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Stiamo vivendo, ormai da anni, in un periodo di notevoli cambiamenti che incidono in maniera radicale sia sul modo di concepire l’impresa ed i suo management, sia nella pratica operativa nella quale il mondo imprenditoriale si trova direttamente impegnato.
Si delinea quindi un sistema impresa più complesso, ma anche più flessibile e più forte nei confronti dei mutamenti ambientali e aperto verso l’esterno.
L’esigenza di costruire il proprio vantaggio competitivo su variabili esterne al contesto territoriale di riferimento è sentita particolarmente da quelle imprese che individuano nella diversificazione produttiva e nel risparmio sui costi le direttrici fondamentali di sviluppo.
Queste due caratteristiche sono tipiche dell’imprenditorialità cuneese.
Su questi presupposti concettuali sono fondate le direttrici del futuro sviluppo della “Provincia Granda”.
In questo contesto, cosa devono fare oggi le imprese, soprattutto i piccoli, per crescere?
La risposta che la classe dirigente dovrà dare a questa impressionante realtà è molto semplice: la costruzione di un nuovo genere di imprenditoria basato su modelli innovativi d’impresa che costituiranno altrettante sfide per la politica di domani.
Appare più che mai necessario un nuovo “salto culturale”.
Uscire dalla crisi è possibile, ma occorre smettere di aspettare che essa si esaurisca ed iniziare ad affrontare il cambiamento di cui essa è portatrice.

Giuseppe TARDIVO

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