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Questo evento è passato.

Le valli alpine occitane della provincia di Cuneo hanno conservato un notevole
patrimonio di danze tradizionali. Si tratta di danze a figure, precedenti alle danze di coppia
(Polca, Valzer, ecc.), per la cui esecuzione, spesso, sono necessarie più coppie.
I danzatori sanno quale figura devono eseguire seguendo la melodia. Vi partecipano,
senza distinzione, persone di tutte le età e di tutte le condizioni sociali.
La valle in cui sono più vive è la Val Vermenagna, che però ne conserva soltanto due: la
Courenta e il Balet. Il loro passo è molto difficile.
La Val Varaita è quella che ne conserva in numero maggiore, ben due dozzine. Sono
presenti Courente, Gigue, Bourée, Tresse, Mesquie, Tole, Cadrìe, Balet, Countrodanso,
Gamaoucho, Troumpezo, Calisoun, Rigoudin, Tour, oltre al Moulinet (danza maschile) e al
Rigoulet (danza rituale pre-matrimoniale). Il passo è abbastanza facile.
La Val Po conta una decina scarsa di danze: Giga, Bouréa, Balet, Courente, Tola,
Spouzina, Tersa, Ingleza. Le prime tre sono ancora spontaneamente in uso in una borgata
di Sanfront. Il passo è originale.
In Val Grana e in Val Maira sono state reperite con ricerche approfondite alcune
Courente. La danza propiziatoria del Carlevar e degli Arlequin del Villar di Acceglio è
particolarmente interessante.
Lo strumento musicale principale della tradizione era il violino, che è ancora presente in
Val Varaita. La ghironda era presente in Val Maira e in alta Valle Stura. L’armonica a
bocca fa capolino ovunque. Lo scacciapensieri è sostanzialmente scomparso, ma l’unica
registrazione di un suonatore popolare tradizionale dell’alta Italia proviene dalla Val
Varaita.
Verso la fine dell’Ottocento è arrivata la fisarmonica, dapprima diatonica, poi
semitonata, infine cromatica a bottoni o con tastiera a piano. In Val Vermenagna, dopo
l’abbandono della semitonata, si è imposta la cromatica a bottoni accompagnata dal
clarinetto. In Val Varaita, dopo l’abbandono della semitonata, predomina la cromatica con
tastiera a piano. In entrambe le Valli la diatonica è risorta.
La voce umana era d’obbligo per il Rigoulet di Casteldelfino e poteva essere usata
anche per altre danze. Compare ancora sporadicamente in Val Varaita.
La diffusione di alcune di queste danze al di fuori delle comunità che le hanno
conservate, unitamente a danze di altra origine (dell’Occitania in Francia, basche, di nuova
creazione), tutte accomunate dalla denominazione impropria di “danze occitane”, è un
fenomeno recente con interessanti risvolti economici, psicologici e sociali, del tutto diverso
dalla vita spontanea e autonoma delle danze tradizionali nelle Valli Occitane.

Gianpiero Boschero

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