Cecilia Bartoli in “Sacrificium” l’arte dei castrati

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–Apprezzata in tutto il mondo per la sua professionalità/ la sua musicalità,il suo virtuosismo e per le sue doti di attrice, Cecilia Bartoli stupisce qui con una musica che, se non fosse per lei si ascolterebbe oggi poco o niente.”” “Sacrificium” è il motto della sua nuova antologia: parola latina che vuol dire sacrificio, immolazione, ma che è anche legata al concetto di sacer, che può assumere i significati diametralmente opposti di sacro” e “maledetto”. Sacrificium non evoca qui musica sacra, ma lascia presagire minacce, misteri e tabù. L’arte e il culto dei cantanti castrati del Settecento italiano, poveri giovani sacrificati sull’altare del successo,della fama e dei soldi, hanno dato vita ad una ricca serie di miti, leggende e aneddoti piccanti. Cecilia Bartoli è affascinata da questo genere canoro, una voce femminile prodotta da un corpo maschile, non può ovviamente possedere tutti i requisiti richiesti, ma si sente ormai completamente a suo agio con questa musica, dal momento che la sua voce pssiede l’enorme estensione , la scioltezza tecnica e la ricchezza espressiva dei castrati.

 

RELATORE: Paolo MONNETTI

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