Ranverso e la Sacra. Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso e Abbazia di S. Michele della Chiusa

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Sacra di San Michele e Precettoria di Ranverso: entrambe situate su una delle maggiori arterie di comunicazione di pellegrinaggio ma anche per il transito delle merci, la Sacra di San Michele o meglio l’Abbazia di San Michele della Chiusa e la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso sono da sempre luogo di spiritualità ma sopratutto luogo di accoglienza e di riparo per i molti pellegrini e viandanti che affollavano la via del Moncenisio oggi riconosciuta come uno dei tratti della via Francigena che collegava la devozione europea con la terra santa. La Sacra di San Michele oggi monumento faro della Regione Piemonte vanta un storia di qualche secolo più antica rispetto alla Precettoria dominando la bassa valle di Susa in quel punto di “stettura” naturale della valle che già al tempo di Carlo Magno i Longobardi avevano fortificato per meglio gestirne il passaggio. I padri Antoniani vennero inviati in Valle Susa per volere di Umberto III dietro richiesta della moglie Beatrice per accogliere ma sopratutto curare i molti pellegrini o semplici infermi che allora tentavano di fuggire dal fuoco sacro ( che di molto si differenzia dal fuoco di Sant’Antonio che tutti conosciamo e per la cura del quale ancora oggi spesso si invoca il santo) o ergotismo che fu una delle piaghe del medioevo causato dal consumo di cibi avariati e contaminati dall’ergot. Il grande impegno dei padri Antoniani e la grande abilità nella cura di tali infestanti malattie li portò in breve tempo a possedere un immenso patrimonio nella sola valle di Susa che abbracciava le pendici del monte Musinè fino ad oltre la collina morenica di Avigliana per estendesi fin quasi al passo del Moncenisio. La Precettoria di Ranverso fu la seconda fondazione dopo l’Abbazia madre di Vienne.

RELATORE
Simona BRAO

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