti finanziari con conseguenze rilevanti sul nostro patrimonio.
Possiamo riassumere questo concetto in quattro parole: l’educazione finanziaria è la “base invisibile della fiducia economica.”
In tempi come quelli attuali, caratterizzati da conflittualità, instabilità geopolitica e strette monetarie , comprendere i princìpi fondamentali della finanza diventa un imperativo.
Come ricorda Beppe Ghisolfi in uno dei suoi libri di successo : Manuale di educazione finanziaria , l’educazione finanziaria non è un lusso ma una necessità.
Anche per l’imprenditore l’educazione finanziaria riveste un ruolo di primaria importanza. La sopravvivenza stessa dell’impresa dipende da una sua corretta realizzazione. Purtroppo in Italia la conoscenza finanziaria è ancora limitata e disomogenea. Molti non sanno ad esempio distinguere tra tasso nominale e tasso effettivo e non comprendono le logiche più elementari del risparmio o di un fondo di investimento.
Questo stato di cose frena l’economia, il risparmio resta parcheggiato, prevale la paura di investire e la fiducia nel sistema economico si indebolisce. In quest’ottica l’educazione finanziaria rappresenta il motore portante dal quale far ripartire l’economia del nostro paese. Come ormai consuetudine, alla fine dell’incontro sarà riservato uno spazio alle domande del pubblico.

