Le origini lunigianesi di Napoleone Bonaparte

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Quando Napoleone è assurto alla gloria del mondo, è iniziata la corsa delle città italiane a dichiararsi culla dei Bonaparte: Treviso, Bologna, Firenze, San Miniato, Sarzana sono le principali località che hanno visto i Bonaparte, seppure in epoche diverse, fra i personaggi più autorevoli nella loro vita cittadina. Ma nessuna, all’infuori di Sarzana, è riuscita a dimostrare con prove documentali il collegamento dei Bonaparte corsi con i Bonaparte lunigianesi. Documenti medievali vedono dei Bonaparte presenti in molte località limitrofe a Sarzana e ciò supporta la tesi che tale famiglia possa considerarsi “indigena”. La prima ricerca genealogica a Sarzana sulla famiglia Bonaparte è stata commissionata nel 1789 all’archivista Domenico Marita Bernucci. Giuseppe Bonaparte, futuro Re di Napoli prima e di Spagna poi, primogenito di Carlo Maria Bonaparte e Letizia Ramolino, era venuto a Sarzana per ricostruire la genealogia della propria famiglia per dimostrarne le nobili origini. Giuseppe, (“le généalogiste de famille” come veniva chiamato da Napoleone) sapeva, per averne sempre sentito parlare in casa, di discendere dal ramo dei Bonaparte che avevano vissuto per lungo a tempo a Sarzana, prima di trasferirsi definitivamente in Corsica Gianfardo Bonaparte – capostipite della famiglia dei Bonaparte sarzanesi – era un notaio molto attivo nella Sarzana del XIII secolo. Grazie a matrimoni ben calibrati, i Bonaparte si imparentarono con i Calandrini, che si legheranno col papa Niccolò V e con i Malaspina (grazie al matrimonio tra Cesare Bonaparte e Apollonia della Verrucola). Famiglia ormai di spicco della politica genovese, i Bonaparte si trasferirono in Corsica, dapprima a Bastia e poi definitivamente ad Ajaccio. Tutti i possedimenti dei Bonaparte sarzanesi vennero abbandonati nel 1567.

 

RELATORE: Giuseppe BENELLI

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