Giovannino Guareschi: 1954 vince il premio Bancarella in prigione

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Il 14 agosto 1954 nella piazza della Repubblica di Pontremoli il voto segreto di 95 “librai pontremolesi” decretava che il libro più venduto e apprezzato nell’anno 1953 è Don Camillo e il suo gregge di Giovannino Guareschi. Lo scrittore emiliano stava scontando la pena nel carcere di San Francesco a Parma per la tanto triste, quanto pasticciata vicenda delle «false» lettere di De Gasperi. Guareschi non appoggiava più la Democrazia Cristiana, da cui si sentiva tradito, e nel gennaio ‘54 iniziava su «Candido» il duro attacco contro De Gasperi con la pubblicazione di una lettera attribuita a De Gasperi, che chiedeva agli Alleati il bombardamento di zone periferiche di Roma. Nel successivo numero di «Candido» veniva riprodotta una seconda lettera, sempre a firma De Gasperi, non dattiloscritta ma autografa, in cui sperava «di ottenere da Salerno il colpo di grazia». Guareschi aveva una dichiarazione del notaio Stamm di Locarno, che garantiva che gli originali erano in perfetto stato, e l’attestato di Umberto Focaccia, perito calligrafico del Tribunale di Milano, in cui si dichiarava che le grafie e le firme in queste lettere erano autentiche di De Gasperi. Il 6 febbraio 1954 l’esponente democristiano sporgeva querela per il reato di diffamazione. Il processo iniziava martedì 13 aprile 1954. Il tribunale respingeva tutte le richieste della difesa e giovedì 15 aprile la corte lo condannava «un anno di reclusione e 100.000 lire di multa oltre al pagamento delle spese processuali». Di fronte a un simile processo Guareschi non ricorreva in appello e accettava di andare in prigione, provocando uno scandalo e un clamore internazionali. Non solo non chiedeva la grazia o agevolazioni, ma anzi gli veniva anche assommata la pena di otto mesi per una precedente condanna per oltraggio al Presidente della Repubblica, causata dalla vignetta sul «Nebbiolo-Einaudi». Il 26 maggio 1954 entrava nel carcere di Parma, con sulle spalle lo zainetto della prigionia nazista, per uscirne in libertà vigilata il 4 luglio dell’anno successivo, dopo 409 trascorsi sotto la più stretta sorveglianza. Il 26 gennaio 1956 Guareschi terminava la libertà vigilata. All’improvviso, il 15 agosto 1954, gli comunicarono di aver vinto il Premio Bancarella. Guareschi dal carcere scriveva: «Il premio Bancarella mi ha colmato di soddisfazione». Lo colpiva il gesto di non conformismo del librai pontremolesi e aggiungeva: «Il Bancarella è l’unico premio serio, proprio perché è in mano a veri librai indipendenti, che basano le loro valutazioni unicamente sulle vendite: vedrai che il regime troverà modo di renderli meno indipendenti».

 

RELATORE: Giuseppe BENELLI

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