Nel 1945 a Cuneo, sui muri di città, furono pubblicati oltre quattrocento manifesti (che oggi sono le “Memorie di carta”). Occorre dire che i manifesti non possono raccontare in modo completo la storia di quel periodo, ma forniscono elementi importanti per la conoscenza della storia, che allora era cronaca quotidiana di vita dei cuneesi. I manifesti del 1945 si possono suddividere in due gruppi: quelli pubblicati negli ultimi mesi del fascismo, da gennaio ad aprile, e quelli del periodo successivo, dalla Liberazione fino al 31 dicembre. Dai manifesti del primo periodo, si rileva che a Cuneo si viveva in un clima di paura e di guerra civile, segnato dall’oscuramento, dal coprifuoco notturno, dal suono lacerante delle sirene d’allarme per i bombardamenti degli aerei alleati, che obbligavano la gente a scendere nei rifugi anti bomba, e dalle sempre più frequenti uccisioni di partigiani e di fascisti. Nonostante l’ammasso obbligatorio dei prodotti agricoli, il cibo a disposizione dei cittadini era scarso e le razioni alimentari che si potevano acquistare con la dei prodotti agricoli, il cibo a disposizione dei cittadini era scarso e le razioni alimentari che si potevano acquistare con la tessera annonaria erano insufficienti, per cui notizie quali la vendita straordinaria di cipolle, di latte in polvere per i lattanti, di acqua salata per uso di cucina o di 50 grammi di sale e 50 grammi di salame a persona meritavano già la stampa di un manifesto! Stupisce il fatto che le autorità fasciste volevano dare l’impressione che a Cuneo la vita scorresse normalmente, e a questo scopo servivano anche le numerose rappresentazioni teatrali, musicali, cinematografiche e sportive; fino all’ultimo numero pubblicato (24 aprile) “Il Piemonte Repubblicano. Bisettimanale fascista politico – economico” di Cuneo non lasciò mai trasparire l’imminente crollo del fascismo e del nazismo.
RELATORE: Giovanni CERUTTI
