Erasmo da Rotterdam “elogio della Follia”

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“L’Elogio della Follia” è un libretto da ridere o è una cosa seria? Erasmo pensa ciò che dice, e dice ciò che pensa, oppure si diverte a rovesciare il mondo, come in una commedia? Certo è che questo libello ebbe subito un grande successo: siamo all’inizio del 1500 e divenne davvero popolare, ma interessò, e continua a farlo, anche i critici che, da allora, s’interrogano sul reale significato di un’opera che tratta di tutto: dalla filosofia, alla teologia, alla religione cristiana, ai costumi di tutte le classi sociali, dai re ai governanti, ecc. La scena è quanto mai semplice: s’immagina che la Follia in persona sia una dea che, davanti a folto pubblico, predichi, mostrando che, grazie ai suoi servigi, la vita degli umani è resa sopportabile e piacevole. Infatti prende in esame i vizi dei potenti,( ma non dei poveri), dai papi ai re e ne dimostra il vero volto, sotto la maschera pubblica. Qualcuno ha scritto che si tratta solo di un scherzo bizzarro, scritto per divertirsi e divertire e che non contiene affatto un raffinato pensiero. La maggior parte dei critici oggi è propenso a riconoscere all’”Elogio della Follia” spessore e profondità; l’opera di un intellettuale maturo che esprime acutamente, ma con ironia, i pensieri più alti e sottili. Erasmo mantiene per tutto il discorso una costante ambiguità: da una parte le affermazioni della Follia sembrano appunto folli, ma dall’ altra rivelano una seria e profonda verità, sotto l’apparenza scherzosa.”

 

RELATORE: Antonina GAZZERA

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