Da Melville a Proust leggere solo per divertirsi

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È probabile che chi non legge non abbia interesse per le domande che fondano la nostra vita. È probabile che chi non legge abbia sempre fretta, abbia l’ansia di affermarsi, sia indaffarato, non abbia mai tempo. E quando lo trova, lo trova per altro: per fare un po’ di palestra, per una vacanza ai Caraibi, per una per altro sacrosanta passeggiata in centro. E tuttavia resta che la lettura è un’esperienza che facendo ricorso alla memoria “apre la strada verso ulteriori significati”, ossia ci dà della vita una percezione più ricca, trasformando la nostra esperienza in un valore aggiunto. La lettura non salva la vita, ma sicuramente la migliora: nel senso che rende più consapevole il nostro soggiorno sulla terra. Nel tempo della velocità, un nemico della lettura parrebbe essere la necessità della lentezza, come nell’avviso di Émile Faguet (1847-1916), storico della letteratura francese: tre regole tutte uguali, ossia leggere molto lentamente, leggere molto lentamente, leggere molto lentamente. Su tutto ciò vale la pena di riflettere, vale la pena di farci sopra le tante possibili considerazioni.

 

RELATORE:
Giovanni TESIO

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