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Primo Levi ha letto Dante. Lo ha letto come studente al Liceo
“D’Azeglio”, lo ha rimemorato in Lager, ha continuato a leggerlo
anche dopo e ce n’è traccia cospicua nell’intera sua opera. Presente
soprattutto in Se questo è un uomo (presenza cruciale nel capitolo Il
canto di Ulisse per quasi ovvie ragioni di confronto con l’inferno
nelle poesie, e sparso nelle opere successive fino all’ultima che è I
sommersi e i salvati, un titolo ben dantesco. L’intervento non è altro
dunque che il tentativo di dire quanto il nostro poeta maggiore abbia
inciso sull’opera di un classico della nostra contemporaneità.

Relatore: Giovanni TESIO

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