L’approccio mininvasivo nella cura del paziente: un atteggiamento in espansione

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Il concetto di mini-invasività, nato con la chirurgia laparoscopica, è in evoluzione. Esso, affermatosi con la dimostrazione, peraltro lapalissiana, che il paziente che necessita di un determinato intervento, non necessita inevitabilmente di una laparotomia, tende ormai sempre più a rappresentare un atteggiamento in espansione da estendere a qualunque approccio terapeutico. Può apparire singolare che il concetto di mini-invasività sia partito proprio dalla disciplina medica il cui modo di correggere le patologie è tradizionalmente aggressivo: ma, se è pur vero che la chirurgia rappresenta sin dalle sue origini il modo più istintivo ed in qualche modo primitivo di curare, le va comunque riconosciuto che le è sempre stato connaturato l’intento di arrivare a “togliere” concretamente e materialmente il male con gli strumenti disponibili. Non c’è pertanto da stupirsi se, avvalendosi dell’apporto imponente di materiali e dispositivi tecnologici verificatosi negli ultimi decenni, essa sia arrivata a maturare un atteggiamento filosofico di fondo sempre più mirato alla correzione, che ne è il fine, e non necessariamente alla invasione, che ne rappresenta soltanto il mezzo: si tratta in fondo della logica evoluzione del principio storico “Primum non nocere” patrimonio comune della scienza medica sin dai suoi albori.

RELATORE: Leonardo LUCARINI

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