È un momento difficile ma il territorio cuneese ha dimostrato di saper
superare periodi molto complicati e dobbiamo essere ottimisti e fare nostre
le considerazioni Noam Chomsky: “l’ottimismo è una strategia per
costruire un futuro migliore”.
Alcuni dati confermano la forza del Cuneese nello scenario socio-
economico piemontese e nazionale. Cuneo ha Il più basso tasso di
disoccupazione del Piemonte, praticamente alla soglia considerata
fisiologica: 3,7% contro il 6,6% regionale e l’8,2% nazionale, e il più alto
tasso di occupazione che ha raggiunto il 70,3% rispetto al 66,3% della
regione e il 60,1% nazionale. Cioè dieci punti sopra la media italiana.
Questi due indicatori danno un’idea più immediata rispetto a tante
percentuali di quanto sia solido nella Granda il mercato del lavoro.
Nella dinamica del valore aggiunto dal duemila a oggi Cuneo mette a
segno la performance più vivace rispetto al Piemonte e all’Italia, e nel
2022 per la seconda volta ha registrato il reddito pro capite più alto di tutta
la regione con 33.238 euro rispetto a una media regionale di 30.896 euro
(quella nazionale si ferma poco sopra i 29mila euro). Il Cuneese produce il
15 per cento della ricchezza del Piemonte e più dell’1 per cento di quella
nazionale. E’ salito al ventesimo posto nella classifica delle province
italiane più ricche elaborata da Unioncamere con l’Istituto Tagliacarne,
con un Pil del 6,9% rispetto al 6,6% della regione e del 6,8% dell’Italia. E
ancora: l’export ha sfiorato i dieci miliardi con una crescita del 7,1%
rispetto a dodici mesi prima. Questo dato conferma che quasi il 17% delle
vendite all’estero made in Piemonte sono partite da aziende della
Granda, nel 60% dei casi con destinazione i Paesi dell’Unione Europea,
con Francia e Germania come primi mercati.
In questo contesto la Provincia di Cuneo ha dato a origine al c.d. “Modello
Cuneo” con il famoso acronimo: “imprese di cristallo”: imprese
estremamente preziose ma anche estremamente fragili nel senso che hanno
bisogno di un sostegno costante e di un supporto adeguato da parte delle
Istituzioni.
In questo modello un ruolo importante sarà giocato dall’Università sulla
base di tre pilastri fondamentali: formazione, ricerca, terza missione.
L’acronimo di riferimento è: A.R.R.T.E. : Apertura, Rigore, Rilevanza,
Trasferimento, Etica.
Il sistema socio-economico cuneese è un sistema complesso in fase di
sviluppo.
Se si sapranno svilupparne i punti di forza, valorizzarne le eccellenze,
provvedere alle criticità riscontrate potrà crescere ancora ma questo sarà
possibile solo attraverso un’attenta progettazione che valorizzi le
specificità locali, territoriali e produttive e sia, soprattutto, condiviso.
La sfida è avvincente e da adito alla speranza ma dobbiamo giocarla da
protagonisti e non limitarci a subirla

