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Nella lezione si racconta la storia di Nick Santoro uno dei siciliani con ruoli di comando della
resistenza cuneese che qui perse la vita in quel di Benevagienna.
La sua vicenda è importante perché permette:
– di trattare il problema degli Internati militari italiani nei campi di lavoro tedeschi
– il suo rientro in Italia con l’assicurazione (poi rivelatasi finzione) di mettersi (lui
tenente dei carabinieri) al servizio della Repubblica sociale
– la sua fuga dal suo ufficio torinese per collegarsi alla Resistenza e giungere in Valle
Grana
– il ruolo da lui avuto nella cosiddetta pianurizzazione e cioè nello spostamento di
truppe dalla montagna alla pianura, nella fattispecie in un’area tra Benevagienna e
Carrù
– il comando a lui affidato di stroncare il fenomeno dei finti partigiani, estorsori di beni
privati, particolarmente attivi in quel territorio
– i successi da lui ottenuti nello svolgimento di tale delicato compito
– la delazione di uno dei finti partigiani che conoscendo le sue abitudini porta una
squadra di militi repubblichini a ucciderlo
Il tutto descrivendo il suo carattere, i suoi ideali, l’educazione ricevuta in famiglia, a scuola e
nell’Arma e il suo agire in coerenza con le idee e i propositi maturati nel corso della guerra e
della sua missione nelle isole greche.
Su questo si sta pubblicando un volume – che io ho letto in bozza – per opera del prof.
Tommaso Salzotti.

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