Carve’ (appuntamento online con gli attori del “Nostro Teatro di Sinio”)

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Sarà un incontro virtuale per la commedia “Carvè” diretta e interpretata da Oscar Barile e Paolo Tibaldi.

“Come dicevano i nostri vecchi quando le cose si ingarbugliavano, quando non c’era freno all’ipocrisia
e alla spudoratezza, quando non c’era più posto per la vergogna, ma ogni azione veniva sdoganata nel nome
di un progresso a volte fittizio, quando certe persone dicevano e facevano cose che non ti saresti mai
aspettato: “Sossì o r’è pròpi ën carvé!”, un carnevale fuori tempo, dove ogni “maschera” rispettabile rivela
qualunque genere di bassezza.
E allora bisogna correre ai ripari, adeguarsi alle situazioni, ricorrere a qualsivoglia astuzia, andare contro i propri princìpi, diventare malleabili,
trasformisti, cambiare o variare, a seconda delle occasioni, il proprio pensiero e le proprie opinioni, per
non perdere occasioni importanti, per farsi strada nel difficile mondo di oggi che guarda sempre più
all’apparenza e alla superficialità… fino a diventar ridicoli, persino ai propri occhi: sovente è troppo tardi
per tornare indietro o è troppo difficile rinunciare a ciò che si è raggiunto con fatica e grazie a molti compromessi.
E così, come già fa il teatro sin dai tempi della Commedia dell’Arte, questo testo proverà a farsi da
ausilio, da veicolo di un messaggio non solo civile, ma sviluppando, provocando, a volte denunciando ciò che
già il titolo stesso propone come metafora. L’obiettivo che ci si è posti è quello di riuscire a portare una
proposta artistica che vada a toccare passato, presente e futuro, fruibile alle persone di ogni età… come
d’altronde succederà in scena. Un inno alla tradizione, alla naturale condizione umana, vista come custodia attiva delle proprie radici
e non come adorazione delle ceneri. Un testo divertente e divertito in cui il giovane Paolo ci fa riflettere sul mondo di oggi da punti di vista piuttosto originali e addirittura paradossali, al fianco di uno smaliziato Oscar che lo incalza e non gliene perdona neppure una, assumendo,  a poco a poco, il ruolo della sua “cattiva coscienza”.”

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