C’è un posto sulla Terra in cui montagne alte più di 3000 metri si gettano nel mare e vanno ad affondare le loro radici a 2500 metri di profondità. Sono montagne aspre, di roccia e ghiaccio, su cui vivono una moltitudine di specie animali e vegetali. Ci sono primule e viole che crescono solo lì, camosci e stambecchi, aquile e gipeti, e molte specie rare di animali che rappresentano tessere preziose di un mosaico unico al mondo. E poi c’è il mare, un mare profondo, in cui nuotano balene e capodogli, formatosi pochi milioni di anni fa quando l’estremità della catena alpina si spezzò, creando una morfologia ricca di contrasti. Un luogo naturale così speciale si trova nel cuore dell’Europa, tra Francia e Italia: dalla vetta dell’Argentera (3287 metri) si estende fino al Mar Mediterraneo, al largo dalla costa tra Ventimiglia, Mentone e Monaco. Una “parete” di quasi 6000 metri che se ne sta per metà sotto e per metà sopra del mare: è questa l’immagine che meglio illustra l’identità delle Alpi del Mediterraneo. Ora questo territorio chiede che venga riconosciuta la sua eccezionalità, con l’inserimento tra i Beni naturali del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Promotori di questa iniziativa sono le Aree Protette delle Alpi Marittime – ente che gestisce i parchi regionali piemontesi delle Alpi Marittime e del Marguareis –, insieme al Parc du Mercantour (Francia), al Parco delle Alpi Liguri (Liguria), ai Giardini Hanbury (Liguria), alla Provincia di Imperia, al dipartimento delle Alpi Marittime in Francia, al Principato di Monaco. Per l’UNESCO non basta che un posto sia speciale, si deve distinguere per un qualcosa che al mondo c’è solo lì. E dopo un lungo percorso, con il contributo di esperti di candidature al Patrimonio Mondiale, il “Valore Universale Eccezionale” è stato individuato nella storia geologica di questo territorio. Di Alpi del Mediterraneo e della candidatura UNESCO parlerà Nanni Villani, responsabile comunicazione delle Aree Protette delle Alpi Marittime
RELATORE: Nanni VILLANI
