Accelerare il cambiamento:verso un ripensamento del sistema socio-economico del cuneese

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Mai come in questo momento le nostre certezze consolidate hanno vacillato. L’Ucraina ha riportato lo spettro della guerra in Europa, il “Califfato” l’ha esteso nel Medio Oriente. Gli Stati Uniti potrebbero esportare idrocarburi in concorrenza con Russia e Arabia Saudita. Ovunque la crescita rallenta, ben al di là delle previsioni iniziali, e il prodotto interno lordo italiano presenta variazioni solo timidamente positive. Nel frattempo, la spinta dell’innovazione trasforma i modi di produrre e di consumare. Cambia anche la struttura sociale: la classe media si espande in Oriente ma è in trincea in Occidente, dove il “precariato” potrebbe avere una funzione fortemente destabilizzante. In questo clima, Europa e Italia cercano di muovere passi incerti di rinnovamento. Queste osservazioni offrono un contributo organico di analisi, idee e suggerimenti per giocare la partita dell’innovazione che attraverso lo strumento principe dell’informatica applicata al marketing rappresenta la nuova frontiera dello sviluppo. Esistono quindi concrete possibilità di vincere la scommessa di un auspicabile, possibile “Rinascimento industriale”. Ce lo confermano le notizie che abbiamo letto tutti sui mass media: lo spread sotto i 100 punti e una crescita del PIL dello 0,1% nel primo trimestre 2015. In questo contesto l’economia cuneese svolge un ruolo di assoluto rilievo caratterizzato da forte dinamismo e imprenditorialità. Ferrero, Agrimontana, Merlo, sono alcuni dei tanti nomi che provano la straordinaria vitalità dell’Area. Sono esempi di quello che può essere definito “il modello cuneese di sviluppo dell’impresa” per sottolinearne le peculiarità rispetto al modello italiano. Un problema incombe su questo modello di sviluppo socio-economico del territorio: a prescindere dalla crisi in atto, il Piemonte e la Provincia di Cuneo saranno adeguati a fronteggiare le sfide derivanti dalla globalizzazione dei mercati e dall’accelerazione del progresso tecnologico? La risposta non è semplice e non è univoca, ma abbraccia una pluralità di aspetti economico-sociali-culturali. Le imprese cuneesi sono state definite imprese di cristallo, estremamente preziose ma estremamente fragili. Riconoscerne la qualità e le forze, ma al tempo stesso i limiti e le debolezze è perciò il primo passo da compiere per difendere questo nostro patrimonio di cui il Piemonte ha assoluto bisogno. Per affrontare questo tema è però necessario sottolineare brevemente alcune caratterizzazioni dell’attuale scenario di riferimento a prescindere dalla crisi in atto.

 

RELATORE: Giuseppe TARDIVO

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