M.C.Escher, il maestro dell’infinito

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Maurits Cornelis Escher è stato un incisore e grafico olandese. Nato in un paesino delle Fiandre nel 1898, è morto in Olanda nel 1972. Ha vissuto un po’ di anni in Italia dove è stato affascinato dal paesaggio ed ha eseguito molti disegni e schizzi che si trasformarono in litografie e incisioni su legno. Viaggiò in Spagna e le decorazioni dell’Alhambra di Granada furono fonte di grande ispirazione per il problema delle tassellazioni del piano che da sempre lo aveva affascinato. Scoprì la tecnica dei “disegni periodici”, caratterizzati da una divisione regolare della superficie piana, che diventarono una caratteristica di certe sue illustrazioni che lo resero celebre e inconfondibile. Le opere di Escher sono molto amate dagli scienziati, logici, matematici e fisici che apprezzano il suo uso razionale di poliedri, le sue distorsioni geometriche e le interpretazioni originali di concetti appartenenti alla scienza, per ottenere effetti paradossali. La divisione regolare del piano era per Escher un mezzo per catturare l’infinito e per questo è stato definito “maestro dell’infinito”. Analizzeremo attraverso le opere il suo percorso artistico, ma anche matematico. Studiò le regole della geometria e si mise in relazione umana con i matematici del suo tempo e anche con i cristallografi. Inventò un teorema che porta il suo nome e ne diede la dimostrazione grafica, mentre la dimostrazione teorica arrivò solo nel 1991. Nel suo processo di creazione artistica utilizza la matematica per farci intravedere mondi impossibili, e nei suoi scritti ci parla del fascino e della meraviglia suscitati dall’invenzione delle sue creature. Per avvicinarci al suo modo originale di guardare la realtà ricordiamo questa affermazione di Escher stesso: ”Colui che cerca con curiosità scopre che questo, di per sé, è una meraviglia”.

RELATORE: Gemma GHIGO

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