Una nuova Europa dopo Brexit

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L’anno appena iniziato ha portato all’Unione Europea almeno due novità: una nuova Commissione che dovrà “governare” la legislatura 2019-2024 e l’avvio a conclusione della vicenda di Brexit. Il primo evento ha conosciuto una gestazione più difficile del previsto: sei mesi di negoziati, anche tesi, tra Parlamento e governi nazionali per poter insediare il 1° dicembre 2019, con un mese di ritardo, la nuova Commissione guidata dall’ex-ministra tedesca Ursula von der Leyen. [La sostiene in Parlamento una maggioranza “friabile”, che già si è spaccata 24 ore dopo, al momento di adottare una posizione sulla lotta all’emergenza climatica. Ed è solo il primo degli ostacoli: altri ne verranno, in particolare con il negoziato in corso sulle risorse finanziarie UE 2021-2027.] L’altro evento, quello di Brexit, ha segnato una svolta con le elezioni anticipate del 12 dicembre nel Regno Unito, consentendo di avviare a conclusione una vicenda durata anche troppo a lungo, dallo sciagurato referendum del giugno 2016. Per l’Unione una “prima” assoluta: quella di una secessione che “restringe” l’Unione dopo decenni di “allargamenti” successivi Un vicenda che lascerà il segno negli anni che verranno.

 

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Franco CHITTOLINA

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