La tradizione dei librai pontremolesi in Piemonte ed il premio Bancarella

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Dall’alta val di Magra, terra di confine tra più regioni, sono partiti tanti lunigianesi che, trascinati dal fascino dell’avventura, hanno percorso le strade del mondo come venditori ambulanti di libri. È alla fine del Settecento che “pontremolese” diventa sinonimo di merciaio girovago che, tra le varie mercanzie che offre in vendita, presenta anche almanacchi per i contadini, libri devozionali, immagini sacre. Nel corso dell’Ottocento il fenomeno dei librai ambulanti si fa vistoso per il contributo dei venditori di Montereggio, Parana, Cerro, Pozzo, Busatica del comune di Mulazzo. Il luogo di vendita preferito erano le piazze centrali delle città, dove stendevano i libri sui muriccioli e sui marciapiedi. In seguito, aumentando la portata della loro merce, la gerla è sostituita dal carretto che si trasforma sulle piazze in bancarella ricca di libri di ogni genere. I “bancarellai”, poveri di capitali e costretti a praticare i prezzi bassi, puntano sul passante frettoloso, cui offrono un tipo determinato di merce: stampe, calendari, libretti religiosi, romanzi e opere teatrali. Per i venditori ambulanti pontremolesi l’appuntamento in primavera era al passo della Cisa, che lungo l’antico itinerario della via Francigena divide la Lunigiana dalla Padania. Dopo il canto del Maggio si ritrovavano sul valico assegnare le piazze delle città dove andare a vendere, in modo da evitare l’inutile e dannosa concorrenza. I loro nomi appartengono tutti ad uno stesso ceppo, in quanto imparentati fra loro, e tutti dopo aver svolto la vendita ambulante si sono fermati con le loro bancarelle e hanno aperto negozi nelle varie città del nord e centro Italia. I librai pontremolesi che hanno venduto libri in Piemonte sono: i Vannini ad Acqui; i Giovannacci a Vercelli, Chiavenna, Domodossola, Casale Monferrato, Biella, Alessandria e Courmayeur; i Bertoni a Domodossola; i Fogòla a Torino; i Lorenzelli a Bra; i Tarantola a Novi Ligure; i Lazzarelli a Biella, Vercelli, Novara; i Pellegrini a Cuneo; i Lorgna a Biella, Chiavenna e Acqui; i Cattoni nell’Astigiano; i Caldi ad Asti; i Giorgini, i Mancini, i Paolazzi, i Tomasinelli, i Galeazzi, i Cattoni e i Donnini in giro per il Piemonte. Dal fenomeno dei librai ambulanti ha origine nell’agosto del 1952 il Premio Bancarella, l’unico premio letterario gestito esclusivamente dai librai.

 

RELATORE: Giuseppe BENELLI

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